Torre del Greco, busta con cinque proiettili: minacce di morte a un agente di polizia

carabinieri

Leggiamo sul Metropolisweb che un allievo di polizia di 21 anni riceve minacce «Stai attento a te e alla tua famiglia». E’ il messaggio-choc stampato su un foglio bianco e inviato – in una busta chiusa, recapitata a mano – a . Esplicite minacce di morte, accompagnate da cinque proiettili calibro 9 per dare maggiore «forza» all’avvertimento intimidatorio.
Il giallo dell’estate si consuma a poche ore da ferragosto in via Pisani, la strada di Cappella Nuova che si inerpica all’interno del parco nazionale del Vesuvio: al proprio rientro a casa, il giovane ufficiale – a oggi frequentatore di corso, mai impegnato in attività di servizio – ha subito notato l’insolito plico lasciato a tarda sera nella casetta delle lettere.

I sospetti si sono trasformati in certezze nel momento in cui il ventunenne ha afferrato la busta: l’eccessivo peso e l’evidente presenza di qualcosa all’interno hanno messo in allarme il baby poliziotto, pronto a usare la massima cautela nell’aprire la lettera. Insieme al foglio con le minacce di morte, sono scivolate sulla scrivania dello studio del ventunenne cinque proiettili calibro nove. Davanti al brutale avvertimento, l’allievo di polizia non ha perso tempo: recuperata la lettera e raccolti i proiettili, il ventunenne si è recato alla stazione Capoluogo della caserma Dante Iovino per denuciare il caso. Agli uomini guidati dal capitano Michele De Rosa e coordinati dal comandante Vincenzo Amitrano, l’aspirante poliziotto ha spiegato dettagliatamente l’accaduto e raccontato le sue abitudini e il contesto in cui si vive in via Pisani. A dispetto della strada intrapresa per diventare un tutore della legge, infatti, gli investigatori – al momento – ipotizzano che la lettera minatoria sia partita per motivi di risentimento personale nei confronti del ventunenne: un avvertimento per motivi di vicinato o per motivi passionali, ma non si esclude la pista lavorativa.
Un’importante contributo alle indagini potrebbe arrivare dall’esame della busta trovata nella cassetta delle lettere: una busta senza francobollo, evidentemente consegnata a mano dall’autore delle minacce di morte al baby poliziotto. Sul plico saranno ora eseguiti tutti gli accertamenti del caso per individuare eventuali impronte digitale che possano condurre gli investigatori al responsabile dell’avvertimento choc. La notizia del ritrovamento della lettera con 5 proiettili ha fatto si è immediatamente diffusa in tutta la zona di Cappella Nuova, suscitando sgomento tra tutti coloro che conoscono e apprezzano il ventunenne che «studia» per diventare un agente di polizia.

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