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albero di Natale

albero di NataleAnche quest’anno è stato rubato l’albero di Natale dalla Galleria Umberto I di Napoli. Il vile gesto che è diventato ormai una tradizione sembra non aver mai fine. La banda dell’albero di Natale, come ogni anno a questa parte, dopo pochi giorni dall’istallazione ha agito incontrastata.

Quest’anno l’albero dei desideri istallato nella splendida Galleria Umberto I è durato solo pochi giorni. Stamattina gli uomini delle forze dell’ordine l’hanno ritrovato in una zona dei quartieri spagnoli.

Come si evince dal video delle telecamere di sorveglianza poste in galleria, i ragazzini di una baby gang hanno agito col volto coperto in piena notte. Cinque, sei, ragazzini, dopo aver segato in parte il tronco, hanno iniziato a strattonare l’albero avanti e indietro per poi fare leva e riuscire a spezzarlo.

Tutt’ora le forze dell’ordine sono alla ricerca degli autori del furto che nella notte hanno privato la storica Galleria di Napoli del simbolo del Natale. Già lo scorso anno si pensò ad istallare dei cancelletti all’ingresso della galleria per evitare il ripetersi del furto.

Purtroppo, nonostante la petizione che richiedeva l’istallazione dei cancelletti, non se ne fece niente. Questo il video del vile gesto:

Ho visto le soffitte di Torino e i miei conterranei viverci dentro come topi, ho visto l’intolleranza e il disprezzo, l’ingordigia. Nessun fondamento umano o divino afferma che la mia gente debba essere umiliata proprio da chi la sfrutta“.

– Nicola Zitara

Così scriveva l’autore calabro Zitara quando raccontava la condizione degli immigrati meridionali a Torino, dove molti proprietari di appartamenti si rifiutavano di affittare loro gli alloggi.

A partire dal primo dopoguerra, Torino è stata interessata da un pesante flusso migratorio che, iniziato nei primi anni Cinquanta, ha raggiunto il suo apice negli anni Settanta del Novecento. A partire erano soprattutto uomini e donne del Sud Italia, attratti dalle possibilità lavorative offerte dalle fabbriche torinesi.

Ma l’arrivo dei meridionali in città portò ad una discriminazione razziale che assunse le sembianze dei cartelli affissi ai portoni delle case con la frase “non si affitta ai meridionali” e che passarono attraverso epiteti carichi di astio (napuliterronimau mau) coniati dai torinesi per identificare le persone nate al sud.

Il documentario “I bambini e noi” degli anni Settanta è di Luigi Comencini e mostra come migliaia di meridionali erano costretti a vivere in soffitte e cantine fatiscenti.

Le immagini mostrano gli alloggi di fortuna che venivano dati ai meridionali, senza acqua, senza bagno, con i tetti pericolanti. Nelle cantine e nelle soffitte, dove prima i torinesi ci stipavano legna e mobili vecchi, con l’arrivo dei meridionali sono diventate sorgenti di rendite sicure.

Si arricchirono sulle tristi condizioni di uomini che sfruttavano nelle loro aziende, delle donne e dei bambini.

È stato inaugurato ieri, 5 dicembre 2018 in Via Calabritto 20, il nuovo Cliopopup, ovvero il temporary store di Clio Zammatteo, famosissima makeup artist bellunese che vanta più di un milione di iscritti su Youtube.

Clio Zammatteo, insieme al fedelissimo marito e ad un team di ragazze, dopo 10 anni di duro lavoro e tantissima dedizione, ha realizzato una sua linea di cosmetici inaugurata lo scorso anno a Milano.

Dopo l’enorme successo ottenuto nella suddetta città, Clio ed il suo team quest’anno hanno inaugurato 3 Cliopopup, negozi che resteranno aperti al pubblico solo per un mese, in 3 diverse città: Milano, Roma, e ieri anche a Napoli.

Già all’apertura erano presenti centinaia di ragazze, pronte ad acquistare i prodotti della sua collezione. Ma al momento dell’arrivo della youtuber, le centinaia di ragazze erano divenute migliaia, suscitando moltissima curiosità da parte dei passanti che si fermavano a chiedere alle ragazze chi stessero aspettando.

