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Paura a via Aniello Falcone, nota zona della movida napoletana. Nella notte tra martedì e mercoledì, infatti, alcuni ragazzi, armati di fumogeni li hanno accesi, creando una scena terrificante.  La zona sembrava essere messa “a ferro e fuoco” per via di questi fumogeni, accesi sul marciapiede.

I residenti sono rimasti terrorizzati, poiché pensavano fosse scoppiato un incendio, tanto da allertare i vigili del fuoco. Gli abitanti della zona hanno ripreso la scena, con i propri telefoni, per poi passare i video alla polizia municipale.

Sull’episodio sono intervenuti sia il consigliere dei “Verdi” Francesco Emilio Borrelli che dal consigliere comunale del “Sole che ride” Marco Gaudini. I due conisiglieri hanno denunciato l’accaduto.

Francesco Emilio Borrelli,in particolare, in un comunicato, stigmatizza l’accaduto: “Nella notte tra martedì e mercoledì un gruppetto di teppisti ha improvvisato una fumogenata in prossimità del parapetto di via Aniello FalconeLa strada è stata messa letteralmente “a ferro e fuoco” da una movida che appare sempre più maleducata e refrattaria alle regole. I residenti terrorizzati hanno pensato si trattasse di un incendio e hanno allertato i vigili del fuoco. Oramai lungo la strada tutto sembra essere lecito. Occorre dare una regolata al fenomeno, non è accettabile che la vita dei residenti diventi un inferno a causa dei maleducati“.

Il consigliere comunale del Sole che Ride Marco Gaudini, invece, continua: “La fumogenata non è che l’ultimo capitolo di una lunga serie di atteggiamenti incivili. Dopo una certa ora via Aniello Falcone diventa terra di nessuno. La movida aggredisce letteralmente la strada. I locali sparano musica a tutto volume, impedendo ai residenti di riposare. I parcheggiatori abusivi posizionano le auto in seconda fila paralizzando la circolazione”.

“Gli avventori urlano – prosegue – e insozzano ogni angolo dei marciapiedi, abbandonando bottiglie vuote e rifiuti di ogni genere. Abbiamo trasmesso il video della fumogenata alla polizia municipale, chiedendo di intensificare i controlli. Resteremo a fianco dei residenti di via Aniello Falcone. Non è giusto che siano loro a pagare il prezzo di una movida che non conosce cosa significhi il rispetto delle regole“.

Diego Armando Maradona: basta solo il nome per far sussultare il cuore dei napoletani ed evocare in loro i ricordi. Calcisticamente parlando i più piacevoli e significativi che abbiano.

Il Pibe De Oro ha considerato Napoli come una tappa fondamentale della sua carriera, probabilmente la più significativa. Ha sempre colto l’occasione per sottolineare il suo fortissimo legame con il capoluogo campano e la sua gente.

Il regista inglese, ma di origine indiana, Asif Kapadia ha realizzato un film sul Pibe De Oro dal titolo “Diego Maradona”. Questo film sarà presentato in anteprima al prossimo festival di Cannes 2019.

Il regista, classe 1972, aveva già realizzato dei film su Ayrton Senna ed Amy Winehose, dai titoli “Senna” ed “Amy”. Il leggendario campione di Formula 1 e la giovanissima cantante inglese, sono accomunati dal fatto di essere morti prematuramente; in particolare, moltissimi ricorderanno il maledetto incidente costato la vita a Senna.

Per il film su Maradona è stata pubblicata una prima clip, dalla quale si può vedere quanto siano stati importanti nella vita calcistica e personale, gli anni di Napoli per il “D10s” del calcio ed il legame viscerale con i napoletani.

Di seguito la clip:

Torre del Greco – L’esenzione del ticket rilasciata dall’ASL è un documento vitale per tantissime persone. Grazie ad esso, infatti, è possibile ottenere farmaci specifici e cure mediche gratuitamente per tanti malati che, altrimenti, non potrebbero permettersi tali cure. E’ facile capire la gravità del non riuscire a recuperare velocemente tale esenzione. E’ quello che sta succedendo in moltissime ASL campane, dove, a causa delle file chilometriche, richiedere il rinnovo di tale documento sta diventando un’impresa.

