Pinete devastate dagli incendi: nasce il comitato “Vesuvio: Mo’ Basta!”

Torre del Greco. Al Liceo Classico Gaetano De Bottis di Torre del Greco ieri pomeriggio l’assemblea pubblica del Comitato “Vesuvio: Mo’ Basta”. Un incontro per informare e sensibilizzare la cittadinanza torrese sull’emergenza incendi che, nelle ultimo periodo, ha interessato il Vesuvio e con l’obiettivo di avere un contatto con le istituzioni nel più breve tempo possibile.

Tanti gli ospiti tra cui il geologo Rosario Sant’Anastasio, il chimico Fabio Mazzaglia e la vulcanologa Maddalena De Lucia che hanno affrontato la questione sotto un punto di vista prettamente scientifico: “Sembrerà un paradosso, ma arrivati a questo punto il problema principale dopo il fuoco è proprio quello relativo alle piogge – spiega Sant’Anastasio – Per via di questi incendi grandi porzioni di terra non sono più in grado di assorbire l’acqua. Ciò potrebbe determinare la formazione di ‘ruscelli’ con conseguenti frane“.

“Occorrerebbero migliaia di interventi al fine di rimuovere quanto depositatosi sul terreno – aggiunge Mazzaglia – Guaine, rifiuti misti, materiali petrolchimici, frigoriferi, stoffe e plastiche che, in seguito al fenomeno della combustione, hanno liberato diossina nell’aria. Ci vorranno centinaia di anni prima di assistere ad un miglioramento delle condizioni ambientali“.

Importanti rassicurazioni sullo status dell’attività vulcanica arrivano da parte di De Lucia: “Rientra nella norma. Sappiate che il giorno 9 anche l’osservatorio è stato interessato dalle fiamme. Questo ha apportato danni ad alcuni strumenti  ma non ai sensori. Non c’è mai stato alcun problema per quel che concerne il monitoraggio del vulcano. Su questo la gente può stare tranquilla”.

A moderare l’incontro è intervenuta Mariella Romano che ha presentato il Comitato, esposto i drammatici fatti che hanno interessato il territorio vesuviano negli scorsi giorni ed ha introdotto gli esperti che hanno fornito notizie, dati e chiarimenti su quanto accaduto e sulle conseguenze che i roghi hanno prodotto e produrranno nei prossimi anni, decenni purtroppo, sulla terra, l’aria, l’ambiente tutto e, di conseguenza, sulla nostra sicurezza e sulla nostra salute.

Potrebbe anche interessarti