Torre del Greco, il sindaco “fantasma” in Comune: ipotesi dimissioni-bis

gennaro malinconico

La stanza è completamente al buio, come fosse già disabitata. La luce spenta – un omaggio alla spending review, ironizza un dipendente comunale sfoderando un sorriso di speranza – e le tende completamente chiuse a impedire il passaggio del sole regalano una sinistra sensazione di abbandono.

Non siamo nella «casa degli spiriti» magicamente raccontata da Isabel Allende, bensì a palazzo Baronale. La «casa comunale» di Torre del Greco, dove il sindaco Gennaro Malinconico non mette piede dal giorno dell’infuocata riunione dell’assise cittadina sul dramma abbattimenti. Una seduta tormentata e fondamentalmente improduttiva, chiusa con la polemica «fuga» dall’aula dei quattro dissidenti dell’Udc in aperta rotta di collisione con il resto della maggioranza.

Facendo due conti, sono settantadue ore lontano dal Comune. Un’eternità per l’avvocato penalista, abituato dal giorno della proclamazione avvenuta alle 15.30 del 14 maggio 2012 a essere sempre tra i primi – alle otto del mattino – a varcare l’uscio del municipio. Un’anomalia capace di alimentare insistenti voci sulle dimissioni-bis del primo cittadino. In realtà, Gennaro Malinconico è «in trasferta» fuori dalla Campania per motivi professionali. Ma già prima della full immersion nelle carte di un processo particolarmente importante, il sindaco aveva manifestato evidenti segnali di insofferenza. Le pratiche «spicciole» come la consultazione della posta erano state effettuate direttamente nella sua abitazioni, mentre il resto dei «guai» erano rimasti tra le stanze vuote del Comune.

Un segnale chiaro. D’altronde, i pochi che hanno avuto modo di parlare con il primo cittadino prima della sua partenza raccontano di un uomo profondamente amareggiato per il comportamento dei suoi alleati e per le critiche – ritenute eccessive e ingiuste, alla luce delle iniziative messe in campo per trovare una soluzione in grado di tutelare il diritto alla casa dei cittadini – incassate su un tema che tiene in ansia migliaia di famiglie a Torre del Greco e non solo.  A pesare come un macigno sul morale del sindaco, poi, l’ennesima «alzata di testa» della fronda guidata da Gaetano Frulio – sostenuto dall’ex consigliere comunale Mario Altiero, due volte in predicato di promozione in giunta e due volte puntualmente bocciato – e da Filippo Colantonio, a braccetto con l’assessore mancato Alfonso Fasolino.

Un gruppo che – in linea teorica – avrebbe dovuto costituire lo zoccolo duro della maggioranza guidata da Gennaro Malinconico e che, invece, si è rivelato fonte di preoccupazioni e contrasti. Vento sul fuoco del malcontento che serpeggia in città, legato non solo all’incubo delle ruspe. Non è escluso che durante il week-end, il sindaco si regali una nuova «pausa di riflessione» per decidere del suo futuro e del futuro della sua amministrazione comunale.

Al momento, l’unica certezza è che la seduta di giunta in programma all’inizio della prossima settimana resta confermata. A reggere il governo cittadino, fino al rientro dell’avvocato penalista, toccherà al vicesindaco Lorenzo Porzio. Ma, in pratica, tutte le attività amministrative sono praticamente bloccate in attesa delle decisioni del «fantasma» di palazzo Baronale che adesso tiene con il fiato sospeso tutti gli alleati della sua maggioranza.

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