L’evento doveva terminare alle 18, ma data la presenza di oltre 5000 persone, molte delle quali ancora non era riuscita ad incontrare, Clio Zammatteo ha deciso di prolungarlo fino alla chiusura, prevista per le 20, dando la possibilità alle sue fan di conoscerla.

Nonostante ciò molte ragazze non sono riuscite a vederla, ma poco dopo la fine dell’evento, Clio ha annunciato tramite un post su Instagram, che ci sarà prossimamente un altro evento per poter conoscere tutti.

In ogni caso a Napoli, fino al 5 gennaio 2019, sarà possibile acquistare presso il Cliopopup situato in Via Calabritto 20, tutti i prodotti della sua linea in continua espansione.

Giornata importante, stamattina, al Belvedere di Capodimonte, dove è stata inaugurata una “panchina rossa”, per ricordare le donne vittime di violenza. L’iniziativa (“Adotta una panchina”) si è svolta alla presenza di Sylvain Bellenger, del presidente della III municipalità di Napoli, Ivo Poggiani, della delegata alle Pari Opportunità del Comune di Napoli Simona Marino, e del presidente dell’associazione Amici di Capodimonte onlus, Errico di Lorenzo.

Sulla panchina, donata dalla III municipalità Stella San Carlo all’Arena, è affissa una targa: “senza donne non c’è rivoluzione”.

La panchina, ovviamente, simboleggia la lotta che la società dovrebbe condurre contro qualunque genere e grado di violenza sulle donne.

A Napoli, per restare su questa scia, sarà presto aperto un centro antiviolenza a piazza Carlo III.

LE FOTO

Le Iene con l’inviato Giulio Golia sono approdati a Castel Volturno per girare un servizio di denuncia su quelle che sono le case e i beni appartenuti alla camorra e oggi lasciati nel degrado più totale.

Una sconfitta da parte dello Stato che nonostante abbia agito secondo fini giusti, togliendo alle organizzazioni criminali roccaforti imponenti e di lusso, non ha proseguito il percorso di legalità, incapaci di riutilizzare queste importanti strutture, ma lasciando che venissero consumate dal tempo, dall’incuria e dal vandalismo.

Una situazione che diventa ancora più drammatica in quanto la maggior parte delle case sequestrate in questa zona, sono circa 104 ed il numero è in crescita, si trova in una situazione di degrado imbarazzante che apre alla vista di chi vive a Castel Volturno uno spettacolo decisamente poco dignitoso. Purtroppo non è solo l’incuria del Comune e dello Stato incapace di attivare una politica dell’utilizzo ad offendere questa città, perché in molti casi sono gli stessi ex abitanti di quelle abitazioni o familiari che appartenevano al nucleo familiare camorristico ad entrare abusivamente in questa case e sfogare la loro furia vandalica, come vendetta, così da rendere questi beni dei veri e propri ruderi.

Ma se questo non bastasse, nel servizio de Le Iene alcuni cittadini hanno denunciato anche la drammatica situazione idrogeologica della zona. Il paese è stato per troppi anni epicentro di attività illegali e camorristiche, un territorio offeso e violentato e che oggi ne paga tutte le conseguenze: allegamenti inverosimili per le strade, al punto che alcuni cittadini si spostano con le barche da una casa all’altra, e una stabilità territoriale precaria, continuamente a rischio di crolli.

Per vedere il servizio completo delle Iene clicca qui

Le Iene tornano ad occuparsi della malasanità in Campania, con un servizio che farà certamente molto rumore. Nell’ultima puntata del programma di Italia 1 andata in onda ieri sera, la “iena” Gaetano Pecoraro si è occupata dei recenti casi di malasanità degli ospedali napoletani. Il disegno che si cela dietro tutti quei vergognosi episodi – non ultimo, quello della donna ricoperta di formiche al San Giovanni Bosco – è a dir poco inquietante.

