1 Aprile 1984, 500 scosse ai Campi Flegrei: il bradisismo che terrorizzò i puteolani

Campi Flegrei

Gli esperti lo chiamano sciame bradisismico. E’ quello che si verificò a Pozzuoli esattamente 43 anni fa, proprio il 1 aprile 1984. Ben 500 all’epoca furono le scosse che colpirono la cittadina in provincia di Napoli. Un fenomeno geologico che durò poche ore, ma che ancora oggi è considerato come uno degli eventi più rari per l’attività bradisismica nazionale e non solo.

Non molti i territori della Penisola italiana, infatti, soggetti a questo tipo di fenomeni. Su tutti spicca, ovviamente, proprio l’area dei Campi Flegrei: un’area che si estende da Posillipo a Capo Miseno e che, dunque, comprende l’intero Golfo di Pozzuoli.

Ebbene, l’1 aprile 1984 questa zona fu interessata da 500 scosse di terremoto, registrate in poche ore, che tuttavia – stando alle cronache dell’epoca – non provocarono particolari danni a persone o cose. Tutt’altro discorso relativamente alla paura che lo sciame procurò negli abitanti dell’area colpita.

In realtà quello del bradisismo non è un fenomeno inusuale (nei Campi Flegrei in primis), poiché si tratta del continuo innalzamento (bradisismo positivo) o abbassamento (bradisismo negativo) del livello del suolo, legato al vulcanismo secondario. Generalmente, sebbene proceda ad un ritmo molto più rapido del solito per le tempistiche terrestri (circa un cm all’anno), non avvertibile ad occhio umano, se non in prossimità delle coste.

A provocare questi “sbalzi” della crosta terrestre le variazioni di volume di una camera magmatica, che può riempirsi o svuotarsi, o anche a variazioni di calore capaci di influire sul volume dell’acqua contenuta in un sottosuolo molto poroso.

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