Media Video

Tutti i video della nostra area

NAPOLI – Mattinata da dimenticare per i pendolari della Circumvesuviana. Intorno alle 9.00, in un convoglio proveniente da Baiano e in arrivo alla stazione di Napoli Garibaldi, si è verificato un inconsueto surriscaldamento delle resistenze che avrebbe potuto dar vita ad un incendio.

Nel giro di pochi minuti si è generato il caos, come testimoniato da diversi video condivisi su Facebook da parte dei passeggeri, costretti a scendere dal treno e di raggiungere a piedi la stazione di Garibaldi, a poche centinaia di metri di distanza, percorrendo i binari. La linea è Napoli-Baiano della Circumvesuviana è rimasta conseguentemente bloccata.

Nonostante i video che testimoniano i disagi e le reazioni dei passeggeri, l’EAV, attraverso il proprio profilo Facebook, ha pubblicato il seguente post: «Questa mattina alle ore 9.00 circa, sul treno delle linee vesuviane proveniente da Baiano si registrava un anomalo surriscaldamento delle resistenze. L’episodio, che avrebbe potuto generare un possibile incendio, è stato prontamente gestito dal personale di bordo che ha attivato le azioni necessarie per mettere in sicurezza i viaggiatori, che sono stati tutti accompagnati a Piazza Garibaldi, e ripristinare le funzionalità del treno. L’evento ha provocato una interruzione momentanea di circa cinque minuti della circolazione. I viaggiatori non hanno manifestato particolare agitazione e pertanto, risultano infondate le notizie di incendi e scene di panico riportate da alcuni canali social. I passeggeri hanno attraversato i binari ovviamente in sicurezza a circolazione ferma».

Altri video dell’accaduto al seguente link.

Consiglieri comunali a peso d’oro, di pochi giorni fa la notizia che riguarda il comune di Torre Del Greco.

Sarebbero stati spesi secondo alcune indagini, più di 80.000 euro in gettoni di presenza ai consiglieri comunali, parlano alcuni di loro in un’intervista rilasciata a La7, tra cui Carmela Pomposo: «Noi ci siamo attenuti agli altri comuni, non facciamo nulla di illecito, qui è tutto regolare».

Secondo la legge il limite massimo prefissato sarebbe di 32 euro a gettone per arrivare ad un massimo di 920 euro lordi al mese, per ottenere i quali basta una firma in commissione.

Tre le commissioni riunite al giorno e, chi vi partecipa anche solo per poco tempo, ha diritto all’incasso di questa somma, Antonio Spierto, consigliere comunale di Forza Italia dice: «Un consigliere può arrivare ad un compenso di 92 euro al giorno», chiarisce poi Valerio Ciavolino, partito Gente di Mare: «Un consigliere può venire all’adunanza delle commissioni, firmare e andare via, ripresentarsi ad un’altra, firmare e andare via, la legge lo consente, rimane alla sua etica e alla sua morale».

Tantissime quindi le presenze registrate alle riunioni della commissione, la consigliera Pomposo ci tiene a precisare: «Io sono sempre presente, dovrei essere assente sul territorio?».

Niente è cambiato dopo che, da qualche mese è stata introdotta in calendario una modifica a questo regolamento, Gaetano Frulio, consigliere di Ci vuole coraggio dice: «Non è una cosa semplice, abbiamo avuto anche altre spese».

Stipendi sopra le stelle, guadagni facili, denaro che entra e che esce, notizie all’ordine del giorno, chi è incredulo, chi invece ci crede…la politica ha un costo!

Si chiama Gennaro Nasti, classe 1975, nato a Napoli, più precisamente a Secondigliano e sta facendo letteralmente impazzire i parigini.

Vive nella capitale francese da qualche anno e lì ha dato vita alla sua pizzeria “Bijou”, un gioiello nel cuore di Montmartre. Gennaro più che un pizzaiolo è un vero e proprio chef, ogni condimento o sugo delle sue pizze è cucinato e curato da lui personalmente. Un mix tra le sapienti arti della panificazione e quelle della cucina con impasti evoluti e creazioni gastronomiche. Senza dubbio potrebbe esser candidato a diventare il primo pizzaiolo al mondo a ricevere una stella Michelin.

Il segreto del suo successo sono gli abbinamenti, derivati dalla sua esperienza fusion in giro per il mondo. Il suo obiettivo è dare alla pizza una dignità gastronomica al pari dell’alta cucina e dei piatti stellati.

Impasto rigorosamente allo champagne e poi crema di burrata alla barbabietola rossa, crema di wasabi, caviale di pomodoro, peperoncino verde di fiume e capasanta. Questi sono solo alcuni degli ingredienti di alta qualità usati da Gennaro.

