Torre del Greco, ipotesi mini-ribaltone per convincere il sindaco a ritirare le dimissioni

malinconico

Come si evince dal Metropolisweb un mini-ribaltone per scrivere la parola fine alla guerra senza confini in maggioranza e per convincere il sindaco Gennaro Malinconico a ritirare le dimissioni-bis.
E’ la carta della disperazione che gli alleati dell’avvocato penalista sono pronti a giocare per evitare la fine anticipata dell’amministrazione comunale: un’idea partorita durante il secondo summit in 24 ore per individuare una exit strategy dalla crisi di governo cittadino. Un summit a cui, significativamente, non hanno preso parte gli esponenti di Centro Democratico – tutti «ufficialmente» partiti per le ferie d’agosto – e il leader dei dissidenti dell’Udc, Gaetano Frulio. Ovvero, i principali indiziati a lasciare eventualmente spazio a una maggioranza «alternativa» in grado di proseguire l’avventura a palazzo Baronale: «Se il problema è interno – il ragionamento intorno a cui si è «saldato» il tavolo – basta mettere da parte i responsabili della crisi».

Aprendo contemporaneamente le porte a tutti i consiglieri comunali – compresi gli esponenti dell’opposizione – pronti a dare il proprio contributo alla città. Uno scenario che sarà prospettato al primo cittadino dall’assessore ai rapporti con la maggioranza Antonio Boschetti: all’esponente di Sel è stato, infatti, affidato il «mandato esplorativo» di sondare l’eventuale disponibilità di Gennaro Malinconico al dietrofront-bis. Un incontro a casa dell’avvocato penalista – assente dalla stanza dei bottoni del Comune dal giorno della presentazione della seconda lettera di dimissioni in cinque mesi – per portare non solo la solidarietà e la condivisione del documento d’addio alla poltrona da numero uno di Torre del Greco, ma anche l’ipotesi del mini-ribaltone. Un’ipotesi che potrebbe spaccare il fronte degli ex dissidenti dell’Udc: a eccezione del solo Gaetano Frulio, infatti, i restanti componenti del gruppo misto hanno partecipato all’incontro in municipio e il presidente del consiglio comunale si è detto pubblicamente disponibile a rinunciare al proprio ruolo nel caso dovesse servire per rasserenare gli animi e ricompattare la maggioranza.
A ogni modo, l’impresa di convincere il sindaco sembra impossibile. Stavolta, l’aggettivo «irrevocabile» utilizzato per accompagnare la parola dimissioni dovrebbe essere definitivo. A meno che la voglia di non chiudere la propria esperienza politica con un fallimento e l’ipotesi di costruire una nuova maggioranza su basi più solide della precedente non convincano Gennaro Malinconico al clamoroso colpo a sorpresa.

Potrebbe anche interessarti