Deiulemar, la truffa a Radio24: “Così sono scomparsi i soldi dei risparmiatori”

Il crac della Deiulemar, novità sul processo

Dodicimila risparmiatori truffati, 1500 dipendenti rimasti senza lavoro, un buco in bilancio di 800 milioni di euro, snocciola una serie di numeri terrificanti Radio24, numeri che a Torre del Greco ormai conoscono a menadito. Tantissimi, infatti, i cittadini torresi truffati dalla Deiulemar, compagnia di navigazione che ha inabissato i risparmi di tutti coloro che vi avevano investito, facendone sprofondare molti nella miseria e nella disperazione.

L’emittente de Il Sole 24 Ore, sabato 22 luglio 2017 – nell’ambito del programma “Serpente Corallo” – ha provato a scavare in profondità in una delle truffe più celeberrime d’Italia. La trasmissione, condotta dai giornalisti dell’omonimo quotidiano d’informazione economica, ha così fornito una scheda dettagliata relativa alle vicissitudini della questione Deiulemar:

Il 2012 è iniziato da poco più di un mese e gli abitanti di Torre del Greco non hanno ancora percepito che quello sarà per loro un anno nero. La Deiulemar, compagnia di navigazione fondata nel 1969 dalle famiglie di armatori Della Gatta, Iuliano e Lembo, va improvvisamente in bancarotta. Esplodono con un buco di quasi 1 miliardo di euro. Il problema da societario diventa sociale quando si scopre che oltre 12mila cittadini della zona hanno investito in obbligazione della medesima società, convinti ad investire dal passaparola, dal buono stato della compagnia e soprattutto da un istituto del diritto di navigazione, il carato, una sorta di quota di partecipazione nelle imbarcazioni che in origine era finalizzato a distribuire la proprietà delle navi a tutti coloro che avrebbero dovuto lavorarci“.

Cominciano così perquisizioni e indagini che fanno una vittima illustre: “Uno dei tre armatori – continua la scheda di Radio24 -, Michele Iuliano, muore per una crisi cardiaca durante un perquisizione della Guardia di Finanza. Da allora la vicenda si trascina per le aule dei tribunali civili e penali di Roma e Torre Annunziata: lo stato passivo accertato ammonta a 923 milioni di euro. Del denaro e persino delle 14 navi del gruppo si perdono le tracce, disperse in un labirinto di scatole cinesi e conti off shore, che fa pensare a menti sofisticate nel settore della finanza occulta“.

In realtà poi alcune delle navi da trasporto merci sono state ritrovate poi in Grecia, “ma il vero problema – affermano in studio – è che il carato non era certificato da una struttura terza, ma era una forma un po’ arcaica di compartecipazione e di prenotazione del lavoro“.

Attraverso un siparietto, infine, Radio24 ha provato a spiegare come le navi potessero essere completamente sparite dai bilanci della Deiulemar: si tratta di conferimento, cioè la società proprietaria le ha passate ad una società di Malta, da qui poi sono finite ad una del Lussemburgo, e ancora all’isola di Madeira (Portogallo), tutti paradisi fiscali. Inoltre è stato utilizzato un trust, ovvero uno stratagemma per impedire la verifica di chi fossero i reali beneficiari di tutti questi passaggi di consegna. Ovviamente tutto ciò è stato fatto anche per i soldi dei risparmiatori.

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