La pizza Antica è quella che porto nel cuore, – dichiarò a ristorazioneitalianamagazine.it – preparata con un impasto integrale e una farcitura con il ragù della nonna, un antico ragù napoletano senza carne, con mozzarella di bufala e basilico. Questa pizza mi riporta alla mia infanzia quando la domenica si pranzava dalla nonna”.

Mi piacerebbe tornare a casa a Napoli – racconta al Tg5 – ma per adesso sto bene qui“.

Il video del Tg5

Marina Giulia Cavalli, l’attrice che interpreta “Ornella” nella soap “Un Posto al Sole” ieri sera era ospite di Barbara D’Urso a Non è la D’Urso su Canale 5.

Grazie a Stefania Gatti e alla scrittura automatica parlo con mia figlia morta“, ha dichiarato l’attrice. Nella puntata si parla di vita dopo la morte e di restare in contatto con le persone che non ci sono più.

Marina Giulia Cavalli ha perso la figlia di 21 anni Arianna Alpi, avuta dall’ex marito l’attore Roberto Alpi, per una leucemia. Un dolore profondo che l’attrice di un Posto al Sole è riuscita ad attenuare grazie alla scrittura automatica. Stefania, moglie di Franco Gatti è riuscita a darle grazie alla scrittura automatica, un po’ di sollievo dell’anima.

Voglio dare un messaggio di speranza e sostegno, perchè i nostri cari sono presenti. Mi dispiace che questi argomenti vengano trattati con violenza come state facendo in studio. I nostri figli ci parlano di amore, di aiutare gli altri. Non c’è nessuno che ci può aiutare se non i nostri figli. Mi spiace perchè Stefania non è riuscita a finire quello che ha detto, il figlio ha lasciato spazio per dare sollievo alle altre mamme. Non si parla di raggiri, lo fa gratuitamente. Io ho iniziato con la scrittura automatica e per alcuni mesi ho parlato con Arianna, poi però ho smesso perchè io sono un po’ più terrena ed ho incontrato Stefania che mi ha aiutata”, ha dichiarato Marina Giulia.

La moglie di Franco dei Ricchi e Poveri, avrebbe il dono di entrare in contatto con i defunti. L’ha fatto prima con il figlio scomparso e poi anche con Arianna. E proprio grazie a questo dono che ha potuto lasciare a Marina un messaggio: “Cammina con le tue gambe, siete una bella immagine, mi piace vedervi così”.

Clicca qui per vedere l’intervista!

Renato Carosone - 'O sarracino

Renato Carosone - 'O sarracino

L’uocchie brigante e ‘o sole n’faccia/‘O sarracino se ne va smargiasse pe tutta ‘a città“. Così almeno dal 1958, da quando, cioè, è uscito dalla penna e dalla voce del cantautore napoletano Renato Carosone, per entrare tra i vicoli, le case e la memoria di tutti i napoletani, fino a divenire un classico internazionale della musica partenopea.

In realtà, il testo della canzone “‘O sarracino” è stato scritto da Nicola Salerno, stretto collaboratore di Carosone, e meglio conosciuto con lo pseudonimo di Nisa. Mentre il cantante si è occupato della musica.

Il singolo, pubblicato dall’etichetta Pathé, figurava inizialmente sul lato A di un disco inciso da Carosone assieme al suo sestetto. Sul lato B la canzone “Caravan petrol”, anche questo frutto del duo Carosone-Nisa. Una coppia di spessore, dato che alla fine del 1958 il disco risulterà essere l’ottantaduesimo più venduto in Italia.

La canzone fa chiaro riferimento, sin dal titolo, a un saraceno, termine con cui si è soliti indicare i musulmani provenienti dall’oriente, o più in generale gli arabi, che a partire dal IX-X secolo hanno popolato le coste meridionali dell’Italia. Inizialmente l’idea del brano era proprio quella di uno sbarco di un affascinante uomo orientale di colore desiderato da tutte le donne. In seguito gli autori del brano preferirono che il protagonista della canzone fosse semplicemente identificato con il napoletano villano, abbronzato, con la collana d’oro e sciupafemmine che camminava per il lungomare di Napoli, lasciando il nome di “sarracino” più come parodia, che come effettiva provenienza geografica. Tuttavia le influenze orientali rimasero nella melodia di “‘O sarracino”, che rimase negli anni uno dei più celebri brani di Carosone.

Tant’è che negli anni successivi la canzone è stata oggetto di numerose cover e reinterpretazioni. Gigi D’Alessio la propose nel 1999 alla manifestazione “Viva Napoli” di quell’anno, ottenendo il primo premio. Anche Renzo Arbore e l’Orchestra Italiana ne registrarono una versione per l’album “At Carnegie Hall New York”. Fra gli altri artisti ad aver interpretato una propria versione della canzone si ricordano anche Franco Ricciardi, Claudio Villa, Mario Trevi (in versione Turbo folk), Edoardo Bennato, Orietta Berti (2008 – album “Swing, un omaggio alla mia maniera”), Fiorello e Mina. Mentre il comico Checco Zalone ne ha cantato una parodia (imitando Carmen Consoli), in una puntata di Zelig.