Le Iene hanno intervistato Giorgio, un uomo che da 18 anni fa parte del dipartimento di prevenzione dell’Asl 1 di Napoli centro. Sostanzialmente, Giorgio deve verificare che, in tutte le strutture sanitarie vengano rispettate le regole, le basilari norme igieniche e che sia garantita un’adeguata assistenza ai pazienti. Nulla di tutto questo, però, avviene.

Giorgio, stando alla sua testimonianza, è costretto a rimanere in silenzio, a non poter denunciare quello che tutti vedono ma che nessuno ha il coraggio di segnalare. In cambio della sua omertà, continua a ricevere regolarmente lo stipendio. Non vuole mostrare il suo volto, poiché potrebbe rischiare il licenziamento. Cosa accadrebbe se si andassero a controllare tutti gli ospedali di Napoli?

l’ospedale Pellegrini, l’ospedale Loreto Mare, l’ospedale degli Incurabili, l’ospedale San Paolo, l’ospedale San Giovanni Bosco andrebbero chiusi immediatamente“, denuncia Giorgio. Poi, spiega come funziona il sistema degli ospedali napoletani. I dirigenti verrebbero nominati senza regolare concorso. In questo modo, chi viene scelto non può in alcun modo mettersi contro chi l’ha nominato, poiché ricattabile. Di seguito, il servizio completo a questo LINK.

Antonio Di Maio, padre del vice premier Luigi, espone in un video su Facebook la sua versione dei fatti sul caso di lavoratori in nero nell’azienda da lui gestita. Tutto è partito da un servizio de Le Iene, ma con il passare dei giorni Di Maio senior si è ritrovato in un vortice di polemiche che inevitabilmente hanno travolto anche il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico. L’uomo nel video pare visibilmente emozionato, chiede scusa per gli “errori” commessi e scagiona categoricamente il figlio: “Luigi non sapeva nulla“.

Chiede scusa, ammette, ma non ci sta al trattamento che gli è stato riservato: “Mi sembra un trattamento che si riserva a un pericoloso criminale e mi spiace anche per i miei vicini e per tutto il paese. Quando, nei giorni scorsi, la Polizia Municipale è venuta a Mariglianella per controllare il capanno sul terreno, di proprietà mia e di mia sorella  l’area è stata sorvolata da un drone, come nei giorni scorsi anche la nostra casa. C’erano telecamere e giornalisti ovunque“.

Sono semplicemente un piccolo imprenditore, che ha commesso degli errori“, spiega l’uomo seduto alla sua scrivania, prima di chiedere scusa a quanti “hanno lavorato senza contratto per la mia azienda anni fa“. “Non riuscivo a trovare altre soluzioni in un periodo difficile. Come ogni padre ho provato a non far mancare nulla alla mia famiglia. Per questo, nei periodi difficili, ho cercato di andare avanti da solo perché non volevo pesare su di loro. So che tanti papà mi capiscono“, ha continuato con voce tremante.

Infine, un passaggio (forse il motivo che lo ha definitivamente spinto a questa ammissione social) sull’ultimo servizio de Le Iene su una presunta elusione fraudolenta: “Non esiste nessuna elusione fraudolenta. Nel 2006 ho deciso di chiudere per debiti tributari e previdenziali che non ero in grado di pagare. Non ho sottratto i miei beni alla garanzia dei creditori, tanto è vero che, nel 2010, Equitalia Polis Spa iscrive ipoteca legale su due terreni e un fabbricato di mia proprietà a Mariglianella. Successivamente mia moglie ha avviato una nuova attività di impresa che ha pagato regolarmente le tasse. Quindi non c’è stato nessun intento elusivo“.

