Abbattimenti a Torre del Greco: la famiglia Iacomino lascia il Comune

abbattimenti Torre del Greco

Ancora sugli abbattimenti. Lo stabile abusivo in via del Monte sta per essere abbattuto totalmente. La famiglia Iacomino si era trasferita al Palazzo Baronale, sede del Comune di Torre del Greco, ma come si evince dal Metropolisweb, alla fine, si sono lasciati convincere dagli agenti del locale commissariato di polizia. Hanno recuperato i letti gonfiabili sistemati a palazzo Baronale e sono andati via, a caccia di una nuova sistemazione provvisoria. Delusi e amareggiati. «Non ci aspettavamo una soluzione al nostro dramma – le poche parole sussurrate prima di portare via gli effetti personali dalla casa comunale – ma in quattro giorni non siamo mai stati ricevuti né ascoltati dal sindaco. Anzi, Gennaro Malinconico non si è mai visto qui: non crediamo sia giusto trattare così i cittadini che vivono una simile emergenza».

Dopo 96 ore di «occupazione» i familiari di Raffaele Iacomino – il proprietario del «simbolo» degli abusi edilizi sotto il Vesuvio, destinato a essere raso al suolo entro il 15 luglio – hanno deciso di lasciare il Comune.

Una scelta arrivata al termine di un lungo confronto con gli uomini in divisa guidati dal primo dirigente Paolo Esposito e maturata dopo che gli esponenti di maggioranza e opposizione avevano deciso di istituire una sorta di «unità di crisi» sulla questione. «Abbiamo deciso di lasciare sempre aperta la conferenza dei capigruppo – afferma il presidente del consiglio comunale Filippo Colantonio – fino al giorno in cui non sarà trovata una soluzione condivisa da tutti».

Una vera e propria impresa, considerate le frequenti bizze degli alleati e i primi scontri già scoppiati sul tema. Una parte della maggioranza, infatti, sarebbe orientata a garantire un contributo una tantum da cinquemila euro alle «vittime» degli abbattimenti ordinati dalla procura generale di Napoli: una strada che, tuttavia, il primo cittadino non sarebbe disposto a percorrere perché non «sostenuta» dal punto di vista legale. Una tesi che l’avvocato penalista avrebbe fatto arrivare a palazzo Baronale, dopo una visita-lampo a Napoli dall’avvocato Enrico Angelone – il legale che firmò il parere da 2.000 euro sul maxi-rincaro per l’appalto Nu bocciato dal Tar Campania – e dopo avere convocato una riunione di giunta a palazzo La Salle per non incrociare i «senza-tetto» rimasti fino alle 17 a palazzo Baronale.

A incontrare e dialogare con i familiari di Raffaele Iacomino, invece, sono stati i capigruppo di maggioranza e opposizione insieme all’assessore all’urbanistica Patrizia Kivel Mazuy: «Abbiamo spiegato che stiamo lavorando per individuare una soluzione – prosegue Filippo Colantonio – perché riteniamo che, in casi del genere, la politica si deve assumere le proprie responsabilità e non agire esclusivamente con i codici di procedura alla mano: in diverse occasioni abbiamo provveduto a stanziare fondi in deroga ai vigenti regolamenti, credo che una situazione così eccezionale meriterebbe un’adeguata attenzione e sensibilità». Una stoccata, l’ennesima, all’indirizzo del sindaco destinata a scatenare nuovi malumori in maggioranza.

Intanto, in via dei Monaci, prosegue l’azione delle ruspe: l’elegante palazzina a tre piani è stata già parzialmente demolita. A finire giù è toccata all’intera ala «affacciata» sull’autostrada, ma entro il 15 luglio l’intero immobile dovrà essere raso al suolo.

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