Napoli“Siamo rimasti letteralmente basiti dinanzi alla segnalazione di un cittadino che ci ha inviato un video che mostra un’automobile che trasporta un pony nel bagagliaio lungo le strade della frazione di Tavernanova, a Casalnuovo. Un pony, lo sottolineiamo. Una scena da non credere, che supera anche le più assurde fantasie. Al di là della disumanità nei confronti del povero animale, costretto a viaggiare praticamente incastrato nel bagagliaio, c’è da tenere in conto il rischio per la circolazione di un’automobile occupata da un quadrupede ingombrante, che occlude la vista dello specchietto retrovisore”.

Lo afferma il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. “Questa scena – prosegue Borrelli – non è altro che l’ennesimo capitolo di una triste serie, fatta di merci e animali trasportati in maniera pericolosa, a bordo di mezzi che non sono assolutamente concepiti per un tale uso. Purtroppo le notizie degli incidenti non scalfiscono minimamente le convinzioni assurde di alcuni conducenti che seguitano ad assumere comportamenti pericolosi per la circolazione e, in alcuni casi, inumani nei confronti dei poveri animali”.

Per vedere il video incriminato basta cliccare su questo link.

Alessandra Clemente

Alessandra ClementeNapoli– L’assessore comunale alle politiche giovanili Alessandra Clemente posta sui suoi canali social il suo pensiero sul taglio dei parlamentari.

Alessandra Clemente sostiene che il taglio “è pura propaganda“. Queste le sue parole: “In Italia ci sarà così meno democrazia ed a vincere saranno le caste dei partiti che con il loro numero chiuso daranno dei veri e propri diktat al popolo“.

Una Clemente quindi agguerrita e in totale disappunto con la scelta governativa di tagliare ben 345 poltrone, precisamente 115 senatori e 230 deputati, con un risparmio stimato di 100 milioni di euro lordi all’anno.

L’iter fu proposto da quello che all’ora fece di questa campagna la sua forza, il Movimento 5 Stelle. Dopo alcuni di attesa si è giunti finalmente al verdetto finale. Un verdetto sancito durante la giornata di ieri martedì 8 ottobre che ha visto premiare gli sforzi dei pentastellati con una schiacciante maggioranza.

Una vera e propria illusione, – prosegue l’assessore- il risparmio in questo caso sarebbe solo del 10%. Questa riforma non fa altro che dare meno rappresentanza alle cittadine e ai cittadini nelle istituzioni“.

Alessandra Clemente però non è l’unica a pensarla in questo modo. Tanti politologi si sono espressi con un parere contrario a questa riforma. Anche in Campania con il governatore della Regione Vincenzo De Luca.
Il governatore ha dichiarato infatti che il problema non è risolto perché il vero nocciolo della questione sono gli stipendi dei deputati e dei senatori e non il numero.

Una riforma quindi che è stata attesa per tanto tempo ma che ha provocato una scissione della linea politica che la circonda tra chi si divide in suo favore e chi invece non è convinto del progetto.

Ieri sera, a “Le Iene”, è andato in onda un nuovo servizio sulla morte del ciclista Marco Pantani. Il “Pirata” venne ritrovato senza vita il 14 febbraio 2004 nella sua stanza d’hotel. Il campione di ciclismo, vincitore di Giro d’Italia e Tour de France nel 1998 e squalificato per livelli di ematocrito troppo alti rilevati nelle analisi di Madonna di Campiglio il 5 giugno 1999, aveva 34 anni.

Per la giustizia è un caso chiuso: Marco Pantani sarebbe morto come conseguenza di comportamenti ossessivi, dopo aver esagerato con la droga e sfasciato tutta la sua stanza d’albergo. Quei comportamenti violenti e un cocktail di droga e farmaci, hanno spiegato i giudici, avrebbero poi portato alla morte del campione.

La iena Alessandro De Giuseppe ha intervistato in esclusiva Fabio Miradossa, lo spacciatore di cocaina napoletano che, in quegli anni, riforniva il Pirata di sostanze stupefacenti. L’uomo rilascia forti accusa: “Marco non è morto per cocaina. Marco è stato ucciso. Magari chi l’ha ucciso non voleva farlo, ma è stato ucciso. Non so perché all’epoca giudici, polizia e carabinieri non siano andati a fondo. Hanno detto che Marco era in preda del delirio per gli stupefacenti, ma io sono convinto che Marco quando è stato ucciso, era lucido. Marco è stato al Touring, ha consumato lì e quando è ritornato allo Chalet Marco era lucido”.

