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Nadia Toffa che balla rilassata sulla spiaggia mentre dietro la sua sagoma scura il sole tramonta in una miriade di colori. Nel giorno del suo funerale, le Iene salutano con un video la collega scomparsa i giorni scorsi a 40 anni per un tumore. Il video è solo una sequenza di un minuto in cui la giovane donna danza su una spiaggia non definita, in contrasto con i colori di uno spettacolare tramonto.

Quest’ultimo omaggio è stato condiviso prima sul profilo Twitter, poi su tutti i social ufficiali della celebre trasmissione di Italia 1. In poco tempo, il video è diventato virale, circolando principalmente nei gruppi Facebook.

Oggi nel Duomo di Brescia sono state svolte le esequie della conduttrice, alla presenza di tanti parenti, amici e colleghi ma anche di migliaia di persone e fan che l’hanno conosciuta grazie ai suoi servizi in tv. I colleghi l’hanno poi salutata uno ad uno sfilando sul sagrato davanti alla bara bianca sulla quale l’ideatore del programma Davide Parenti ha poggiato la cravatta nera delle Iene.

Una macchina privata che esponeva un tagliando rilasciato dalla Polizia Municipale di Forio era parcheggiata in strada, bloccando il passaggio nella frazione di Panza ad Ischia.

Alle mie proteste invece di scusarsi i protagonisti della vicenda tra cui uno che si qualifica come dirigente dell’Agenzia delle Entrate mi circondano, insultano e minacciano“, ha raccontato il Consigliere Regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli.

I due dichiarano di essere uno dipendente della Polizia Municipale, l’altro dell’Agenzia delle Entrate.

«Non ti rendi conto che non vogliono allarmare l’opinione pubblica? Lo sai cosa potrebbe succedere a tirare fuori quella roba? Una bomba atomica!». Queste le dichiarazioni che Carmine Schiavone, affiliato al clan dei casalesi e in seguito collaboratore di giustizia, ha rilasciato a Nadia Toffa nel dicembre 2013, in un servizio delle Iene interamente dedicato al fenomeno dello sversamento dei rifiuti tossici nella Terra dei Fuochi.

Nadia Toffa, scomparsa oggi dopo una lunga battaglia contro il cancro, è stata la prima Iena ad occuparsi del fenomeno. Nel primo servizio, andato in onda il 14 ottobre del 2013, l’inviata ha affrontato il rischio della contaminazione di frutta e verdura nei campi agricoli dei comuni della Terra dei Fuochi. Mentre nel secondo servizio, trasmesso il 3 dicembre 2013, la Toffa ha approfondito il rischio dell’avvelenamento delle falde acquifere del territorio intervistando, oltre a Carmine Schiavone, anche l’allora Presidente della Commissione Parlamentare sul Ciclo dei Rifiuti Massimo Scalia.

Nel 1997, Carmine Schiavone ha indicato a Massimo Scalia i luoghi in cui casalesi hanno sotterrato milioni di quintali di rifiuti tossici, ma tale dichiarazione viene secretata e pubblicata solo 16 anni dopo, nel 2013. Nonostante le confessioni di Schiavone fossero state messe in segreto, Scalia ha confermato che tutti erano a conoscenza del problema, perché «i nostri documenti andavano sempre ai ministri competenti e agli assessori e ai presidente di regione dell’aera interessata».

«Fummo così sconvolti – continua Scalia – che suggerii che tutta quell’aria venisse inserita nel 1997 tra i siti di interesse nazionale per essere bonificati». Ma chi avrebbe dovuto bonificare i luoghi a rischio? «E’ responsabilità dei governi che si sono succeduti – ha affermato Scalia – sia a livello nazionale che a livello territoriale. La bonifica andava iniziata 16 anni fa, se si fosse cominciato da allora le bonifiche sarebbero già a buon punto».

Il commento della Toffa: «Insomma, la solita storia all’italiana: c’è un problema, lo si consce perfettamente e non si fa nulla affinché questo stesso problema si trasformi in emergenza e diventa tragedia. E così, i soldi che servono per rimediare sono molti di più e, cosa ancor più grave, e nel frattempo un sacco di persone o sono morte o si sono ammalate».

Tra gli ammalati c’è anche Roberto Mancini un poliziotto che per anni ha svolto sopralluoghi, pedinamenti e intercettazioni nei territori della Terra dei Fuochi. A causa di tali attività gli è stato diagnosticato il linfoma Non Hodgkin, un tumore maligno che colpisce il sistema linfatico impedendo la naturale circolazione del sangue nell’organismo.