Disagi di questo tipo erano già stati evidenziati a Torre Annunziata e, purtroppo, non è un caso isolato. Sono giorni che l’ASL di Torre del Greco, nei pressi del Bottazzi, è letteralmente assediata ogni giorno da centinaia di persone che chiedono solo ciò di cui hanno diritto. La gente è costretta ad arrivare sul posto ore prima, magari nella notte, per riuscire ad arrivare all’ufficio e, nonostante questo, con code di oltre duecento persone, in tanti tornano a casa a mani vuote.

Un video, girato da qualcuno in fila, ha mostrato le condizioni drammatiche di queste file. Gli uffici aprono alle 15 del pomeriggio e chiudono alle 18, ma dalla mattina la calca si forma: chi si porta il panino da casa per mangiare qualcosa nell’attesa, anziani che si sentono male e che vengono portati via in ambulanza, una volante dei carabinieri costretta a presidiare la zona costantemente.

Il video è stato poi inviato a Striscia la Notizia. Il giornalista del programma Luca Abete è arrivato sul posto per fare domande alle persone presenti. Secondo quanto è stato dichiarato il problema è che l’ufficio apre solo per le tre ore dette in precedenza e solamente per due giorni a settimana: un lasso di tempo minimo rispetto al numero di richiedenti.

Abete ha anche intervistato la direttrice generale dell’ASL Napoli 3 Sud, la dottoressa Antonietta Costantini. Dalle dichiarazioni della donna emergono due criticità fondamentali che hanno generato una simile crisi: carenza di personale specializzato per rilasciare l’esenzione, da qui la necessità di restare aperti per poche ore e per pochi giorni, e un numero impressionante di richieste di esenzione false su cui sta indagando la finanza, cosa che avrebbe aumentato illecitamente ed eccessivamente il numero dei richiedenti.

Ponte di Pasqua caratterizzato dal maltempo. Tra sabato e lunedì, infatti, forti perturbazioni si sono concentrate nella nostra regione, causando non pochi disagi. E’ il caso dell’Isola d’Ischia dove, a causa di una violenta mareggiata, c’è stata una vera e propria invasione di alga posidonia.

La mareggiata, infatti, ha generato un “tappeto” di alghe misto a detriti, esattamente nel borgo di Ischia Ponte: il piazzale aragonese è, attualmente, off-limits per veicoli e pedoni, in attesa che il miglioramento del tempo permetta di ripristinare la viabilità.

Più in generale, poi, le avverse condizioni meteo hanno reso difficile anche l’arrivo dei turisti sull’isola in questi giorni di festa. Di seguito, il video che mostra il particolare fenomeno generatosi ad Ischia a seguito della mareggiata di queste ultime ore:

CAIVANO – Scene di ordinaria incivilità. Un uomo scende dalla propria macchina e sversa cinque sacchi di rifiuti speciali in un area verde pubblica. E’ quanto successo ieri, nel corso dei festeggiamenti pasquali, a Caivano. A testimoniarlo, il video di un cittadino, che ha ripreso l’accaduto con il proprio cellulare.

Grazie al video, in cui è ben visibile la targa della macchina dello sversatore, è partita la denuncia di Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi, che ha ricevuto il video. «Ho provveduto – ha dichiarato Borrelli – a segnalare alle autorità competenti la targa del veicolo dal quale sono stati scaricati diversi sacchi di rifiuti speciali nel bel mezzo di un’area verde, pubblica, nel comune di Caivano. Grazie alla collaborazione di alcuni cittadini, che non sono rimasti inermi di fronte alla scena vergognosa dell’ennesimo affronto al loro territorio e hanno deciso di riprendere questo delinquente con il cellulare, ho avuto la possibilità di denunciare in modo circostanziato l’autore dello sversamento illecito di rifiuti. Mi auguro che con la massima celerità e con altrettanta severità si risalga alla sua identità e, soprattutto, a quella di chi gli ha ordinato di compiere questo atto di barbarie ambientale, affinché vengano puniti in modo esemplare».

«Tolleranza zero contro chi inquina e avvelena il nostro territorio – ha proseguito il consigliere – e questo episodio dimostra come sia importante la collaborazione dei cittadini che, anche attraverso segnalazioni anonime, possono aiutare le forze dell’ordine e la magistratura a risalire agli autori dei tanti scempi ambientali che ancora oggi vengono perpetrati da delinquenti senza scrupoli ai danni del nostro territorio».

Pasquetta, giorno della tradizionale processione dei fujenti alla Madonna dell’Arco. Come ogni anno si sono registrati numeri da capogiro per quello che ormai è un appuntamento imperdibile.