Marco non sniffava ma fumava e in quella stanza c’è solo traccia di cocainomani che sniffavano – aggiunge Miradossa a conferma delle sue accuse – Pantani fumava crack, non gli piaceva tirare. Chi ha creato quella situazione non era informato bene…Tracce di fumatori di crack non ne ho viste, come bottiglie di plastica, carta argentata, bicarbonato per preparare il crack”.

Un’incongruenza che trova riscontro anche nelle dichiarazioni di un soccorritore del 118, che pensa ad una scena del crimine in qualche modo ricostruita: “Che senso ha che io vada via alle 9.30 in un modo e poi la stanza alle 11 è tutta in un altro modo?”

“Ciro Veneruso, un mio corriere, è andato al residence, si è visto con Marco, ha fatto lo scambio ma non ha avuto i soldi – sostiene Miradossa – Il 14 febbraio poi sono ritornato a Rimini e accendendo il televideo ho scoperto quello che era successo: panico totale. Il mio uomo ha portato a Pantani credo 15-20 grammi. Non si può morire per 15-20 grammi di cocaina, perché per chi fuma crack non sono davvero 15-20 grammi, ma meno”.

Quando il giornalista chiede allo spacciatore se Pantani sembrasse, in quel periodo, una persona che medita il suicidio, l’uomo risponde seccamente: “Ma non scherziamo proprio, può essere stato un debole che ha reagito buttandosi nella droga ma che abbia voluto uccidersi no. Mai”.

Tante le incongruenze fra l’ipotesi del suicidio e lo stato dei fatti. Tutte analizzate nel servizio che potete trovare seguendo questo link sul sito ufficiale de “Le Iene”.

Il loro concerto insieme è già un grande successo, la loro musica ha incantato intere generazioni e fatto conoscere Napoli nel mondo. Parliamo di Gigi D’Alessio e Nino D’Angelo, due musicisti affiatati sul lavoro e nella vita. Lo dimostra un video pubblicato sulla Pagina Facebook di Nino D’Angelo, in cui i due cantano insieme “‘Pe’ te conquistà” sfoggiando un parrucchino biondo.

L’omaggio a Nino D’Angelo, in effetti, non poteva mancare anche in un momento scherzoso come questo. Il parrucchino non può non farci sorridere, e non ricordare l’inconfondibile caschetto biondo con cui il cantante napoletano si è fatto conoscere in Italia e all’estero.

Il video, pubblicato sulla Pagina Facebook di Nino D’Angelo, riporta la descrizione “La prova del caschetto”. È Gigi D’Alessio il primo a provarsi il parrucchino, seguito immediatamente dal suo collega che si guarda allo specchio e commenta “Guarda ccà, Nino D’Angelo!“.

Subito dopo, i due musicisti cominciano a cantare il ritornello di un singolo ben noto: “M’aggio accattato ‘na giacca ‘e pelle, ‘na settimana intera di lavoro p’asci cu tte“. Il tutto accompagnato da un balletto con cui Gigi D’Alessio e Nino D’Angelo tentano di imitare quelle movenze che hanno reso famoso il secondo.

“Pe’ te conquistà” è uno dei singoli simbolo del suo stile e della sua immagine. La storia di un ragazzo innamorato che farebbe di tutto per conquistare la donna che ama, persino comprarsi “na giacca e’pell”. “E stong ccà penzanno a te, pecchè ho deciso c’aggia vencere io, a te vedè t’aggia purtà dint’a sti braccia nun me fa aspettà“. E ovviamente è pronto a vantarsene con tutti: “voglio alluccà ca staie cu me a tutta ‘a gente pe resuscità

Trieste, la Questura ha diffuso un video nel quale si vedono chiaramente le immagini che riprendono Alejandro Stephan Meran, il 29 enne dominicano che venerdì pomeriggio ha ucciso i due poliziotti Pierluigi Rotta e Matteo Demenego.

Lo stesso Questore di Trieste, Giuseppe Petronzi ha commentato le riprese: «Fasi estremamente concitate al tempo stesso drammatiche».

Si vede chiaramente tutta la scena, l ‘uomo si aggira nei locali della Questura, esplode alcuni colpi, poi, disorientato, fugge verso l ‘esterno, tenta di rubare un’ auto della polizia, non riuscendoci si rimette di nuovo in fuga.

Meran vistosi perso, tenta l’ultima strada, vede un’ auto avvicinarsi e sembra puntare la sua pistola contro il conducente, che, avvertito il pericolo, fa retromarcia, a questo punto continua a scappare fino a quando si ferma dietro alcune macchine per nascondersi ma, è proprio qui che termina la sua folle fuga.