Di seguito il video integrale con le parole di Antonio Di Maio:

Matteo Salvini torna sul rapporto con il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e sulla questione migranti che negli ultimi giorni li ha visti protagonisti di un battibecco a distanza. “Io sono stato a Napoli tante volte. C’è un buco economico di centinaia di milioni di euro e il sindaco ogni volta mi chiede: ‘Dateci una mano, dateci dei soldi, fatemi assumere degli agenti, sistemateci le case, mettete delle telecamere’. Poi, cosa fa? Va in giro a fare il fenomeno: ‘Li prendo io tutti gli immigrati che non prende Salvini’. Allora, non lo deve spiegare a Salvini, ma ai napoletani delle periferie che mi dicono ‘Qua il comune non si vede da anni’. Vagli a spiegare che, invece, i soldi per le case popolari finiscono nel mandare gommini nel Mar Mediterraneo per prendere tutti gli immigrati che quel ‘cattivone’ di Salvini non vuole. Sono persone curiose. Io lavoro per Napoli, nonostante il sindaco“, ha detto a Rtl il ministro dell’Interno.

Nella giornata di ieri, via Twitter, Salvini aveva già attaccato de Magistris: “Non riesce a dare risposte ai napoletani e si preoccupa dei clandestini. Mah“. Tutto è partito sabato scorso quando il primo cittadino partenopeo, ha presentato a Roma il c.d. “terzo fronte” politico, che vede in prima linea il suo movimento DeMa. “Il Paese non è solo Matteo Salvini, ma esistono tante isole felici e realtà virtuose. C’è un immenso vuoto da riempire“, disse de Magistris tra gli applausi scroscianti della folla. Ormai è da tempo che i due politici si sfidano a suon di frecciatine, soprattutto sul tema immigrazione, come accadde ad esempio nell’agosto scorso per la vicenda Aquarius. Il sindaco, negli ultimi mesi, si è anche proposto come anti-Salvini, annunciando che, dalle Europee alle prossime Politiche, lui scenderà in campo per contrastare l’onda “di rancore e odio” portata avanti dall’attuale Governo.

Di seguito il video con le dichiarazioni di Matteo Salvini:

luminarie san gregorio armeno

luminarie san gregorio armenoIl Natale al centro storico di Napoli quest’anno inizia al principio di Dicembre con l’accensione delle caratteristiche luminarie che, quest’anno, interessano oltre 20 km della città.

La cerimonia d’apertura il giorno 2 Dicembre 2018 intorno alle ore 18:00 è avvenuta alla presenza del primo cittadino, Luigi de Magistris, e del Presidente della IV Municipalità Giampiero Perrella, assieme ad una delegazione di consiglieri municipali.

Quest’anno le luminarie natalizie interessano quasi tutto il centro storico da via Tribunali a via Pietro Colletta fino a Forcella e addirittura tutta la zona di Castel Capuano, corso Garibaldi e alcune strade del Vasto.

Particolare protagonista della presenza delle luminarie è la zona di San Gregorio Armeno, già di per sé la zona di Napoli di maggior interesse per il turismo natalizio.

Quest’anno il comune è stato favorito nel progetto dalla collaborazione dei commercianti. Il connubio tra pubblico e privato garantisce alla città l’atmosfera che, nel periodo natalizio, si merita.

Il sindaco de Magistris, infatti, dichiara: “Sono molto soddisfatto. Quest’anno, ancora di più rispetto a quelli precedenti, c’è stata una grande intesa sin da settembre tra tanti operatori economici, commercianti, associazioni e il Comune. La città esplode di turismo, cultura e partecipazione popolare e la sua economia si consolida sempre di più. Lavoriamo ogni giorno per garantire sempre maggiori servizi ai napoletani.”

Condividere la casa, stare insieme, creare dei rapporti forti e duraturi con persone che fino a poco tempo fa non si conoscevano. Far parte di “una nuova famiglia” con persone non legate dal sangue, non è più solo una cosa da giovani, da universitari fuori sede o da ragazzi che si trasferiscono lontani dalle famiglie per seguire sogni e passione. È anche una cosa per persone anziane.

“Facciamoci compagnia” è un’ organizzazione no profit, nata da poco che ha come unico obiettivo quello di rendere felice tutti gli anziani lasciati soli, abbandonati o dimenticati, creando degli spazi abitativi comuni con altri coetanei così da non soffrire mai più di quella brutta malattia chiamata solitudine.

