Torre del Greco. Taxi collettivi e incubo spostamenti: “Senza auto, costretti a piedi”

Torre del Greco, secondo comune della provincia di Napoli per estensione, presenta una morfologia territoriale molto varia tale per cui è possibile imbattersi in diversi tipi di strade. In particolare, estendendosi dal mare fino alle pendici del Vesuvio, sono presenti una grande quantità di strade in pendenza. A questo proposito ci siamo chiesti: Come sono organizzati gli spostamenti all’interno della città? I quartieri sono ben collegati tra di loro?

Siamo stati in giro per chiedere il parere ad alcuni cittadini residenti nelle zone periferiche e il risultato è stato univoco: “E’ inammissibile che in un comune così grande e così densamente popolato come il nostro non ci sia una valida organizzazione per quel che concerne i mezzi di trasporto – spiega A.C.- Non è possibile che, qualora fossi costretta a rinunciare alla mia auto, non ci sia una alternativa diversa dal farsela a piedi, soprattutto quando il percorso da intraprendere risulta essere particolarmente scomodo”.

La risposta dunque è no. Teoricamente queste zone dovrebbero essere raggiunte dagli autobus di linea… Teoricamente. E’ a questo punto che entrano in gioco i Taxi collettivi chiamati a colmare tale gap: questi però non risolvono il problema perché si limitano a servire soltanto alcune aree (per lo più del centro) della città: non sono previsti orari e luoghi prestabiliti per usufruire del servizio nonostante la presenza di un regolamento completamente disatteso dai tassisti. Difatti, nel primo comma del primo articolo si legge: “Il servizio di taxi collettivo fino a 9 posti è un autoservizio pubblico, non di linea, con funzione complementare e integrativa dei trasporti pubblici di linea“. Per questo motivo essi dovrebbero limitarsi solo ad alcune corse (3, massimo 4 al giorno) perché la loro funzione è appunto quella di ‘supportare’ i servizi di linea.

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Ma non è finita qui: sì, perché durante gli orari scolastici per gli studenti sarebbe previsto un ‘sconto’ del 50% sulla tariffa da pagare per il viaggio (0,50 invece di 1): “Non ero a conoscenza di tale regolamento -interviene M.R. – Per quanto mi riguarda ho sempre pagato un euro conscio del fatto che fosse quella la tariffa base. Il problema, in questo senso, è che non c’è abbastanza informazione tra noi ragazzi. Per questo, molte cose vengono prese con leggerezza. Certo, poco cambia, ma è comunque una norma che va rispettata”. Inutile aggiungere che, anche in questo caso, i controlli non risultano essere sufficienti.

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Inoltre, ai sensi dell’articolo 8 “le autovetture devono risultare omologate dell’Ufficio provinciale della Motorizzazione al trasporto di un numero di persone non inferiore a 8 e non superiore a 9, compreso il conducente”. Anche in questo caso è stato semplice stabilire come gran parte dei Taxi collettivi risultino essere sovraffollati negli orari di punta: “Delle volte tornare da scuola risulta essere un’ “impresa” -ci dice R.S.- questo perché vengono fatte salire più persone di quante non ne possano realmente entrare per cui molti di noi si ritrovano a viaggiare in piedi“.

 

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