Viene fermato a questo punto dagli agenti che, per reagire allo scontro a fuoco, lo hanno colpito ferendolo.

Piantonato in ospedale, verrà trasferito in carcere non appena sarà dimesso.

Durante la sua “avventura”, durata in tutto 5 minuti, l’uomo ha svuotato un intero caricatore di una delle pistole rubate agli agenti. Ricordiamo che, oltre ad aver tolto la vita ai due agenti, ne ha anche feriti 6.

I funerali dei due poliziotti si terranno dopo che saranno effettuate le autopsie sui loro corpi.

Matteo Demenego e Pierluigi Rotta sono i due poliziotti che sono stati assassinati a Trieste il 5 ottobre 2019 dall’uomo che avevano arrestato per una rapina commessa in città. E pensare che poco prima i due poliziotti scherzavano insieme nella volante, come dimostra un video pubblicato da Napoli Internazionale. Ecco le loro parole la notte precedente all’assassinio: “Dopo tanto tempo siamo insieme. Dormite sonni tranquilli stanotte, c’è la volante 2 ed è tutto a posto. Buonanotte“.

Nessuno dei due avrebbe mai immaginato che poche ore dopo avrebbero perso la vita per mano di un uomo che era stato arrestato. Appena entrati in questura, si sono sentiti gli spari e per i due non c’è stata alcuna via d’uscita.

Madonna di Pompei

Madonna di Pompei supplicaLa Madonna di Pompei attira fedeli da tutto il mondo. Il suo quadro è meta di pellegrini che provengono da ogni parte del pianeta, specialmente in occasione della Supplica che si tiene due volte l’anno: l’8 maggio e la prima domenica di Ottobre.

Anche ieri, 6 Ottobre 2019, il Santuario di Pompei e la relativa piazza erano gremiti di persone che hanno assistito alla funzione religiosa. Prima ha avuto luogo la Santa Messa, successivamente la Supplica vera e propria.

Autobus organizzati e treni sono le modalità più gettonate dai fedeli che sono arrivati a Pompei nella prima mattinata o addirittura il giorno prima, facendo la veglia in piazza. Un evento molto sentito che commuove molte persone, un giorno di festa ma soprattutto di preghiera e speranza. Termine dei conflitti nel mondo, lavoro e salute sono le grazie più richieste alla Madonna di Pompei.

Di seguito potete vedere la funzione integrale che abbiamo trasmesso sulla pagina Facebook di Vesuvio live.

Una banale disattenzione è la causa di un incendio che si è sviluppato questa mattina in un appartamento di Fuorigrotta. Cinque gli intossicati, tra cui due bambini, che non sono in gravi condizioni.

Solo tanto spavento per gli abitanti del quartiere che hanno immortalato con i cellulari la scena. Questa mattina, dopo la pioggia di ieri, Fuorigrotta si è trovata immersa in un fumo nero che ha anche causato rallentamenti sulla tangenziale.

Fiamme alte infatti sono divampate all’interno di un appartamento dello stabile al quinto piano in via Pirandello 16. Il rogo, come ricostruito dalla polizia, sarebbe divampato nella camera da letto estendendosi in poco tempo. Ad accendere la miccia un semplice ferro da stiro lasciato acceso sul materasso in lattice, che ha subito preso fuoco. Le fiamme poi si sono estese all’interno della casa.
Immediati i soccorsi. Sul posto sono intervenute due squadre dei Vigili del Fuoco, la Polizia di Stato e gli operatori del 118. Irrespirabile l’aria che ha portato all’intossicazione di cinque persone, tra cui due bambini. Nessuno però è in pericolo di vita.

troupe giapponese belvedere sant'antonio posillipo

troupe giapponese belvedere sant'antonio posillipoUna bellezza da mozzare il fiato in mano agli imbecilli. Così possiamo riassumere una figuraccia compiuta dalla città di Napoli, dato che una troupe giapponese è stata costretta a pulire il belvedere di Sant’Antonio a Posillipo per ottenere riprese decenti. Troppa sporcizia lasciata dagli imbecilli, e probabilmente anche poca manutenzione. Gli operatori ecologici, pochi e con mezzi limitati, fanno di tutto per tenere pulita la città ma le risorse sono poche.

“Ci è stato segnalato un video che mostra una troupe di operatori giapponesi che, per poter ottenere delle riprese decenti del belvedere di Sant’Antonio a Posillipo, ha dovuto imbracciare paletta e ramazza per ripulirlo dalla spazzatura lasciata dagli incivili che ogni sera invadono la zona. Inutile nascondersi, Sant’Antonio a Posillipo, da un po’ di tempo a questa parte, è diventato un inferno.

