In 30.000 a San Rossore per stilare la Carta del Coraggio

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Coraggio: è stata questa la parola trainante, la route nazionale tenutasi a San Rossore.

Più di 30000 ragazzi degli scout si sono ritrovati nel parco nazionale nel pisano per dimostrare che la gioventù è qualcosa di più che semplice spensieratezza, essa è anche impegno: l’impegno che ciascun clan (parola che può finalmente essere utilizzata con un’accezione più che positiva) ha messo nella realizzazione del proprio capitolo (il capitolo è lo strumento con cui lo scoutismo approfondisce una tematica di interesse comune).

Ad esempio il Portici 4 (clan Orsa Maggiore) si è impegnato per portare alle scuole del territorio un focus sulla situazione dei carcerati a Poggioreale e Secondigliano.

L’ AGESCI (Associazioni Guide E Scout Cattolici Italiani) ha diviso  l’ evento in due momenti: 456 routes mobili e una route fissa.

La route mobile è stata affrontata gemellando 3 clan provenienti da parti diverse d’Italia: il clan porticese è stato gemellato con un clan del centro (il Firenze 5) e un clan del Nord (il Gardigiano 1) con i quali è stata condivisa l’esperienza della Strada.

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route 169 (Portici 4, Firenze 5, Gardigiano 1)

Dopo 5 giorni tutti i clan gemellati si sono ritrovati nel parco nazionale di San Rossore.

Ivi si sono tenuti incontri ai quali hanno partecipato illustri personaggi come la presidente della camera Laura Boldrini, altri politici e personaggi che hanno avuto il coraggio di denunciare i mali della società come don Maurizio Patriciello che, attraverso una tavola rotonda, ha parlato a giovani provenienti da ogni parte d’Italia del problema della terra dei fuochi.

Il momento più alto dell’evento è stata la creazione della Carta del Coraggio, una sorta di costituzione scout divisa in due momenti: “chiediamo che…” e “ci impegniamo per…”, con cui l’associazione chiede alle istituzioni un radicale cambiamento.

Essa è stata stilata dagli alfieri (l’alfiere è il portavoce di ciascun gemellaggio) che riuniti in gruppi, in base al tema affrontato, hanno dato corpo  all’importante documento. Nel creare il documento importanti personalità hanno aiutato i ragazzi come Don Ciotti (fondatore di Libera), il ministro kyenge, la presidente della camera Boldrini e il Presidente del Consiglio Renzi.

Tra i vari alfieri, ha affermato Fabrizio Formisano del Portici 4: “la mia impressione è quella di poter raggiungere obbiettivi veramente importanti e sono orgoglioso di aver partecipato a un evento di così grande valore“, ha inoltre continuato: ” tra le varie personalità conosciute, quella che più mi ha emozionata è stata quella di Don Ciotti”.

L’ ultimo giorno è stato segnato da importanti presenze : il cardinal Bagnasco (presidente del CEI) che ha celebrato la Messa, il Papa che è intervenuto telefonicamente e il presidente del consiglio Renzi a cui è stata consegnata la Carta del Coraggio.

Renzi ha affermato “Votate per chi volete, cambiate governo, ma non cambiate Paese. Restate in Italia, date un calcio all’ impossibile e permetteteci di dare importanza alla parola essere, non avere” e concluso “Se qualcuno in Italia immagina che i ragazzi siano pigri, sdraiati o bamboccioni, voi siete la risposta che sta sbagliando”.

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