Nina, inviata de Le Iene, ieri è andata a conoscere questa associazione nata a Napoli e i componenti di questa famiglia. L’aria che si percepiva era gioiosa, leggera e festosa. Intervistando i componenti della casa, sono uscite fuori storie a volte davvero tristi, che avevano una trama alquanto comune: genitori che sono stati abbandonati dai figli, perché erano un peso o perché non avevano spazio per tenerli. Quasi come degli animali ingombranti e fastidiosi.

Ma per fortuna grazie a questa associazione hanno ritrovato non solo la voglia di vivere ma anche di sorridere, oltre che un tetto caldo e accogliendo dove trascorrere l’ultimo periodo della loro vita, quello più fragile, più difficile dove l’amore è l’unica cura essenziale e principale.

Questa casa delle meraviglie si trova a Napoli. Oggi accoglie sei anziani, ma è predisposta ad accogliere altri ospiti. Il responsabile del progetto Facciamoci Compagnia ha investito 35 mila euro per realizzare questa casa, un posto di gioia e felicità. La retta mensile può arrivare ad un massimo di 1500 euro, ma è compreso tutto, dai servizi necessari alle cure e all’assistenza medica. Nei casi più “difficili” con una pensione minima, il Comune aiuta questi anziani, poiché da questa casa, mai nessuno verrà cacciato.

Per vedere il servizio integrale de Le Iene, clicca qui

pignasecca

Napoli – Quartiere Pignasecca, lo scorso 24 novembre è partito l’evento “Ci Illuminiamo” con l’accensione delle luminarie per le vie del quartiere. Una sorpresa collettiva in uno dei mercati più antichi di Napoli. Non solo luci ma anche tanti eventi in programma. Venerdì 7 dicembre infatti dalle ore 17,30 si potrà assistere ai canti della tradizione antica napoletana.

Nel giorno dell’Immacolata sabato 8 dicembre alle ore 17,30 avrà luogo la tradizionale tombola scostumata napoletana. Un modo ironico e divertente per giocare ad uno dei tradizionali passatempi della tradizione natalizia a Napoli.

Per partecipare alla tombola bisogna cercare la stella con il numero sulle vetrine delle botteghe che si trovano nel quartiere e troverete le cartelle per giocare alla tombola. Le spiegazioni sulle modalità di partecipazione verranno date al momento del ritiro delle cartelle.

Le luci che decorano il quartiere sono state ideate dalla ditta Narciso Francesco. Si ringrazia per le foto ed il video la signora Rita Franchi.

Ha subito 12 rapine in tre anni, ma le Forze dell’Ordine sono state sempre assenti. Questa è la paradossale storia in cui si è ritrovato catapultato Maurizio, proprietario di un Bar Tabacchi ad Afragola. Un record incredibile che finisce al centro di un servizio di Luca Abete che raccoglie la testimonianza dello stesso proprietario dell’esercizio commerciale: “In queste rapine subiamo percosse, vengono armati fino ai denti. Abbiamo paura e non siamo tutelati“.

Per Maurizio i rapinatori, anche se sempre a volto coperto, “sono sicuramente del posto perché quando parlano hanno il nostro accento“. Per un caso così eccezionale sono state messe in atto precauzioni eccezionali, anche se sembrano siano servite a poco: “Dalla prima rapina abbiamo potenziato il sistema di videosorveglianza: in 80 mq abbiamo 20 telecamere che registrano in HD. Ma fino ad ora non ci sono servite a niente“.

Quindi, Maurizio ha tutte le immagini che vengono mostrate nel servizio di Striscia la Notizia. I ladri, che spesso sequestrano anche i clienti, arrivano quasi sempre in branco, armati (a volte anche di fucile a canne mozze), facendo razzia di tutto: non solo soldi, ma anche altre merci come sigarette, gratta e vinci e una cambia monete. Un danno ingente, in questi anni, che tra beni e soldi ammonta a circa 150mila euro.