“Lo spazzamento non avviene da mesi e gli incivili non si fanno scrupolo di gettare a terra i rifiuti. La situazione è aggravata dalla presenza di una paninoteca ambulante. I clienti consumano alimenti e bevande e poi li lanciano dal belvedere. Un comportamento deprecabile a cui si aggiungono gli atti di inciviltà di chi festeggia lauree e compleanni e poi lascia sul posto coriandoli e resti di alimenti”.

La denuncia arriva dal consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e dal consigliere del Sole che Ride alla I Municipalità Gianni Caselli. “Ai problemi ecologici – proseguono – si aggiungono le criticità legate alla delinquenza. La presenza di spacciatori nella zona del belvedere di Sant’Antonio è oramai abituale. Serve una maggiore presenza da parte delle forze dell’ordine per fare in modo che uno dei luoghi più suggestivi di Napoli, attualmente infrequentabile, si riappropri del decoro e della dignità che lo caratterizzavano un tempo”.

Ieri, martedì 1 ottobre 2019, è tornato il programma Le Iene in prima serata su Italia 1. Un inizio difficile per la fortunata trasmissione di Mediaset: il 19 agosto scorso si spegneva a 40 anni Nadia Toffa, storica inviata del programma, nonché conduttrice delle ultime edizioni. Nadia lottava con un male incurabile, un cancro estremamente violento, da più di un anno. Nonostante questo ha continuato a lavorare, a curare i suoi servizi e condurre Le Iene anche in condizioni di salute critiche.

La sua morte ha colpito profondamente l’opinione pubblica, al punto che molti pensavano che il programma non sarebbe nemmeno ricominciato senza di lei. Ieri, gran parte della trasmissione è stata infatti dedicata al ricordo di Nadia. All’inizio della puntata quasi cento iene, inviati attuali e passati, conduttrici storiche come Simona Ventura e Luciana Littizzetto, personaggi come Rovazzi e Bisio, sono arrivati contemporaneamente sul palco, col classico completo nero, per regalare un ultimo sorriso all’amata Nadia.

Dopo l’accorato ricordo, l’attuale conduttrice, Alessia Marcuzzi, ha lanciato un ultimo “servizio” inedito realizzato dall’inviata pochi mesi prima di morire. Il 21 dicembre del 2018, infatti, Nadia contattò il suo operatore chiedendogli di raggiungerla il prima possibile a casa sua munito di telecamera, microfono ed attrezzatura per la registrazione. Pur se sorpreso, l’operatore ha esaudito la richiesta.

Al suo arrivo, Nadia lo convince, quasi costringe, ad accendere subito la macchina da presa per inquadrarla così com’è. La donna appare visibilmente segnata dalla malattia: intere parti di cuoio capelluto sono in vista dopo la caduta dei capelli, i lineamenti sono gonfi ed alterati dalle cure, ma il suo sorriso resta, come il suo umorismo e la loquacità.

Nadia propone un particolare servizio: accompagnarla nelle settimane successive a far visita alle persone che le sono state più vicine nell’ultimo anno per chiedere ad ognuno di loro cosa pensa davvero di lei. La donna appare rassegnata al suo destino, pronta, pur se combattiva, all’imminente vittoria della malattia. Il suo desiderio è proprio quello di scoprire la verità sulle altre persone prima del fatale momento.

Nel corso della ripresa Nadia parla più volte della sua condizione, di come sappia che le resta poco tempo: “Non è importante quanto vivi – afferma – ma come, come sfrutti il tuo tempo, quanto riesci a fare ed imparare in questo tempo”. Racconta aneddoti sul suo passato e ringrazia chi le ha dato supporto in quel periodo.

Qui il video completo

Venerdì 4 ottobre i ragazzi della classe IV B dell’Istituto Liceo Scientifico Nobel di Torre del Greco, guidati dalla Professoressa Maria Grazia Borrelli, parteciperanno a Roma alla finale nazionale del concorso “Che impresa Ragazzi!” per decretare la migliore idea imprenditoriale realizzata dagli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Gli studenti di Torre del Greco si confronteranno con gli altri 11 progetti presentati da classi di altre regioni.

La competizione è organizzata dalla Fondazione per l’educazione e al risparmio FEduF in collaborazione con la Banca di Credito Popolare che, nel corso di diversi incontri in Banca ed in aula, ha spiegato ai ragazzi il valore del business plan come documento guida per ogni nuova impresa o progetto di investimento, soffermandosi sugli elementi di maggior attenzione per lo sviluppo del rapporto con gli istituti di credito.

Il progetto d’impresa presentato dagli studenti di Torre del Greco si chiama Wash Now.