«Questo tumore – afferma Mancini nel servizio – diagnosticato nel 2002, è stato certificato dal comitato di verifica del Ministero delle Finanze. E’ verosimile che questa neoplasia sia dipendente da cause di servizio, ovvero dall’attività svolta sullo sversamento dei rifiuti. La letteratura medica conferma che le neoplasie del sangue sono classiche di esposizioni a oggetti tossici e radioattivi. Nessuno mi aveva avvertito del rischio».

Le ricerche svolte all’epoca da Mancini sullo sversamento dei rifiuti ha raccolto dati importanti circa il business economico del fenomeno, che oltre ad arricchire la malavita organizzata ha anche favorito lo sviluppo economico di grandi aziende italiane. Proprio a causa di tali scoperte, i documenti da lui consegnati nel corso l’indagine svolta sono andati persi.

«La mia indagine è sparita – afferma Mancini – perché sono andato a toccare interessi troppo forti di società indefinite di cui non è il caso dire il nome. Ho lavorato per la Criminalpol in anni molto particolari e ho assistito a sparizioni di documenti anche all’interno delle stazioni di polizia. Qualsiasi cosa vedo ormai non mi meraviglio più, perché so come funziona».

Nonostante la reticenza di Mancini nello svelare il nome delle aziende coinvolte nello sversamento dei rifiuti, nel corso del servizio offre un’informazione preziosa sulla natura di tali aziende e società: «bisogna tenere presente che sono al massimo 20 le persone che gestiscono il ciclo dei rifiuti in Italia. Sono imprenditori, colletti bianchi, molti al nord e hanno rapporti con i proprietari delle discariche per attestare falsi smaltimenti e bolle falsificate. Tra le aziende erano coinvolte società di dimensioni nazionali che producevano elettrodomestici, concerie, compagnie petrolifere e società siderurgiche. Le società di cui parlo sono ancora nel mercato».

A conferma della consapevolezza della contaminazione delle acque, nel corso del servizio Nadia Toffa parla di alcuni accertamenti svolti, dal 200 al 2003, dall’Agenzia Regionale Protezione Ambientale della Campania (ARPAC). Nei documenti rilasciati a termine degli accertamenti si legge che tutti i valori delle terre e delle acque analizzate fossero nella norma. Gli stessi studi, però, ripetuti nel 2008, hanno offerto risultati del tutto diversi.

Nella relazione firmata dal geologo Giovanni Balestri, infatti, si legge: «tutte le analisi ARPAC sono manifestamente NON corrispondenti alla realtà delle acque di falda campionate e comunque le analisi sono spesso “indirizzate” verso valori favorevoli. E’ ragionevole dedurre come molto probabile un aggiustamento dei valori di concentrazione riportati in questi certificati, tutti timbrati ma non firmati: una riprova può essere l’assenza dei metalli (come il Fe e il Mn), notoriamente presente in questa falda». Dalla relazione firmata da Balestri, pertanto, si palese la consapevolezza non solo del rischio tossico della zona ma anche che i valori sono stati modificati per occultare l’autentica gravità di tale rischio.

Tre anni dopo, l’Istituto Superiore Sanità svolge delle nuove analisi sulle acque della Terra dei Fuochi e scopre la presenza delle seguenti sostanze cancerogene: fluoruri, manganese, ferro, arsenico, triclometano, dicloroetilene e tricloroetilene.

 

 

vittorio neves video porto torre del greco

vittorio neves video porto torre del grecoHa suscitato parecchie polemiche un video musicale del rapper Vittorio Neves girato al porto di Torre del Greco. Nel filmato si vedono, sulla banchina, alcune ragazze in posizione prona nell’atto di mostrare il proprio sedere. La controversia non riguarda più di tanto il video in sé, del quale protagoniste indiscusse sembrano essere le ragazze più che la musica, ma il fatto che sia stato girato in un luogo pubblico alla luce del sole.

La disputa è andata avanti per giorni sui gruppi Facebook dedicati alle tematiche riguardanti la città di Torre del Greco, ma è destinata a riaccendersi adesso che è uscita l’anteprima di quello che sarà il video ufficiale. Sulla pagina Instagram di Vittorio Neves (v.neves17), infatti, è possibile vedere alcune parti del videoclip che si intitola È il mio mondo, una sorta di inno alla vita vissuta sopra le righe. Il video uscirà tra poco tempo anche su YouTube.

