Turris: “Vi racconto tutta la storia, da quando la maglia era verde”

Storia della Turris

Si è tenuta ieri pomeriggio, presso il Circolo Professionisti di Torre del Grecola presentazione di “Storia della Turris”, un incontro organizzato da ALT (Associazione Lettori Torresi) e presentato da Ciro Antonio Altiero, autore del libro “FC Turris 1944. Il football a Torre del Greco”. Durante la presentazione, si è ripercorsa tutta la cronistoria della Turris: dai primi anni 20, agli anni dell seconda guerra mondiale, passando per i favolosi anni 70, fino ai giorni nostri.

Attraverso la visione di fotografie e ricostruzioni grafiche, Altiero ha raccontato, a grandi linee, tutta la storia della squadra calcistica di Torre del Greco, riportando alla memoria aneddoti e curiosità, come i diversi nomi storici che hanno preceduto quello di “Turris” e la storia legata all’originario colore verde della squadra, che sarebbe poi diventato il rosso corallo, simbolo della città. Diversi i tifosi “storici” presenti al Circolo che hanno animato la serata, dando a loro volta il proprio contributo nel ricostruire la storia della Turris. Tra il pubblico, era presente anche Ciro Manzo, attuale capitano della Turris.

Al termine della presentazione, Ciro Altiero si è gentilmente offerto ai nostri microfoni per un’intervista, nella quale abbiamo cercato di approfondire il lavoro fatto dall’autore per creare quest’opera. Un libro che ha avuto una genesi piuttosto particolare, e che ha alle spalle un lavoro certosino per quanto concerne la ricostruzione storica e fotografica. Tutte le vicende, le immagini, le foto e le ricostruzioni storiche contenute in quest’opera, fanno si che il libro sia, senz’ombra di dubbio, un must have per qualsiasi tifoso della Turris. Questa, è la nostra intervista con Ciro Altiero.

Come nasce l’idea di questo libro e quanto è stato complesso il lavoro che c’è dietro la ricostruzione cronologica della Turris?

“Devo fare una premessa. Questo non è un libro recente, ha già 4 anni di vita alle spallle. Oltre ad essere un appassionato di calcio, e chiaramente tifoso della Turris, sono un amante di Torre del Greco. Questo non è stato il mio primo libro. 7 anni fa ho scritto un altro libro, di 600 pagine, sulle navi e sugli armatori di Torre del Greco. I miei desideri erano due: scrivere un libro sulla marineria torrese e un libro sulla Turris. Realizzato il primo libro, mi sono concentrato sul secondo. Ho avuto la fortuna di incontrare il maresciallo Peppe D’Urzo, anche lui appassionato della Turris e collezionista di fotografie, e alla fine abbiamo unito le nostre forze. Ho avuto la fortuna di conoscere molti ex-giocatori ed ex-presidenti corallini, ad esempio l’ingegnere Gaglione. Il lavoro è durato tre anni, e alla fine siamo riusciti a partorire questo vocabolarietto di 500 pagine, con più di 400 fotografie, che è riuscito ad avere anche un buon successo di pubblico”.

Segue ancora con passione e assiduità la Turris?

“Assolutamente sì. Negli ultimi anni non seguo più con la stessa assiduità di un tempo, però riesco a seguire almeno 10 partite all’anno, soprattutto quelle di cartello. Ad esempio, ho assistito alle ultime sfide di campionato, con Nardò e Taranto”.

Perché la partecipazione della città è andata a scemare negli ultimi anni? Manca una certa cultura sportiva?

“Il problema è molto semplice, senza soldi non si cantano messe. Stasera, abbiamo visto che tante volte i presidenti della Turris sono stati imprenditori facoltosi. La Turris era, per tanti giocatori, una squadra ambita. Poi, ocl passare degli anni, la classe imprenditoriale si è fatta da parte e nell’ultimo periodo c’è stato un grosso sacrificio anche per allestire una squadra. Siamo però stati anche fortunati, perché con la crisi che c’è, in diverse città il calcio è ormai sparito. E’ chiaro che poi ci sono altre motivazioni, a cominciare dallo stadio, che non è stato mai ristrutturato. Nel 1981 il CONI aveva stanziato dei fondi per costruire un novo stadio di Torre del Greco, e nonostante siano passati 34 anni, ancora se ne discute”.

Il ricordo più bello che lo lega alla Turris?

“Senz’ombra di dubbio gli anni legati alla gestione dell’ingegnere Gaglione, l’anno in cui la Turris fu promossa dalla Quarta serie alla Serie C, oppure l’anno in cui raggiungemmo il terzo posto in serie C, in un campionato in cui c’erano due autentiche corazzate come Lecce ed Avellino, che riuscì a battere entrambe a Torre del Greco. In generale, i ricordi più belli sono legati agli anni 70”.

Come vede il futuro prossimo della Turris e come giudica, fin ad’ora, l’operato del presidente Giugliano?

“Giugliano sta facendo enormi sacrifici senza avere a disposizione ingenti disponibilità economiche. L’importante, per quest’anno, è mantenere la categoria. Dobbiamo aspettare tempi migliori, e sperare che qualche imprenditore si faccia avanti. Ma, a parte questo, c’è da dire che il calcio è profondamente cambiato, a cominciare da uno stadio da rinnovare e da certi ultras, che non sono dei veri tifosi. Come detto, dobbiamo solo sperare in tempi migliori”.

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