Torre del Greco, licenziato il guardiano-orco della villa comunale

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Oggi si legge sul Metropolisweb che è stato licenziato il guardiano-orco della villa comunale di Torre del Greco. A dieci giorni dal verdetto della corte suprema di Cassazione – pronta a confermare la condanna a sette anni di reclusione per N.G., ritenuto responsabile di violenza sessuale ai danni di un disabile di 19 anni – l’ente di palazzo Baronale ha proceduto a dare il benservito al cognato del boss Gaetano Di Gioia, ucciso in un agguato di camorra il 31 maggio del 2009. La sentenza diventata definitiva a metà giugno, infatti, prevede tra le pene accessorie l’interdizione perpetua dai pubblici uffici: un provvedimento immediatamente applicato dal Comune e costato il posto al lavoratore del settore parchi e giardini. Un licenziamento arrivato esattamente a quattro anni dal drammatico episodio di violenza sessuale che sconvolse Torre del Greco e che si concluse con l’arresto di N.G., trascinato alla sbarra con l’accusa di violenza sessuale.

Un’accusa che il sessantenne aveva pagato in primo grado con una condanna a otto anni e mezzo di carcere: una stangata prima ribadita in appello e poi inizialmente «cancellata» dalla corte di Cassazione – a febbraio del 2012 – per un vizio di forma. Il processo-bis aveva consentito a N.G. – assistito dall’avvocato Antonio Morra, pronto a portare avanti la tesi dell’imputato che si era sempre dichiarato innocente e vittima di un complotto organizzato dalla madre del disabile – di strappare l’assoluzione dall’accusa di sequestro di persona e uno «sconto» a sette anni di carcere.

Un verdetto, poi, confermato dagli «ermellini» di Roma a dispetto della richiesta del procuratore generale che avrebbe voluto un nuovo annullamento della sentenza con rinvio in appello. Una sentenza che adesso spalancherà nuovamente le porte del carcere a N.G. – successivamente tornato a piede libero per decorrenza dei termini di custodia cautelare – chiudendo così la scabrosa vicenda aperta a inizio novembre del 2009. Quando il sessantenne finì in manette per il film dell’orrore andato in scena all’interno dell’unico polmone verde del centro storico di Torre del Greco: un film dell’orrore ricostruito nella denuncia choc di un disabile di 19 anni che si presentò ai carabinieri della stazione Centro per raccontare la terribile esperienza vissuta sul belvedere del parco pubblico di corso Vittorio Emanuele.

La vittima – accompagnata dalla madre – raccontò ai militari della caserma di via Circumvallazione le violenze sessuali a cui era stato costretto nel locale in uso ai custodi della villa comunale al termine dell’orario di apertura al pubblico: attraverso i successivi accertamenti i narrativo-testimoniali, i militari incastrarono il guardiano-orco del parco pubblico di corso Vittorio Emanuele, ora condannato e licenziato.

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