Tra gli utenti di Facebook c’era anche chi chiedeva alle autorità competenti di accertare se il tutto fosse stato fatto con i dovuti permessi, tutelando in primis eventuali minori che avrebbero potuto assistere alle fasi di ripresa del video. Non risultano al momento, tuttavia, notizie su indagini in corso.

francesco paolantoni matteo salvini

francesco paolantoni matteo salviniLa crisi di governo ha infiammato ancora di più la già bollente estate 2019. Matteo Salvini ha scelto di spezzare l’accordo con il Movimento 5 Stelle, mostrando la volontà di andare al voto e chiedendo agli italiani “pieni poteri” non meglio precisati. Una formula che ha suscitato numerose polemiche, in quanto fu usata decenni addietro anche da Benito Mussolini.

Francesco Paolantoni non si è lasciato sfuggire l’occasione per commentare l’episodio, con l’ironia che lo contraddistingue. L’attore e comico napoletano, infatti, è spesso protagonista di video che carica su Facebook nei quali commenta i fatti principali che avvengono in Italia. Nei panni di un novello Antonio La Trippa, obiettivo palese della satira di Francesco Paolantoni è il leader della Lega Nord.

“Vi prometto estati con al massimo 26/27gradi. Inverni con almeno 10/11 gradi. Meno tasse, più servizi! Anzi, il servizio non ve lo faccio pagare proprio, va! Tav? No Tav: teletrasporto a gratis! Votatemi. Ovviamente, non per smanie da protagonista ma mi servono i pieni poteri. Ciao italiani!”. 

Un giovane ha gettato una bottiglia di plastica nel mare di Punta Licosa e ha postato il video sui social. Probabilmente a caccia di visibilità e di notorietà, il giovane forse non sa che il suo gesto costituisce un vero e proprio reato e per lui scatterà una denuncia penale.

Con l’ambiente e con la civiltà non si scherza. Un giovane cialtrone ha postato sui social un video che lo ritraeva mentre gettava nel mare di Punta Licosa (nel Parco Nazionale del Cilento) una bottiglietta di plastica al grido ‘via la plastica dalla mia barca’. Un gesto squallido, tanto più se utilizzato per sbeffeggiare una cosa seria e delicata come il plastic free. Abbiamo provveduto immediatamente ad allertare il presidente del parco del Cilento, Tommaso Pellegrino, e le autorità locali per segnalare questo atto vergognoso. La Capitaneria di porto avrebbe già individuato il responsabile: per lui scatterà una denuncia penale“. Lo ha dichiarato Francesco Borrelli, consigliere regionale dei Verdi.

Così come abbiamo fatto per Balotelli che istigò un uomo a gettarsi in mare con lo scooter, così anche per questo ragazzo. La denuncia – ha aggiunto Borrelli – è l’unica strada. E anche lui, come il calciatore, si è scusato. Ma è troppo tardi. Non c’è nulla da scherzare in gesti come questi, nessuna goliardia, solo inciviltà. Si lascia passare un messaggio sbagliatissimo, e per di più sui social. Abbiamo notato, poi, che c’è la tendenza a scusarsi sempre dopo che l’indignazione della gente gli fa capire la stupidaggine che hanno commesso. Non transigeremo mai. Segnaleremo ogni gesto incivile, ogni abuso, ogni inquinamento dei nostri mari!“.

belvedere posillipo

belvedere posillipoNapoli – Gianni Simioli, la voce del La Radiazza ha postato un video sul suo profilo Facebook. Le immagini mostrano croce e delizia di Napoli. La ripresa parte dal panorama del Belvedere di Sant’Antonio a Posillipo, ma termina con la grande mole di rifiuti sottostanti.

La terrazza di Posillipo è ormai diventata nota a tutti per la movida che ogni sera attraversa la Piazza. Abbiamo spesso parlato di questo luogo per motivi negativi come la proposta di matrimonio con la musica a tutto volume che infastidiva i residenti. Oppure dei parcheggiatori abusivi che operano su quella stessa zona.

Questa volta invece è la spazzatura a suscitare il nostro interesse. Dalla terrazza c’è un panorama mozzafiato, pari anche a quello di San Martino. Si può vedere tutta la città ed al calar del sole o al suo sorgere tutto diventa magico.

