La favola del napoletano Filippo, da meccanico di provincia alla Ferrari

FilippoDa Torre del Greco a Maranello. 613 km per coronare il sogno di una vita, con la paura di non farcela e la speranza di chi all’ultima curva ha ancora il coraggio di spingere sull’acceleratore e alzare le braccia al cielo al segnale della bandiera a scacchi.

Da meccanico di provincia nell’Officina Lancia Borriello di Viale Europa a quella del cavallino Ferrari. Filippo è cresciuto con la passione per la rossa più famosa al mondo, una femme fatale che ha catturato i suoi sguardi e il desiderio di stargli vicino.

Fin da bambino avevo la passione per le auto. E ho deciso di coltivarla anche nel lavoro. Ho scelto di fare il meccanico dopo essermi diplomato, perché mi piaceva capire il funzionamento delle auto. La passione per la Ferrari è qualcosa che mi è stata trasmessa da mio zio che già dall’età di tre anni mi faceva vedere le gare in tv. Dopo il diploma sono andato a lavorare nell’officina della mia città. Sono partito da zero. Lì ho imparato tutto, soprattutto la parte pratica, grazie ad Aniello Borriello conosciuto come masto Aniello”. 

Quelle intense ore di lavoro non bastavano però a soddisfare la sua fame di motori. Filippo tornava a casa, sfogliava riviste, siti internet specializzati. Mai sazio, mai domo in attesa di quella grande occasione che forse un giorno sarebbe arrivata.

E così tra una riparazione e una chiacchierata con i clienti, Filippo che aveva tentato invano di candidarsi come meccanico della Ferrari, incontra una persona che lavora lì e gli spiega le modalità di selezione dell’azienda automobilistica.

Stavo lavorando tranquillamente, quando scopro che un cliente dell’officina lavorava alla Ferrari. Sono scattato come una molla, gli ho chiesto come candidarsi. Mi spiega che le selezioni sono gestite da una agenzia interinale di lavoro. Non riesco a pazientare. Il giorno stesso mando la mia candidatura e incredibilmente dopo pochi attimi ricevo una telefonata. Poco dopo faccio un colloquio con una chiamata vocale whatsapp, mi sembra incredibile. Ma era tutto vero”.

Il sogno prende forma. Filippo sfreccia a Maranello senza voltarsi indietro. Partono le selezioni, supera tutte le prove e ottiene il suo primo contratto alla Ferrari. Siamo a gennaio e dopo nove mesi, sgomita con quella tuta rossa per una riconferma e una carriera che potrebbe regalargli ancora moltissime soddisfazioni.

All’inizio lavoravo nel reparto dove vengono effettuati i controlli finali prima delle vendita al cliente. Mi assicuravo che l’automobile non presentasse perdite. Ora sono passato al controllo degli impianti con l’autodiagnosi, un mondo completamente diverso rispetto a tutto quello che ho imparato nei precedenti sette anni di esperienza a Torre del Greco”.

Filippo al Museo della FerrariFilippo non è sicuro di rimanere alla Ferrari, il suo contratto a tempo gli pone ogni giorno speranze e paure. Quelle di aver toccato il cielo con un dito e veder sfumare il traguardo forando una ruota a pochi metri dal traguardo: “La felicità non riesco neanche a descriverla, è il sogno di una vita. Non solo quando lavoro. Qui a Maranello si vive di motori, quello che piace a me. Ho paura che possa finire ma in questa esperienza sto cercando di apprendere il più possibile, perché c’è sempre qualcosa da imparare. La mia permanenza qui non la do per certa, non lo sai mai”. 

Filippo al Museo della Ferrari 2Trasformare una passione in un lavoro, così Filippo ha raggiunto un obiettivo importante. In tanti ci provano, molti non ci riescono. Ma tentare ne vale sempre la pena: “Chi ha una passione deve provare a renderla un lavoro di tutti i giorni. Bisogna essere testardi, non devi arrenderti. I momenti di sconforto esistono, è successo anche a me. Volevo mollare tutto ma poi mi era chiaro che senza lottare nessuno avrebbe bussato alla mia porta per offrirmi l’occasione che aspettavo”. 

 

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