L’ultima rapina è avvenuta venerdì scorso, intorno alle 13, quando strada e locale erano affollati di persone. Una situazione insostenibile che diventa ancor più pesante per l’assenza dello Stato. Infatti, racconta Maurizio, ogni volta che le Forze dell’Ordine sono state allertate sono sempre arrivate in ritardo (anche un’ora e mezza dopo la rapina), eppure distano a soli 200 metri dall’esercizio commerciale. “Siamo diventati il bancomat di questi criminali – dice sconfortato Maurizio – Ho pensato anche di chiudere, ma così andrebbero in strada 15 dipendenti. Cercheremo di resistere fino a quando ne avremo la forza. Sono, però, sicura di una cosa: se noi ci abbiamo rimesso i soldi, lo Stato ci ha sicuramente rimesso la faccia“.

Di seguito il servizio completo di Luca Abete:

Pizza, Pizza fritta e ora anche la pasta e patate, le eccellenze del nostro territorio varcano i confini campani e nuovamente approdano a Milano: è la volta della Trattoria Nennella, storico ristorante dei Quartieri Spagnoli di Napoli, da sempre famosa per la sua pasta e patate.

Tre giorni fa lo storico locale ha aperto una nuova sede nei pressi del Duomo milanese, a Largo Corsia dei Servi, accanto alla pizzeria di Gino Sorbillo. Per l’inaugurazione Nennella ha offerto ai clienti oltre duemila piatti di pasta e patate, un vero successone.

Non solo pasta e patate, il nuovo locale proporrà tanti altri piatti forti della trattoria napoletana. All’inaugurazione, intanto, la folla è stata immensa: presenti tanti napoletani ma anche milanesi, a dimostrazione che anche i “milanesi doc”, molto probabilmente, non sono poi così freddi e distaccati come recita il celebre stereotipo.

E il fenomeno si ripete. Non sono valse a niente le diverse segnalazioni fatte al comando dei Vigili Urbani dallo stesso Luca Abete, inviato di Striscia la Notizia. In diversi servizi aveva denunciato l’inciviltà e la negligenza di alcuni genitori che, dopo aver prelevato i bambini da scuola, li trasportavano in motorino senza casco e a volte anche superando il limite di passeggeri consentito per i motocicli.

Nel servizio di ieri, Luca Abete è andato a Materdei, in cui ha documentato lo stesso fenomeno.Non solo i genitori in sella al motorino non rispettano il divieto di transito apposto nella stradina in cui si trova la scuola, ma mettono a rischio anche la sicurezza dei propri figli, in sella non solo senza casco ma anche in 3 o a volte in 4.

Intervistati da Luca Abete, alcuni genitori cercano di dissuadere le loro colpe con l’ironia, altri invece si arrabbiano e non poco, non risparmiando di rivolgere parolacce all’inviato. Intanto il Comandante dei Vigili Urbani promette maggiore controllo, nonostante la difficoltà materiale di coprire tutte le scuole con pattuglie di vigili.

Il video:

L’amica geniale è una serie che in molti attendevano in maniera febbricitante. Ieri sera, finalmente, sono andate in onda la prima e la seconda puntata su Rai Uno, facendo rimanere incollati al teleschermo milioni di spettatori.

Chi però si è perso la trasmissione può rivederla, gratis e in streaming, su Rai Play. È sufficiente cliccare qui, registrarsi o effettuare l’accesso se si è già registrati. A quel punto partirà il video. Se non si è registrati, basta cliccare su “Accedi gratuitamente”, poi cliccare sul bottone di Facebook, Twitter o Google. È possibile registrarsi anche inserendo indirizzo email e password.

Nelle puntate andate in onda ieri, dai titoli Le bambole e I soldi, comincia a delinearsi la trama. La serie parla di Elena Greco, Lenù, e Raffaella Cerullo, Lila, due bambine che frequentano la stessa classe e abitano nello stesso rione. Le bimbe hanno molto in comune, ma affronteranno i loro problemi in maniera differente. Nel finale un colpo di scena che farà rimanere con il respiro sospeso, in attesa delle prossime due puntate.

Non resta quindi, per chi non l’avesse vista o volesse rivederla, che collegarsi a Rai Play e godersi l’ennesima produzione di successo dove Napoli, la nostra città, sarà ancora una volta splendida protagonista.