Basta però guardare per un secondo giù. Sotto la terrazza. Ci sono tanti rifiuti di tutte i frequentatori del posto. Infatti dall’alto si possono notare tantissime macchie bianche. Sono tutti i prodotti in plastica utilizzati per le feste. bicchieri per lo spumante e piatti e forchette per la torta. Infine tante bottiglie di birra e vino.

Nessuno si prende la briga di fare un unico sacco e portarlo via per gettarlo negli appositi contenitori. Lì vige solo un contenitore, quello dello spazio sottostante a Sant’Antonio.
Le istituzioni e le autorità devono intervenire sulla questione perché rovinare un patrimonio del genere andrebbe contro tutta la città.

Un video di protesta e offese da parte di un parcheggiatore abusivo che secondo il consigliere dei Verdi Borrelli sarebbe coinvolto nella gestione del fitto di ombrelloni e sdraio abusivi smantellato proprio stamattina sulla spiaggia libera della Rotonda Diaz dopo le denunce dei Verdi che da tempo si battono per le spiagge libere e gratuite.

Due uomini che attraverso un monologo, offendono il consigliere Borrelli: “Ha ragione Salvini, siete tutti una me**a“, concludono.

La lotta contro l’abusivismo e l’illegalità non conosce compromessi. Stiamo conducendo una battaglia serrata per tutelare il nostro Lungomare e per liberarlo dai lidi abusivi che lo occupano. Questo fenomeno genera un giro di affari che frutta in Campania ogni estate circa 10 milioni di euro esentasse a cialtroni abusivi e delinquenti. Ma il nostro impegno sta iniziando a portare i primi frutti. Oggi un cialtrone, con un video sui social, mi offende per il mio operato perché è stato sequestrato il materiale dell’abusivo a Mappatella Beach. Non gli sta bene, essendo un parcheggiatore abusivo, la mia lotta contro l’illegalità. Chi mi accusa, fra l’altro, è un cittadino che risulta recepire pure il reddito di cittadinanza: forse non è chiaro che chi usufruisce di questa misura deve trovarsi un lavoro legale, non vivere nella criminalità”. Lo ha dichiarato Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi.

La parte sana della Campania – ha aggiunto Borrelli – non accetta più l’alibi del “dobbiamo campare”. L’illegalità va punita sempre e comunque, senza sfumature. Nonostante gli insulti e le minacce noi continuiamo imperterriti la nostra battaglia contro l’abusivismo, chiediamo anzi alle forze dell’ordine di incrementare i controlli e fare terra bruciata di questi delinquenti”.

I Verdi campani intanto hanno preparato un dossier sulla gestione abusiva delle spiagge.

fuochi d'artificio

fuochi d'artificioNapoli – Ancora fuochi d’artificio nella notte. Questa volta il fatto è accaduto in Via Nuova Poggioreale per festeggiare la scarcerazione di un detenuto. Il video è stato pubblicato dal Consigliere Regionale Francesco Emilio Borrelli sui social.

Solo pochi giorni fa parlammo dell’esplosione di questi fuochi durante una notte nella centralissima Via Duomo e tutti i rischi che comporta. Rischi per i passanti e per le auto che transitano. Rischio di debilitare il manto stradale. Mettere a repentaglio anche l’incolumità stessa di chi accende il fuoco.
Soprattutto però quello che è il vero grande problema è che questi petardi sono spesso illegali. Va quindi a beneficiare ed avvantaggiare il mercato nero della camorra.

Altro problema è quello legato ai residenti che non ne possono più di ascoltare questi tremendi rumori tutte le notti. Non li lasciano dormire in pace e sono costretti ad assistere.
Insomma questi avvenimenti che si susseguono sempre più spesso non sembrano vogliano cessare nonostante tutti ne parlino e tutti i cittadini si lamentino.

Bisogna fare qualcosa come dice lo stesso Francesco Emilio Borrelli.
Queste le parole del Consigliere Regionale:
Via Nuova Poggioreale, durante la notte fra martedì mercoledì, è stata letteralmente occupata da un gruppo di incivili. Sulla strada sono state disposte diverse batterie di fuochi, sparate per diversi minuti facendo sobbalzare i residenti della zona e, soprattutto, bloccando la circolazione delle automobili. Un trend che ogni giorno sembra diventare sempre più di moda: sparare fuochi nei pressi del carcere per festeggiare la liberazione di un detenuto. Il tutto esplodendo batterie probabilmente illegali e senza autorizzazione municipale”.