Oltre 400mila persone hanno reso omaggio alla Vergine, i battenti, nella loro uniforme che risale al ‘500. Vestiti di bianco con una fascia rossa intorno alla vita ed una azzurra a tracolla. Ma non sono mancate le critiche:

Scene d’altri tempi, una via di mezzo tra fanatismo religioso e folklore che mettono in luce quanto  siano refrattari alle regole e ad una certa evoluzione culturale alcuni napoletani. Con l’avvicinarsi della Pasqua tornano per le strade cittadine i Fujenti delle associazioni madonna dell’Arco. Oltre a chiedere soldi ai passanti, non si bene a quale scopo e a che titolo, la loro massima espressione è quando con esibizioni spontanee decidono di paralizzare indisturbati la circolazione in città, come è evidente dal video che ci hanno inviato da San Giovanni a Teduccio. Addirittura al Pallonetto di Santa Lucia  angolo via Solitaria, sono stati esplosi fuochi d’artificio  in vicoli stretti che hanno procurato un incendio sul terrazzo privato procurando danni ai suppellettili sfiorando una tragedia. Siamo di fronte a riti pagani pericolosissimi che vanno regolamentati per non arrecare danni agli altri“. Lo hanno detto Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi e Marco Gaudini, consigliere comunale del Sole che Ride.

Il libero arbitrio, anche se camuffato da fede religiosa – hanno aggiunto Borrelli e Gaudini –  va combattuto. Questa è prepotenza, è voler imporre delle regole proprie come nel Far West. Durante le esibizioni dei Fujenti si vedono coinvolti  interi nuclei familiari e bambini a cui vengono trasmessi comportamenti discutibili e illeciti in un paese civile“.

Durante la serata di oggi, il programma “Su di me”, in onda sul canale “Real Time” (canale 30 Dt e 160 e 161 di Sky) ha deciso di dedicare una puntata al ballerino e presentatore Stefano De Martino. Il programma inizierà alle ore 22.20.

Nel frattempo, la pagina del canale Tv ha dedicato un’anteprima alla puntata di stasera. Nel video si vede De Martino parlare con la nonna, nella natia Torre Annunziata, cittadina costiera della Città Metropolitana di Napoli. E’ qui che la vita e anche la carriera del marito di Belen Rodriguez ha avuto inizio. “Tu sei il primo nipote” ripete orgogliosa la nonna del ballerino.

Prima di approdare ad Amici di Maria De Filippi, Stefano ha lavorato per diverso tempo come fruttivendolo. In seguito poi ha intrapreso la carriera di ballerino nei teatri campani. L’arma segreta di De Martino (come spiega lui stesso nella puntata) è stata la “marcia in più“, la quale gli ha permesso di diventare famoso in tutta Italia.

La Juventus è stata eliminata dalla Champions League, surclassata sul piano del gioco dall’Ajax, una squadra di ragazzi giovanissimi che dimostra che anche con “il circo” si possono scrivere pagine importanti nella storia del calcio. I lancieri, certamente, non hanno ancora vinto il trofeo più prestigioso d’Europa, ma questa semifinali sulla quale nessuno avrebbe scommesso qualche mese fa ha già un sapore molto dolce.

Il popolo del web, appena avvenuto il triplice fischio che ha condannato i bianconeri all’ennesimo fallimento europeo per una squadra che ha comprato Ronaldo per vincere la Champions, ha immediatamente inondato i social con post che prendono in giro la Juventus. D’altra parte, stiamo parlando della squadra il cui motto è “Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”.

Promette di diventare l’hit della settimana la parodia di Mario Ferri, il Falco, celebre per le sue invasioni di campo. Che tra lui e la Juventus non scorra buon sangue è cosa arcinota. Il Falco ha realizzato una cover creativa di “Soldi”, la canzone di Mahmood che ha vinto Sanremo 2019, modificandone il titolo in “Sogni”. A nemmeno 24 ore dalla pubblicazione il video ha superato abbondantemente le 4000 condivisioni, raccogliendo i consensi di mezza Italia, quella non bianconera.

Napoli – Spesso, persone insospettabili sono responsabili delle peggiori forme di inciviltà. Ne è un esempio quanto avvenuto e registrato poche notti fa nel Centro Storico di Napoli. A via Mezzocannone, di sera sempre affollata e trafficata per giovani e studenti che si riuniscono per divertirsi e passeggiano, un uomo anziano, distinto ed insospettabile sosta con il cagnolino di razza al guinzaglio vicino ad una panchina.