L’idea è di realizzare un servizio di lavaggio auto e moto a domicilio, che può essere effettuato sia all’aperto che al chiuso poiché eseguito a mano con prodotti a secco waterless, 100% ecologici. Prodotti tra l’altro che, secondo il D.lgs 152 di marzo 2018 per la tutela e il rispetto dell’ambiente, consentono di effettuare il servizio anche su suolo pubblico. La Wash Now opera attraverso i washer che, contattati dai clienti, arrivano ovunque l’auto sia parcheggiata: in ufficio, sotto casa o davanti alla palestra. Wash Now non aiuta solo i clienti a risparmiare il loro tempo prezioso, ma salvaguardia anche l’ambiente sia perché i prodotti, essendo ecologici, non inquinano ma soprattutto perché ad ogni lavaggio vengono risparmiati fino a 140 litri d’acqua.

Gli studenti in gara hanno realizzato anche un video di presentazione della loro idea imprenditoriale che può essere visualizzato e votato fino al 3 ottobre raggiungibile da questo link (clicca qui!).

La BCP promuove la diffusione dell’educazione finanziaria attraverso progetti che utilizzano su una comunicazione semplice ed empatica.

“Che impresa, ragazzi!” è il percorso per lo sviluppo di competenze trasversali e di orientamento rivolto alle scuole secondarie di secondo grado che si pone l’obiettivo di guidare i giovani alla realizzazione di un vero e proprio progetto d’impresa, attraverso vari incontri in Banca e a scuola.

L’educazione finanziaria e poi l’educazione all’imprenditorialità sono due componenti fondamentali nella crescita dei nostri ragazzi – ha dichiarato Felice Delle Femine, Direttore Generale BCP. Siamo molto orgogliosi di questi giovani che sono riusciti a sviluppare la loro idea d’impresa, coniugando sviluppo e sostenibilità ambientale. La consapevolezza di essere banca del territorio – prosegue Felice Delle Femine – ci responsabilizza ed impone di creare, ogni giorno, opportunità concrete di crescita per i nostri giovani nella terra dove sono nati ed intendono costruire il loro futuro. È importante offrire ai ragazzi la possibilità di riflettere sul valore del denaro e sulla necessità di gestirlo responsabilmente per sé stessi e per la comunità, in un’ottica di cittadinanza consapevole”

Il film “L’ immortale” con protagonista Marco D’Amore uscirà nelle sale il prossimo 5 dicembre, è ufficiale.

La pellicola tanto attesa dagli appassionati di Gomorra e non, vede la ricomparsa sul set di Ciro Di Marzio, protagonista indiscusso della serie.

Il film funge da anello di congiunzione tra la quarta e la quinta stagione, ritorno tanto atteso per chi era rimasto col fiato sospeso quando l’attore in una scena finale di un episodio, cadde in mare da una barca senza vita.

Il suo copro si vide galleggiare nelle profondità ma nessuno mai si è dato pace, credendo che fosse davvero morto. Mentre accade tutto questo, siamo catapultati negli anni ’80, sotto le macerie di un palazzo appena crollato, si sentono le urla e i pianti di un bambino…eccolo l’Immortale, è proprio lui? Dieci anni dopo lo vediamo camminare per le strade di Napoli, figlio di nessuno che si arrangia alla meglio per sopravvivere.

La sceneggiatura è scritta da Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli, Marco D’Amore, Francesco Ghiaccio e Giulia Forgione. Gli interpreti, accanto a Marco D’Amore, anche Giuseppe Aiello, Salvatore D’Onofrio, Giovanni Vastarella, Marianna Robustelli, Martina Attanasio, Gennaro Di Colandrea, Nello Mascia e Aleksei Guskov.

 

 

 

Sconvolgente quello che è successo nel Mc Donald’s di Piazza Municipio a Napoli, due ragazzini a bordo di un motorino sono entrati all’interno dei locali tra le risate e lo stupore degli amici e delle persone presenti.

La notizia, corredata di video, parte dal consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, che, denuncia la vicenda sul suo profilo Facebook . Queste le sue parole: «Video assurdo da piazza Municipio, ragazzini entrano in scooter nei locali di Mc Donald’s. Sono rimasto senza parole, lì ci sono anche famiglie con bambini. Assalto degli incivili ai luoghi delle istituzioni, vandalizzati anche i marmi che circondano la fontana del Tritone».

Alle sue parole si unisce anche il consigliere del Sole che Ride alla I Municipalità Benedetta Sciannimanica: 

«È teatro di un vero e proprio assalto degli incivili ai luoghi delle istituzioni. Lo scempio descritto dal cittadino può essere riscontrato ogni giorno, dopo il tramonto, quando i giardinetti su cui affaccia il municipio di Napoli diventano terra di nessuno. Il tutto accade ad un tiro di schioppo da Questura e Prefettura. Da tempo denunciamo questo problema. Servono risposte certe ed efficaci. Chi presidia il territorio deve assumersi la responsabilità di fermare e sanzionare questi incivili, così come va fermato e punito il troglodita che ha vandalizzato con una bomboletta spray i marmi che circondano la fontana del Tritone. L’ennesima pagina di inciviltà di una piazza che dovrebbe rappresentare il fiore all’occhiello della città».