Rubano un motorino, ma vengono pizzicati dalle telecamere di videosorveglianza. La notizia è stata diffusa dal consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, attraverso i suoi canali social. Il colpo è avvenuto nella serata di domenica scorsa a Chiaiano, verso le 22,30, in un cortile di via Nuova Toscanella. Ad essere rubato uno scooter modello Liberty 50, ma i due baby ladri sono stati ripresi, durante il colpo, da alcune telecamere installate in zona. Il video, condiviso anche da Borrelli, è stato consegnato da un vicino al proprietario del mezzo che ha poi denunciato tutto ai Carabinieri.

Questo sarebbe l’ennesimo colpo in pochi giorni nel medesimo territorio. Un colpo che mette ulteriormente in agitazione i residenti, costretti ad alzare la guardia contro questi piccoli ladri, così abili che sembra riescano a rubare fino a tre motorini al giorno. Il video, ha annunciato Borrelli, è stato diffuso proprio per mettere in allerta i cittadini, ma anche per dare un supporto significativo alle indagini ed individuare i responsabili del furto.

Di seguito il video diffuso da Borrelli:

Le Iene, programma televisivo in onda su Canale 5, ieri ha dato voce ad un lavoratore che ha accusato la famiglia Di Maio di “predicare bene e razzolare male”. 

L’intervistato è un ex lavoratore della ditta edile di cui la famiglia Di Maio è proprietaria. L’uomo ha detto a Le Iene che lavorava a nero, senza un contratto. E cosa ancora più grave, dopo un infortunio sul lavoro, il padre del vice premier e Ministro del Lavoro avrebbe detto al suo dipendente in nero di non dire che si era ferito nella sua azienda altrimenti “avrebbe passato un guaio”.

Ma Sasà, l’operaio intervistato, non ha voluto seguire le indicazioni del suo datore di lavoro e una volta arrivati in ospedale ha detto tutta la verità, e cioè che si era ferito presso l’azienda di Di Maio. Dopo la guarigione dal suo infortuno, il padre di Di Maio lo avrebbe licenziato, lasciando per strada un padre di tre figli. Grazie all’aiuto del sindacato Sasà ha ottenuto un lavoro “pulito” con un contratto di sei mesi. Ma dopo i sei mesi è stato scaricato di nuovo.

Sasà decise di non denunciare perché gli era stata data una “sommetta” per mettere fine a questa questione. Ed essendo disperato e con una famiglia da mantenere, alla fine accettò.

L’ex dipendente ha voluto raccontare tutto a Le Iene, perché infastidito dalle parole di Luigi Di Maio, che decantava come onesto il lavoro dell’azienda di famiglia e definendo i datori di lavoro che tengono operai in nero come: “Persone che non tutelano i diritti del lavoro e persone non oneste”. L’inviato delle Iene è andato a parlare con Luigi Di Maio, il quale si è reso disponibile e ha promesso di fare chiarezza.

Clicca qui per vedere il servizio

Pericolo crollo per il ponte di Moregine. Il viadotto, posto a confine fra Castellammare e Pompei, a causa delle continue esondazioni del fiume Sarno e delle vibrazioni causate dalla stessa circumvesuviana su cui appunto transita, si sta sgretolando.

A denunciare la situazione critica del ponte è Genny Manzo. Il giornalista attraverso una diretta fb, ha mostrato in un video le pessime condizioni del viadotto. L’Eav, società capitanata da Umberto De Gregorio, dovrà intervenire quanto prima per evitare la tragedia.

Bisogna però sottolineare che il problema di questo tratto è soprattutto causato dal fiume Sarno. I Comuni di Castellammare, Torre Annunziata, Pompei e tutti gli altri enti fino all’agro nocerino sarnese dovranno adottare le giuste contromisure.

Ricordiamo che il ponte di Moregine è attraversato ogni giorno, per più volte, da diversi convogli dell’Eav in quanto fa parte di una delle tratte che fa capolinea a Sorrento. La denuncia, presentata via fb sulla pagina stabiese al 100%, vuole evitare che si verifichi una nuova tragedia come quella di Genova.