“C’è un problema serio dei cittadini incivili e delinquenti che sparano in ogni ore del giorno e della notte che va risolto. Ma qui siamo all’assurdo. Non è possibile pensare che nelle strade di una grande città come Napoli si permetta a quattro delinquenti di bloccare la circolazione e infastidire i residenti. Non possiamo permettere che questa nuova pratica della parte sporca della nostra comunità continui a creare disagio. Bisogna intervenire al più presto per dare un segnale forte, per far capire che nelle strade pubbliche bisogna rispettare le regole e le norme del codice stradale, non quelle dei criminali. Non è possibile che delinquenti e incivili si sentano liberi di sparare fuochi in ogni ora del giorno e della notte senza che nessuno intervenga”.

Raffaello Carmelo Ripoli, sindaco di Scanzano Jonico, in provincia di Matera è il primo sindaco d’Italia a vietare sul territorio cittadino il 5G, la rete di ultima generazione.

Ripoli teme che le radiofrequenze necessarie siano nocive per la salute, ma di certezze non ce ne sono molte e il dibattito nel mondo scientifico è molto acceso, addirittura l’Istituto Superiore di Sanità ha affermato che la nuova tecnologia è del tutto innocua.

Il 5G sta per essere introdotto in alcune città italiane e consente una trasmissione molto più rapida dei dati ampliando i poteri degli smartphone. L’ordinanza del sindaco Ripoli: «Le radiofrequenze del 5G sono del tutto inesplorate – scrive il primo cittadino – mancando qualsiasi studio preliminare sulla valutazione del rischio sanitario e dell’ecosistema derivabile dalla massiccia istallazione di nuove antenne», cita anche alcune fonti scientifiche.

Un documento del 2019 della Commissione Europea in cui «il 5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche. Viene poi sottolineato il rischio per i cosiddetti soggetti esposti a «ipersensibilità elettromagnetica», e tre studi (due americani dello Iarc e del National Toxicology program e uno italiano dell’istituto Ramazzini) che classificano le radiofrequenze come «possibili cancerogene per l’uomo».

Clicca qui per il servizio!

Si chiama Himari Sugiura, ha sette anni ed è una bambina prodigio. Ha incantato il pubblico di Paestum sabato sera suonando al pianoforte.

Nata a Tokyo, ha iniziato a suonare il pianoforte a soli quattro anni grazie alla madre, pianista dilettante. Oltre a questo strumento, Himari suona anche il violino. Da pochi anni vive in Italia ma viaggia spesso, ritorna in Giappone quando può e si reca in giro per l’Europa.

Il concerto che si è tenuto sabato sera 3 agosto è stato organizzato dal Music Art Project Pæstum 2019. Una rassegna di eventi organizzata dagli Amici di Paestum insieme al Parco archeologico di Paestum, in collaborazione con Ariadimusica, con il sostegno delle associazioni Richard Wagner di Roma, Milano e Ravello, con la direzione artistica di Claudia Bilotti.

A Roma Himari è stata affidata nel 2017 al pianista Gianni Maria Ferrini (allievo del pianista Orazio Frugoni), fondatore dell’Accademia Ariadimusica e Maestro collaboratore al Teatro dell’Opera di Roma per oltre 25 anni. Grazie al maestro la piccola ha potenziato le sue particolari doti musicali pianistiche e ha sviluppato la sua esperienza interpretativa.

Video di Maria Bertizzolo

Maddaloni – Tutta Maddaloni si è riunita oggi, alle 16,00, presso la Basilica Minore Corpus Domini per l’ultimo addio al piccolo Davide Marciano. Il bambino di soli 3 anni era annegato mercoledì scorso nella piscina di un resort di Pozzuoli, dove, con la famiglia, partecipava ad un matrimonio.

La tragedia ha sconvolto tutti ed ha alzato numerosi dubbi sulla responsabilità: si indaga ancora su chi doveva vigilare sul bambino e quattro persone, fra cui gli stessi genitori, sono accusati di omicidio colposo.

Oggi tutta la comunità si è stretta attorno alla bara del piccolo per l’ultimo addio. Lo spazio fuori la chiesa era presidiato dalla polizia e dalla protezione civile.

