Sindaco in carcere, i suoi prodi si schierano con Borriello. Il penoso epilogo è vicino

Mancano tre giorni all’epilogo dell’amministrazione guidata dal sindaco Ciro Borriello. Arrestato lo scorso 7 agosto con gravissime accuse nella nota vicenda monnezza-mazzette, tiene ancora al guinzaglio la maggioranza che si è schierata compatta in sua difesa, fiduciosa che possa dimostrare la sua innocenza rivendicando i risultati conseguiti durante il governo della città. Ciro Borriello in seguito al fermo è stato sospeso dal Prefetto e non appare intenzionato ad un clamoroso ripensamento. Anche perché le 13 dimissioni dei consiglieri di opposizione, sebbene inefficaci allo scioglimento automatico del consiglio comunale in quanto manchevoli della contestualità temporale come indicato dal dettato normativo, hanno di fatto paralizzato l’intera assise impossibilitata a riunirsi per mancanza del numero legale. Una fase di stallo destinata a naufragare con il decadimento, post dimissioni del due volte sindaco di Torre del Greco.

Il comunicato della maggioranza lascia intendere quanto sia ancora forte il peso politico del dottore Borriello che nonostante i seri guai giudiziari riceve l’abbraccio solidale dei suoi prodi che si sono ufficialmente schierati dalla sua parte. Un atto dal gravissimo significato morale. Al netto del principio di presunzione d’innocenza, le infamanti accuse che hanno messo sotto la lente d’ingrandimento i residenti di Palazzo Baronale, il buon senso lasciava presagire una scelta diversa, più responsabile nei confronti del popolo torrese impaziente di mettere un punto ad una vicenda che ha provocato sconcerto e vergogna. Un atto morale, le dimissioni di tutti prima di una verità giudiziaria che farà il suo corso, il suo lungo e inesorabile percorso. Bastava poco per farsi giudicare positivamente. La serietà è un esercizio che va dimostrato, non solamente declarato. Soggiacciono a tali irresponsabili scelte i cittadini di Torre del Greco.

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