Tragedia a Torre del Greco, I vicini: “liti tutti i giorni”

Carabinieri

«Le liti erano all’ordine del giorno, al punto che non facevamo più caso alle urla che provenivano dall’interno della loro abitazione». Al terzo piano dello stabile al civico 11 di via Calastro ci sono quattro porte: l’appartamento dove vivevano Maria Carmela Panariello e Tommaso Egger – insieme ai due figli di tredici anni – si trova alla sinistra dell’ascensore, dal lato del pianerottolo che conduce alle scale. Da dove la donna – una volta ucciso il marito – si sarebbe voluta lanciare nel vuoto. Una scena vissuta in «presa diretta» dai vicini di casa, spaventati dalle grida di disperazione lanciate dai due gemelli della coppia: «Erano circa le 3.30, stavamo tutti dormendo – raccontano – quando siamo stati svegliati dall’allarme lanciato dalla tredicenne: uscita fuori al balcone, si era messa a strillare che la madre stava cercando di ammazzare il fratello».

Parole che hanno fatto gelare il sangue nelle vene agli abitanti dello stabile, pronti a invocare l’intervento delle forze dell’ordine: «Dal palazzo di fronte – la ricostruzione della notte da incubo – ci facevano segno che la cucina dell’appartamento stava andando a fuoco e abbiamo pensato di avvisare immediatamente i pompieri. Poi abbiamo avvertito una chiara puzza di gas e abbiamo temuto il peggio». Un epilogo annunciato, alla luce della sfilza di precedenti litigi, mai denunciati né da Maria Carmela Panariello né da Tommaso Egger alle forze dell’ordine: «Vivo qui dal 10 luglio del 1990 – racconta il dirimpettaio della coppia – e non c’è mai stato un momento di tregua. Per un lungo periodo, il compagno della donna non saliva a casa perché i genitori che vivevano con lei non gradivano la sua presenza: le visite erano saltuarie e, in ogni caso, non mancavano le discussioni. Poi lui si allontanava e trascorreva le notti fuori casa: inizialmente dormiva nella stazione della Circum di piazzale della Repubblica, poi nella stazione Fs. Si era trasferito stabilmente qui solo da qualche mese, dopo che la mamma di lei si era trasferita da una figlia al Nord». Tre mesi costellati di accese discussioni e alterchi, a cui l’intero condominio aveva fatto l’abitudine: «Litigavano su ogni cosa, bastava una banalità per scatenare l’inferno – ricordano i vicini di casa –. Perciò, inizialmente, non abbiamo prestato particolare attenzione all’ennesimo litigio».

Ma l’acre puzza di gas che in pochi minuti si è diffusa sul pianerottolo ha costretto tutti a prendere sul serio ciò che stava accadendo in casa di Maria Carmela Panariello e Tommaso Egger: «Abbiamo avvisato i vigili del fuoco e ci siamo precipitati fuori dalla nostra abitazione – il racconto della notte da incubo – attraverso la porta aperta e il cancello di ferro abbiamo visto le fiamme all’interno della cucina e abbiamo temuto il peggio: senza il provvidenziale intervento dei pompieri e degli agenti di polizia saremmo potuti saltare in aria a causa dell’esplosione della bombola di gas». Un pericolo scampato per una ventina di famiglie, ma che non ha salvato il cinquantaseienne di Ercolano dalla furia assassina della compagna.

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