Crollo Torre Annunziata, 10 condanne. Il parroco: “La tragedia si poteva evitare”

Crollo palazzina Torre AnnunziataTorre Annunziata Dieci persone sono state condannate per il crollo della palazzina di Rampa Nunziante, evento che ha segnato profondamente la città oplontina avendo causato la morte di otto persone, tra cui due minorenni. Erano circa le sei del mattino del 7 luglio 2017 quando l’edificio crollò, seppellendo sotto le macerie i corpi che sarebbero stati trovati tutti senza vita.

Sulla questione si è espresso don Ciro Cozzolino, sacerdote della parrocchia della SS. Trinità (vicina al luogo del crollo) e referente del presidio anti camorra Libera di Torre Annunziata:

“Oggi, dopo 4 anni e 14 giorni da quel tragico 7 luglio, c’è stata la sentenza della palazzina di via Rampa Nunziante. Una tragedia che si sarebbe potuta evitare: otto morti e tante persone coinvolte. Per le famiglie delle vittime la vita si è fermata quel giorno. Il nostro impegno sarà quello di evitare che eventi di questa portata possano abbattersi su inermi cittadini che pensano di essere al sicuro tra le loro pareti domestiche e la memoria costante delle vittime perché il loro ricordo sia imperituro e sia di monito a tutti”.

Crollo di Torre Annunziata: le condanne

La sentenza firmata dal giudice Francesco Todisco ha condannato a 12 anni e 6 mesi di reclusione il proprietario dell’appartamento in cui si svolgevano i lavori che hanno causato il crollo; per lui anche l’ammenda di 45mila euro. Simili pene anche per M.B. e A.M., che avrebbero guidato, in maniera esplicita o meno, i lavori. Condannato a 9 anni anche l’operaio P.C., con un’ammenda di 45 mila euro. Misure meno rigide per gli avvocati R.C. e M.L., nonché amministratore del condominio e proprietario di fatto dell’immobile, condannati a un anno e due mesi con pena sospesa per il reato di falso. Pene sospese anche per altri quattro indagati. Cinque, invece, sono gli assolti.

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