Tanti bambini e ragazzi hanno preso parte alla funzione indossando una maglietta bianca con la foto di Davide, e una scritta “Ciao Davide resterai per sempre il nostro piccolo monello”. Molto probabilmente, tali t-shirt sono state fatte dall’asilo che il bambino frequentava che si chiama “Il regno dei monelli”. Ieri sulla pagina Facebook dell’asilo è stato pubblicato anche un video dedicato a lui.

Alcuni parenti del bambino sono stati scortati in chiesa dalla polizia penitenziaria. Si tratterebbe di alcuni zii arrestati qualche anno fa per spaccio di sostanze stupefacenti. L’uscita della bara dalla chiesa è stata accolta con fuochi d’artificio, palloncini ed il volo di colombe bianche.

Il corteo funebre è stato accompagnato per tutto il tragitto da una banda musicale. Alla funzione hanno partecipato anche i fratellini più piccoli di Davide, insieme ai genitori.

Aggressione RovigoI fatti sono avvenuti lo scorso giovedì dopo che alcuni napoletani sentendosi osservati e discriminati da dei vigilanti gli hanno chiesto cosa volessero. Da lì l’unica cosa certa è che si è giunti ad una colluttazione con uno dei figli ferito con una sedia.

Il resto è tutto una campana contro l’altro.
Da un lato gli agenti del centro commerciale “La Fattoria” di Rovigo hanno dichiarato che uno dei ragazzi avesse un coltello. Inoltre secondo questi è stata la famiglia ad ingiuriare contro di loro.
D’altro canto il papà che era intento a giocare una schedina, si è scagliato contro i vigilantes dopo aver ascoltato uno scambio di battute tra colleghi sul fare attenzione perché napoletani.

Queste sono le parole di Vincenzo Buonavolta, il papà napoletano: “Ero con i miei due figli. Ho notato che uno dei vigilantes faceva segno all’altro dicendo ‘occhio che sono napoletani!’. Da lì ho reagito chiedendogli che cosa avesse da dire sulla nostra provenienza. A quel punto, durante la discussione, mio figlio viene tirato per la maglia e gli vengono chiesti i documenti, poi un altro degli addetti mi dà un pugno facendomi perdere conoscenza.”
Inoltre ha anche pubblicato un video di risposta ad alcuni commenti social che lo accusavano di essere un delinquente.

Queste invece le parole della controparte.
Erano in tre e prima ed hanno iniziato ad inveire contro gli uomini della sicurezza dicendo che si sentivano osservati e poi li hanno avvicinati minacciandoli più volte iniziando a mettergli le mani addosso, finché i nostri uomini, seguendo le regole di ingaggio, non si sono difesi. Uno dei tre, visto che stava avendo la peggio, è saltato dietro il bancone della pizzeria da asporto prendendo un coltello. Sono stati però sopraffatti e successivamente sono scappati.”

Non sono ancora quindi chiare le dinamiche della vicenda. La certezza è che si tratta di un evento spiacevole e gravissimo che non fa bene ne ai napoletani ne agli abitanti di Rovigo. Certe volte dimentichiamo che siamo tutti dello stesso Paese e che queste sono solo forme di razzismo retrogrado.

Di seguito il video della rissa.

Uscito dalla clinica Olivos, il Pibe de Oro parla ai fan sui social: «Oggi ho camminato di nuovo come quando avevo 15 anni! Mille grazie al mio chirurgo, il dottor Eyharchet, e a tutti quelli che sono stati un po’ di tempo con me alla Clínica Olivos», sono queste le sue parole sul suo account facebook.

Operato negli scorsi giorni alla gamba destra, il fuoriclasse dovrà affrontare un lungo periodo di riabilitazione per tornare perfettamente in piedi.

La nostra redazione gli fa gli auguri di pronta guarigione e di una veloce ripresa.

 

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Hoy volví a caminar como cuando tenía 15 años. Muchas gracias a mi cirujano @Dr.Eyharchet, a todos los que me cuidan en la #ClinicaOlivos, y a Dios. 💪❤

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Nel corso del programma “In Onda”, su La7, lo storico dell’arte Philippe Daverio ha parlato della polemica legata alla TAV. L’opinionista si dichiara fortemente favorevole ed spiega che chi è contrario lo è solo perché non lavora, non produce e non ha alcun interesse ad unire commercialmente l’Europa.