Questo il video denuncia postato su fb:

C’è gente che attende la Carta REI da mesi, senza avere alcuna risposta dall’Inps. La vicenda ha trovato spazio in un servizio di Luca Abete, per Striscia la Notizia, che si è recato presso gli uffici Inps di Portici per raccogliere le testimonianze degli utenti. Il REI (Reddito di Inclusione) è un beneficio erogato dall’Inps mensilmente attraverso una carta di pagamento elettronica entrata in vigore da gennaio 2018, in sostituzione di una precedente prestazione assistenziale (SIA).

Nel “passaggio” tra le due prestazioni sembrano esserci stati diversi problemi visto che, ad oggi, sono migliaia le persone che ancora attendono il sussidio. L’anomalia è di facile verifica: basta, infatti, recarsi davanti ad un qualsiasi ufficio dell’Inps per trovare una marea di gente in cerca di risposte in merito al REI. Come detto, Abete si è recato presso l’Inps di Portici dove ha trovato gente assiepata fuori dai cancelli dalle prime ore del mattino, per cercare di accaparrarsi i primi numeri per accedere agli uffici.

Non abbiamo un euro, altrimenti non staremmo qui per prendere quei due ‘pidocchi’ che ci danno“, ha detto sconfortata una signora. Ma non è l’unica. Infatti, sono tanti che raccontano di essere in attesa da mesi, ma l’unica risposta che ricevono è: “Ci vuole tempo“. Tempo che, intanto, passa senza soldi e che viene perso nelle interminabili attese.

Delle vere e proprie “maratone”, quelle che affrontano gli utenti, che spesso sfociano in litigi tra loro o con gli impiegati (che si vedono travolti da questa folla inferocita). La pazienza viene meno, giustamente, anche quando devi aspettare centinaia di persone per chiedere una semplice informazione. Una ressa continua che in alcuni casi ha fatto registrare anche dei malori, con tanto di intervento di ambulanza.

Visto, però, che non arrivano risposte dagli uffici dislocati sul territorio, Striscia si è rivolta direttamente alla direzione generale dell’Inps. A metterci la faccia è stata Maria Grazia Sampietro, della direzione generale ammortizzatori sociali, che ha così risposto: “Chi si lamenta ha ragione. Il REI è entrato in vigore a settembre dello scorso anno e da dicembre del 2017 le persone hanno potuto presentare domanda. Quelle che non presentavano nessun problema sono andate in pagamento dal mese successivo(gennaio 2018, ndr.); mentre quelle che hanno presentato problemi richiedono elaborazioni, studi e analisi che sono tutt’ora in corso. Sono state già elaborate la metà delle domande che erano in attesa. Questa è una prima risposta, ma ovviamente l’impegno è massimo affinché tutte le domande siano soddisfatte“.

Di seguito il video con il servizio completo di Luca Abete:

paccoNapoli – Una coppia sta comprando qualcosa contenuto in una scatola, da una persona per le strade di Napoli. Dato che è una giornata piovosa la scatola interessata viene messa in un sacchetto di plastica. I due acquirenti si distraggono un attimo ed ecco che entra in azione un complice del venditore. Il sacchetto che contiene il pacco acquistato viene subito scambiato con un altro e alla coppia viene dato un altro sacchetto.

Nel nuovo pacchetto ci saranno sicuramente pietre o altro che non corrisponde sicuramente all’oggetto acquistato dai due ignari acquirenti. Il video che mostra la scena ha fatto il giro del web e in molti l’hanno commentato.

Quello che è successo ricorda molto il fatto raccontato nel film “Pacco, doppio pacco e contropaccotto” del 1993, diretto da Nanni Loy. Il film, strutturato in episodi, è ambientato nella Napoli degli anni Novanta in cui imbroglioni più o meno professionisti, si arrangiano cercando di truffare il prossimo. Il titolo richiama il sistema del “pacco”, ossia della truffa da strada ai danni del malcapitato di turno.

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Napoli, il Black Friday si avvicina #welcometofavelas

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