Chiusi gli scarichi fognari, Torre diventa balneabile

Torre Annunziata balneabile

Avere il mare a pochi passi da casa propria e non poter far il bagno. Fino ad ora era questa la condizione di tutti i cittadini di Torre Annunziata. Il bagno al massimo lo si poteva andare a fare lungo la costiera Sorrentina. E’ questo quanto Metropolisweb riporta. Ci sono voluti 32 anni per chiudere i 18 scarichi fognari che hanno sversato liquami e inquinanti in mare, davanti alle coste di Torre Annunziata. Ci sono voluti 40 anni per cancellare il divieto di balneabilità davanti ad una delle spiagge vulcaniche più ampie della provincia di Napoli.

E’ il successo del programma di disinquinamento portato avanti dalla capitaneria di porto e dalla Regione, avviato un paio di anni fa, e gestito in buona parte dalla comandante Claudia Di Lucca. La Capitaneria ha centrato un obiettivo che le amministrazioni comunali di Torre Annunziata hanno fallito puntualmente in tre decenni.

Ha chiuso quegli scarichi fognari che dagli anni del colera ad oggi hanno alimentato uno scempio ambientale ignobile e incivile.


 Una devastazione della costa segnalata dalla Provincia già nel 1981, quando si diede ordine all’amministrazione di Torre Annunziata di chiudere tutti gli scarichi e convogliarli in un collettore in grado di unire la rete fognaria cittadina al progetto del depuratore alla foce del fiume Sarno. Un’opera costruita tra inchieste e scandali legati alla tangentopoli oplontina, e rimasto inutilizzato per anni.

Lo scempio degli scarichi illegali in mare è rimasto sotto gli occhi di tutti fino alla scorsa estate. Fino ai blitz della Capitaneria, che resta titolare anche delle indagini che puntano ad incastrare i colpevoli dei ritardi del piano di disinquinamento.

Intanto, la città si gode la svolta e il risultato soddisfacente delle analisi dell’Arpac condotte ad un anno dalla chiusura dell’ultimo scarico fognario fuorilegge. La bandiera nera scompre dalle spiagge di Torre Annunziata, almeno dal tratto che va da “Villa Tiberiade” al Lido Santa Lucia. Dalla Salera a Rovigliano, e quindi in prossimità della foce del Sarno, resta invece il divieto più assoluto.

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