Il primo esempio che fa è quello delle ditte di trasporti su ruote, gestiti, a detta sua, principalmente da camionisti partenopei. Secondo Daverio, poi, tali ditte “Non si rivolgono alle banche, prevalentemente, ma utilizzano strade (per i loro affari) che spesso sconfinano nella camorra”.

Per Daverio, poi, altri oppositori della TAV sono i 5 Stelle, in quanto, sempre a detta sua, non hanno aspirazioni economiche e di vita alte, quindi non hanno bisogno di grandi investimenti e di un lavoro. Secondo il critico, quindi, tutti quelli che si oppongono alla TAV sono persone che non hanno un lavoro e aspirazioni: meridionali, pentastellati e criminali.

Daverio rimarca ancora di più sui meridionali pochi minuti dopo “Non possiamo rimanere all’Italia fiabesca del Regno delle Due Sicilie, fortunatamente quel periodo è finito 150 anni fa, ora dobbiamo dare spazio ad un nuovo Paese che lavora, che investe e che ha bisogno di essere sempre più collegato all’Europa”.

Quello che è accaduto oggi in una stazione della Circumvesuviana, accade quasi tutti i giorni e chi è abituato a viaggiare con i mezzi pubblici sa bene che è routine. Questa volta, però, a riprendere l’accaduto c’era un cittadino che ha inviato il suo video al Consigliere Regionale, Francesco Emilio Borrelli, che l’ha pubblicato sul suo profilo social, denunciando il fatto.

Il video mostra un ragazzo che timbra il suo biglietto ai tornelli e alle sue spalle un altro ragazzo si infila prima che la porta possa chiudersi, senza fare il biglietto. I cittadini chiedono a gran voce nuovi treni e migliori servizi, ma se si continua a non fare il biglietto, questo non avverrà mai.

Queste le parole del Consigliere Borrelli sulla sua pagina Facebook: “Siamo a fianco degli utenti della Circumvesuviana nel chiedere nuovi treni e servizi migliori. Ma ricordiamo che per ottenerli è necessario pagare il biglietto. Quello che vedete nella foto non è un episodio sporadico ma capita spesso nelle stazioni”.

Napoli e abusivismo. Ne abbiamo sentite, i più sfortunati vissute, troppe di storie di questo genere, dove il desiderio di un singolo si ritorce contro gli altri.
Mancanza di rispetto alla base e anche infrazione delle leggi ruiguardanti il benessere civile.
C’era stato il caso degli sposi che avevano bloccato, senza nessuna concessione comunale, una strada del quartiere di Montesanto per sfilare su un tappeto rosso, quello della proposta di matrimonio abusiva, occupando il belvedere di Sant’Antonio.

E ancora, il neomelodico che lo scorso mese aveva bloccato un quartiere di Bagnoli per “omaggiare” due bambine che l’indomani avrebbero ricevuto il sacramento della comunione.
Stavolta il problema abusivismo ha toccato i residenti della zona Mercato.
Il fatto è accaduto tra lunedì e martedì, nella zona a ridosso di piazza Mercato, in via Conte di Castelmola. È stato allestito un concerto fino a tarda ora, bloccando tra l’altro illegalmente la strada al transito delle auto, con tanto di fuochi artificiali che hanno lasciato la strada in condizioni pietose.

Pare che il motivo del “festeggiamento” fosse la nascita di un bambino. Così, un evento gioioso per un singolo, si è trasformato nell’ennesimo caso di sconfinamento dei diritti e dello spazio pubblico.

Sono intervenuti i Verdi: “Ancora una volta gli incivili hanno impedito il riposo dei cittadini, allestendo esibizioni musicali e fuochi artificiali senza autorizzazione. Cittadini hanno chiamato per ore 113 e 112 che prima non hanno risposto e poi non sono intervenuti”.

Il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli: “Oramai il fenomeno degli schiamazzi notturni legati a concertini improvvisati, allestiti senza alcuna autorizzazione, ha assunto contorni preoccupanti. Si tratta di un fenomeno inaccettabile e incivile, anche perché gli organizzatori non si degnano di ripulire quello che loro stessi hanno sporcato.

Basti vedere come si presentava il luogo dove sono stati esplosi i fuochi artificiali nella mattinata di martedì. Per ore è stato chiamato il 113 e il 112 ma prima non ci sono state risposte e poi quando è stato possibile segnalare la vicenda non sono intervenuti”.

