La politica si muove per salvare gli abusi edilizi

protesta abbattimenti Torre del Greco

Ancora sugli abusi edilizi a Torre del Greco. I proprietari gli immobili abusivi colpiti dalle ordinanze di abbattimento della Procura di Napoli sono sul piede di guerra. Ed i politici torresi cosa fanno? Si adoperano per salvare tali immobili, tali abusi. Non si fa chiarezza sulla tematica degli abbattimenti e sugli immobili pronti ad essere abbattuti. Bocche cucite e tutti intenti a fare barricate contro le ruspe. Dove è finita la tanto sbandierata legalità?

Che la politica ormai sia allo sbando, lo si può vedere dai tristi altarini romani. Ma in provincia poi la qualità è sublime.

Riportiamo l’articolo di Metropolisweb.it che approfondisce l’iter del caso abbattimenti al Palazzo Baronale di Torre del Greco.

Dieci pagine che regalano una speranza a migliaia di famiglie che rischiano di perdere la propria casa, rimandando alla politica la «responsabilità» di decidere caso per caso l’opportunità di radere al suolo le opere abusive realizzate all’ombra del Vesuvio.

Tra le pieghe del parere pro-veritate rilasciato dal professore Guido D’Angelo – ordinario di diritto urbanistico all’Università di Napoli, il super-esperto a cui l’amministrazione comunale si è rivolta per sciogliere tutti i dubbi relativi alla possibilità di acquisire al patrimonio comunale gli immobili destinatari di ordinanze di abbattimento firmate dalla Procura Generale di Napoli – c’è una frase in neretto destinata a scatenare un vivace «dibattito politico» tra maggioranza e opposizione di palazzo Baronale: «L’esecuzione dell’ordine è impedita – scrive Guido D’Angelo – non dalla semplice acquisizione dell’opera abusiva al patrimonio disponibile del Comune, bensì dalla delibera del consiglio comunale che abbia stabilito l’esistenza di un prevalente interesse pubblico alla conservazione dell’opera».

Dunque, gli eventuali fabbricati fuorilegge acquisiti al patrimonio comunale non dovranno necessariamente finire giù sotto i colpi delle ruspe – come sostenuto dall’assessore Patrizia Kivel Mazuy, la fedelissima del sindaco Gennaro Malinconico, delegata all’urbanistica e al condono edilizio – ma potranno essere «salvati» da un pronuciamento positivo dell’assise cittadina sull’interesse pubblico dell’opera abusiva. «A tale fine – prosegue il parere pro-veritate – il consiglio comunale non si può pronunciare in via generale, bensì deve valutare caso per caso se sussistono le condizioni prescritte per evitare la demolizione». Come, a titolo di esempio, una casa costruita in zone parzialmente edificate o senza particolare pregio agricolo. «Indubbiamente – prosegue il super-esperto – esclusa la demolizione, l’opera abusiva può essere utilizzata dal Comune alla stregua di tutti i beni già disponibili, dovendosi ritenere sanata l’illegittimità dell’opera medesima».

Unica, fondamentale, eccezione: gli immobili sottratti ai legittimi proprietari non potranno prioritariamente essere trasformati in alloggi di edilizia residenziale pubblica o di edilizia residenziale sociale. Una postilla già al centro della discussione tra maggioranza e opposizione, pronta a invocare la convocazione di un consiglio comunale straordinario sulla vicenda: «Fino a oggi, l’assessore Patrizia Kivel Mazuy e la maggioranza che l’ha sostenuta ci hanno fatto perdere tempo prezioso sostenendo una tesi ora sconfessata dal professore Guido D’Angelo – tuona Luigi Mele, capogruppo della lista civica Borriello Sindaco -. è giunto il momento che la politica si assuma le proprie responsabilità su una questione che tiene con il fiato sospeso migliaia di famiglie e potrebbe scatenare un vero e proprio dramma sociale nella nostra città»

Potrebbe anche interessarti


Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di “terze parti” per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookies. Scopri di più