Villa Fernandes: simbolo di una rinata giustizia

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Villa Fernandes, antico edificio situato in via Diaz nel comune di Portici, è stata per molti anni in possesso della criminalità organizzata, ma nel febbraio di quest’anno è stata finalmente strappata dalle mani della camorra. La lunga battaglia che ha portato decisamente i suoi frutti è durata ben dodici anni, tempo in cui sono intervenute sia autorità religiose che laiche adoperandosi in ogni modo al fine di rendere giustizia e legalità alle risorse della cittadina. In questo cammino faticoso hanno collaborato l’associazione “Cantiere città dal basso”, il Collegamento Campano contro le camorre e l’associazione “Libera” di Don Luigi Ciotti (contro le mafie).

Inizialmente il Comune ha dato il congedo alla presenza dei commissari prefettizi, ma successivamente questi ultimi hanno deciso di annullare l’affidamento del bene immobile al “Cantiere città dal basso” per motivi ancora incomprensibili. In tal modo hanno deliberato di essere d’accordo con il consorzio della provincia affermando che tali provvedimenti fossero inconciliabili. Nonostante le varie controversie giuridico – amministrative, le associazioni hanno continuato a combattere proponendo raccolte firme in merito alla vicenda. Dopo un percorso per niente facile, c’è stato il ricorso al TAR che ha ritenuto giusta la causa del Cantiere annullando la delibera del commissariato contro l’affidamento. Dopo numerose riunioni, raccolte firme e cartoline spedite al comune, la villa dopo 12 anni di lotta viene oggi custodita e gestita da diverse associazioniLeandro Limoccia, presidente del “Collegamento Campano contro le camorre per la legalità e la nonviolenza G. Franciosi” e responsabile della nuova gestione di Villa Fernandes rilascia in un’intervista:

Abbiamo fatto questa battaglia che è durata dodici anni, per restituire alla città questa sua struttura confiscata alla camorra come simbolo di riappropriazione del territorio e del bene comune. Sapendo che questo bene è confiscato alla camorra, noi proponiamo che diventi il polo della legalità. Ciò significa che deve avere una sua specificità, un valore simbolico, politico e culturale”.

L’edificio dal 25 febbraio 2014 è stato trasformato nella sede di “Libera” grazie alla partecipazione del succitato Leandro Limoccia alla sua cofondazione insieme a personaggi come Don Ciotti e Rita Borsellino; ma è anche la sede del Collegamento Campano contro le mafie  G. Franciosi. Il presidio Libera è stato intitolato a due vittime porticesi della criminalità organizzata: Teresa Bonocore (mamma coraggio) e Claudio Taglialatela, ai quali purtroppo va aggiunto il nome del povero Mariano Bottari assassinato il 29 luglio di quest’anno per errore.

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La rinascita della villa come polo della legalità, vede impegnati numerosi volontari in diverse attività, laboratori e corsi di formazione tutti finalizzati all’aiuto delle persone più disagiate. Ciò mira al far comprendere che la politica della città di Portici e quindi il comune, è più forte della camorra. I cittadini con serie difficoltà economiche potranno finalmente chiedere aiuto ad una risorsa del comune e non alla criminalità organizzata.

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