Una situazione davvero umiliante per tutta la città di Napoli è quella che si può, purtroppo, vedere e constatare con occhi e mani presso Vico Storto Sant’Anna di Palazzo.

Dal video è chiaro quanto la situazione non riguardi più prettamente lo smaltimento di rifiuti, ma l’ inciviltà del singolo cittadino che sembra ormai sfuggire di mano a tutti. Immagini sconcertanti, di una strada praticamente bloccata da rifiuti, che potremmo definire “speciali”. Un armadio, sedie di plastica, oggetti in legno che sembrerebbero ante, porte e basi di tavoli, il tutto depositato al centro della strada, al punto tale che non solo questa situazione mette in tilt il traffico, ma blocca gli accessi da una strada all’altra.

Ma la cosa più grave è che questa “discarica abusiva” sembra non essere affatto un evento casuale, ma in maniera consueta e ripetitiva si rigenera in questa strada. Come se per alcuni cittadini fosse cosa normale lasciare questi rifiuti ingombranti in strada.

A rendere ancora più umiliante questa situazione è la presenza di alcuni turisti che continuano a girare video e foto, presentando al mondo intero un’immagine di Napoli decisamente negativa. Ma a quanto pare, constatando la vergognosa realtà, tutti i pregiudizi che tanto si vogliono combattere e sdradicare, rispuntano tutti in questo “fazzoletto” di strada ferocemente degradato.

 

Dopo un pò di tempo, un camioncino addetto allo smaltimento e alla raccolta di rifiuti si è recato sul posto, ma la quantità di rifiuti è tanta che non tutta la strada è stata ripulita. Serviranno alemeno altri 3 o 4 trasporti per rimuovere armadi e materassi lasciati a terra.

OR.S.A.

OR.S.A.È oltre i 44 gradi la temperatura all’interno dei bus EAV (Ente Autonomo Volturno): a denunciare i disagi è stato il sindacato dei macchinisti OR.S.A. tramite un video. La situazione documentata è quella di un bus tra la stazione della Circumvesuviana di Vico Equense e la Marina di Seiano, nella Penisola Sorrentina.

All’interno del mezzo manca l’aria condizionata con probabili inevitabili conseguenze su personale e passeggeri. Quello che preoccupa ulteriormente, infatti, è l’aumento delle temperature nel mese di agosto che trasformerebbe i bus EAV in veri e propri forni facendo arrivare ben oltre gli attuali 44 gradi le temperature interne.

“Queste sono le condizioni in cui sono costretti ad operare i lavoratori dei bus dell’EAV, essi oltre a sopportare quotidianamente il dover utilizzare bus in condizioni pietose, devono poi subire i condizionamenti diretti ed indiretti dei propri funzionari superiori che fanno indebite pressioni affinché siano in servizio il maggior numero possibile di bus indipendente dai loro guasti, incuranti delle ricadute che possono esserci sulla salute dei lavoratori e dei viaggiatori.

“Il Sindacato OR.S.A. ha sempre denunciato questa incresciosa situazione perché ritiene che la civiltà di una città, di una regione, si misuri anche dalle condizioni in cui versa il trasporto pubblico locale”, queste sono le parole del sindacato OR.S.A. che accompagnano la denuncia-video delle condizioni dei bus EAV nel periodo estivo.

Il sindacato OR.S.A. è un insieme di Organizzazioni Sindacali provenienti da esperienze diverse ma unite nel voler stare dalla parte di lavoratori e cittadini.

La situazione dei mezzi in una delle zone campane più frequentate durante il periodo estivo è semplicemente pericolosa oltre che inaccettabile.

Un uomo è stato ripreso mentre lavava la sua auto nel cimitero di Santa Maria Capua Vetere. Tante le segnalazioni dei cittadini.

Tempestivo intervento dell’assessore ai Servizi Cimiteriali Virgilio Monaco e degli agenti del Comando di Polizia Municipale che, a seguito della segnalazione diramata dai canali social media della Onlus Ciò che vedo in Città, hanno prontamente identificato l’uomo che, nella giornata di ieri, è stato sorpreso mentre utilizzava una fontana dell’area cimiteriale per lavare la propria auto.

All’uomo, V.P. di Santa Maria Capua Vetere, dopo l’attività di indagine condotta dagli agenti della Polizia municipale sono state contestate in queste ore due violazioni di cui una relativa al codice della strada e l’altra con riferimento al regolamento di polizia mortuaria.

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