Abbattimenti a Torre del Greco, il grande bluff anti-ruspe

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Leggiamo sul Metropolisweb che rischia di scatenare polemiche e proteste il «no» della maggioranza targata Gennaro Malinconico al tavolo tecnico proposto dall’opposizione di palazzo Baronale per provare a fermare la marcia delle ruspe in città. Un’idea nata sulla scorta del parere firmato dal professore Guido D’Angelo e formalizzata – attraverso un apposito ordine del giorno – in consiglio comunale. Chiaro l’obiettivo della minoranza: mettere in piedi un gruppo – composto dal presidente del consiglio comunale, dal sindaco, dall’assessore all’urbanistica, da un esponente della maggioranza, da un esponente dell’opposizione, da un rappresentante della commissione locale per il paesaggio e dal dirigente del settore urbanistica del Comune – incaricato di «valutare e studiare la possibilità di stabilire i prototipi di immobili ritenuti di interesse pubblico a cui dare eventualmente una nuova destinazione d’uso».

Una proposta bocciata senza pietà dalla maggioranza che – attraverso gli interventi dei vari Massimo Meo, Vincenzo Castellano e Gaetano Frulio – aveva sostenuto che il nuovo tavolo tecnico sarebbe stata una duplicazione della seconda commissione consiliare che già si stava alacremente occupando del caso.

Parole clamorosamente smentite dalla realtà dei fatti. E se è vero che le bugie hanno le gambe corte, l’altezza morale della maggioranza guidata dal sindaco Gennaro Malinconico rischia di uscire pesantemente ridimensionata dall’ennesimo consiglio comunale sul dramma abbattimenti che incombe sulla città del corallo. Perché basta sfogliare il registro della seconda commissione consiliare presieduta da Vincenzo Castellano – il «traditore» del Pd passato alla corte del Centro Democratico di Nello Formisano – per scoprire che, in realtà, la «grande attenzione alla vicenda» sottolineata in aula da tutti gli alleati dell’avvocato penalista è solo una «bufala» raccontata ai cittadini per evitare di approvare la proposta avanzata dall’opposizione.

A partire dal 23 maggio e fino al primo luglio – il periodo più «caldo» sul fronte anti-ruspe – l’organismo che si dovrebbe occupare della questione si è riunito venti volte e per sedici volte le sedute sono andate deserte per mancanza del numero legale. Dunque, solo quattro riunioni effettivamente valide. Non solo: la costante partecipazione dell’assessore Patrizia Kivel Mazuy evidenziata da tutti i consiglieri comunali di maggioranza deve essere stata, in realtà, una sorta di «allucinazione collettiva» considerato che – verbali alla mano, dal numero 74 al numero 93 – la «maestrina» della giunta comunale targata Gennaro Malinconico non si è mai vista a palazzo La Salle. Identico discorso per il presidente del consiglio comunale e per il primo cittadino. «E’ evidente che il tavolo tecnico che avevamo proposto – l’attacco del presidente della commissione trasparenza, il capogruppo del Pdl Felice Gaglione – non era un ‘doppione’ della seconda commissione consiliare che, a quanto pare, non si occupa dell’emergenza abbattimenti con la necessaria sollecitudine. L’idea di un nuovo gruppo di lavoro, in scia alle super-commissioni varate in passato per affrontare il tema della salvezza dell’ospedale Agostino Maresca e per scongiurare il pericolo della realizzazione del depuratore dei veleni a Leopardi, era nata per concentrare tutti gli sforzi per individuare in tempi brevi possibili soluzioni per fermare la marcia delle ruspe in città».

Un’idea bocciata dalla maggioranza, pronta a rimettere l’obiettivo nelle mani di una commissione consiliare che – a dispetto della pioggia di gettoni regolarmente incassati dai politici – si è riuscita a riunire solo 4 volte in quaranta giorni.

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