Bambini picchiati e costretti a mendicare: aperte tre inchieste nel Napoletano

Una vita straziante quella dei bambini costretti a mendicare a Sorrento, che ogni giorno chiedono l’elemosina per strada ai turisti e in condizioni igieniche precarie. In loro difesa interviene la magistratura.

La Procura di Torre Annunziata ha aperto tre fascicoli di indagine, affidati ad altrettanti pm, sulla base dell’esposto presentato ad agosto dal movimento civico “Conta anche tu”. A occuparsi dei tre fascicoli sono i sostituti procuratori Rosa Annunziata, Emilio Prisco e Antonio Barba.

Secondo quanto riportato dal IlMattino, i membri dell’organizzazione sarebbero 6 persone di etnia rom, domiciliate nel campo nomadi di Barra, che la polizia municipale e i carabinieri hanno recentemente identificato. Secondo quanto si legge nell’esposto dell’avvocato Alessandro Orsi, si sarebbero “illecitamente impossessati di porzioni di suolo pubblico nella totale e assoluta indifferenza delle autorità competenti” costringendo inoltre i minori a mendicare.

Si tratta di cinque o sei i bambini costretti, con metodi spesso violenti, a chiedere l’elemosina a residenti e turisti. A questo proposito vi sono le ipotesi di associazione per delinquere, maltrattamenti, abuso di mezzi di correzione e impiego di minori nell’accattonaggio.

Dall’esposto firmato da Francesco Gargiulo, coordinatore del movimento “Conta anche tu”, che ha fatto scattare l’indagine, emerge un quadro inquietante.

A Sorrento ci sarebbe un gruppo di persone che ogni giorno raggiunge la città per mendicare, sempre nelle stesse postazioni, con le stesse modalità, inoltre, chiunque proviene dall’esterno viene immediatamente allontanato. A fine giornata, i membri si ritroverebbero vicino alla stazione per consegnare al capo il denaro ricevuto. All’interno di questo “sistema” avrebbero un ruolo fondamentale i bambini, costretti a “ruotare tra le diverse postazioni, tanto da rendere difficilmente individuabile l’eventuale sussistenza di un legame di parentela con gli adulti che li sfruttano”.

L’intervento della magistratura potrebbe segnare una svolta: “Finora nulla è stato fatto finora per arginare l’accattonaggio con sfruttamento di minori – sottolinea Gargiulo – Bene che i pm si muovano per ripristinare la legalità”.

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