Il video è stato registrato da Ciro Conforti, che lo ha poi segnalato al consigliere Borrelli, impazza in rete, lo stesso giovane dichiara: «Domenica sera intorno alle 22,00 mi trovavo in piazza Municipio quando mi sono imbattuto in una situazione assurda. Alcuni ragazzini, senza casco, sono entrati nei locali di Mc Donald’s a bordo di uno scooter. Un comportamento che, tra l’altro, è anche pericoloso perché il fast food è solitamente frequentato da famiglie con bambini. Tutto intorno, su marciapiedi, gruppi di ragazzini sfrecciavano a bordo di motocicli, il tutto sotto gli occhi delle forze dell’ordine».

spazzatura denunce

spazzatura denunce napoliI cittadini sono stanchi. Pioggia di denunce a Napoli e provincia contro chi sporca le strade della città, quegli incivili che non si fanno scrupoli a gettare l’immondizia al di fuori degli orari consentiti o nell’ambiente. Le denunce provengono molto spesso dagli abitanti, costretti a pagare una tassa salatissima sui rifiuti per poi vederseli in ogni dove.

“Tempi duri per chi insozza la città depositando rifiuti e ingombranti fuori orario e fuori posto. Gli sporcaccioni di Napoli e provincia iniziano a essere filmati dai cittadini stessi che poi inviano a noi le immagini. Ovviamente provvediamo noi a girare il materiale alla Polizia Municipale per i doverosi accertamenti e per le sanzioni.

“Come accaduto, ad esempio, per lo sporcaccione di Sant’Antimo ripreso a gettare rifiuti dall’auto che è stato identificato e multato dai vigili urbani. I napoletani iniziano a ribellarsi all’inciviltà e alla barbarie di alcuni loro concittadini. Un processo virtuoso che, ci auguriamo, porti finalmente a una presa di coscienza da parte di questi incivili che la strada è patrimonio comune e non può essere utilizzata come discarica all’aperto”.

Lo ha dichiarato il consigliere regionale dei verdi, Francesco Emilio Borrelli, destinatario di alcuni video e foto che riprendono sversamenti illeciti di rifiuti in pieno giorno nel quartiere Ponticelli e in altre zone della provincia napoletana.

“I video di via Commissario Ammaturo nell’area orientale della città – prosegue Borrelli – mostrano chiaramente come alcune persone arrecano gravi danni ai loro stessi vicini. È giunto il momento che le loro azioni siano mostrate e censurate dalla stessa comunità affinché si raggiunga l’obiettivo sporcaccioni zero”.

Friday for future

Friday for futureNapoli– Oggi è la giornata del Friday For Future, la mobilitazione globale mossa da Greta Thunberg. Per l’occasione il Consigliere Regionale Francesco Emilio Borrelli ha fatto trapiantare un albero nella villa comunale tramite una raccolta fondi organizzata da alcuni mesi.

Il mondo è sempre più inquinato. Dobbiamo mobilitarci tutti per ripristinare e risanare la terra da questa brutta febbre. Per farlo abbiamo bisogno di inquinare meno, rispettare le regole della raccolta differenziata e chi può, piantare qualche albero o qualche pianta.

Francesco Emilio Borrelli ha optato per quest’ultima strada partecipando a suo modo al Friday For Future. Vuole dare un segnale e ripartire dal verde della nostra città. Il suo albero infatti non potrà cambiare nulla o quasi, ma è il gesto ad avere una grandissima responsabilità.

Questo sarà solo il primo di una serie di alberi che verranno piantati lungo la città. Anche a piazza Garibaldi si sta lavorando per una strada alberata, anche se al momento ci sono ritardi nei lavori comunali.

Però la via è quella giusta. Una strada verde per curare il mondo dalla sua influenza. Il rispetto per l’ambiente significa rispettare noi stessi. Noi siamo ciò che mangiamo, e quello che troviamo sulle tavole non è nulla di buono. Rispettare l’ambiente significa quindi rispettare anche la propria persona.

Certo è che il cittadino medio non può far che altro che operare nel suo piccolo. Per grandi interventi servono le istituzioni e le autorità competenti. Questa è la critica che alcuni fanno sul profilo social di Borrelli, al post dell’albero piantato.
Perché non dovrebbero essere i cittadini ad effettuare una raccolta fondi per piantare un albero in una villa comunale.

Il cittadino è pronto a dare il suo contributo, ma le istituzioni devono cominciare a giocare sul serio. Se vogliamo salvare il pianeta la lotta deve essere una collaborazione tra istituzione e tutti i cittadini.

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di “terze parti” per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookies. Scopri di più