La panchina, pur se comunissima, di plastica e di scarso valore, è un punto di riferimento per napoletani e turisti che dopo la ripida salita di Mezzocannone cercano un po’ di ristoro. L’anziano prima si guarda un po’ attorno, poi, improvvisamente, solleva la panchina con un braccio e va via insieme alla refurtiva ed al cagnolino.

La particolare scena è stata ripresa dalla telecamera esterna della pizzeria San Gennaro. Il titolare ha pubblicato il video il 15 aprile sulla pagina Facebook del locale, commentando: “Buongiorno questo e quanto succede ancora nel 2020 non avrà meno di 60 anni ..ruba la panchina..dove tutti gli avventori residenti e turisti di Napoli passando per via mezzocannone sostavano .Complimenti”.

E’ incredibile come l’uomo abbia potuto fare tutto questo indisturbato in una zona tanto trafficata. Anche nel video si nota come passassero ancora persone sia a piedi che in macchina. Oltretutto, per tutta la notte volanti della polizia attraversano la strada per impedire fenomeni di criminalità. Nonostante questo, l’uomo, senza problemi, ha sollevato una panchina e l’ha portata con sé per il centro.

Ieri sera la Juventus ha perso 1 – 2 contro l’Ajax allo Juventus Stadium. Si è chiusa così, ai quarti di finale, la Champions League per i bianconeri. L’Ajax, sulla carta, doveva essere un’avversaria “semplice”, ma gli olandesi hanno dominato la partita con un gioco spettacolare che non ha lasciato scampo al team italiano.

La sconfitta della Juve ha scatenato l’entusiasmo dei tifosi azzurri. Un clima di festa si è scatenato dai social fino alle strade di Napoli. In molti comuni e quartieri sono stati sparati fuochi d’artificio come a Capodanno. Un video, pubblicato dalla pagina Facebook “Una voce per Secondigliano” mostra lo spettacolo pirotecnico improvvisato a rione Berlingieri nell’istante in cui il fischio dell’arbitro ha segnato l’eliminazione dei bianconeri.

Un’ironia ed un clima festoso che si è diffuso ovunque. Sui social in molti hanno evidenziato il bel gioco dell’Ajax, altri hanno fatto notare come gli olandesi abbiano vinto nonostante una rosa che, sulla carta, era molto inferiore a quella dei bianconeri, altri ancora si sono soffermati su Cristiano Ronaldo, acquistato dalla Juve proprio per ambire alla coppa europea: un investimento milionario che, però, non ha dato i suoi frutti nemmeno quest’anno.

Qualcuno, più malizioso, fa notare come, stranamente, la squadra torinese riesca ad essere regina del Campionato in Italia, ma si trovi nella mediocrità ogni qual volta partecipi ad una competizione al di fuori dei confini e della sua area d’influenza.

De Magistris alla presidenza della Regione Campania. Lo ha annunciato il sindaco di Napoli in diretta tv. Questa mattina, il primo cittadino napoletano è stato ospite di “Agorà”, talk politico in onda su Rai 3 condotto da Serena Bortone. Una breve intervista nella quale il sindaco ha parlato dell’incendio del Notre-Dame, ricordando le parole di elogio che i presidente francese Macron ebbe per Napoli.

Inevitabili, però, anche le domande in vista delle prossime elezioni europee, dove il partito di de Magistris (Democrazia e Autonomia) non si è candidato. Ma, per le elezioni regionali in Campania, il sindaco di Napoli ha annunciato che il suo movimento politico si candiderà: “Le posso dire che ci candideremo alla Regione Campania fra un anno, questo sicuramente“, ha dichiarato de Magistris.

Nel 2020 scadrà il mandato dell’attuale presidente Vincenzo De Luca. Da capire, però, se sarà proprio de Magistris a candidarsi. L’attuale sindaco di Napoli non scarta questa ipotesi: “Questo è probabile. Lo verificheremo anche in base alle alleanze che riusciremo a costruire. La Campania potrà essere un laboratorio alternativo alla Lega sicuramente, e anche a questo governo“. A questo LINK, la puntata di “Agorà” andata in onda stamattina con l’intervista a de Magistris.

La notizia dell’incendio alla cattedrale di Notre Dame di Parigi ha sconvolto il mondo intero. Nella notte l’incendio è stato domato dai vigili del fuoco e la cattedrale pare sia stata messa in salvo, nonostante sia crollata la guglia e il tetto. All’interno, era da poco iniziata la celebrazione della messa quando è scattato l’allarme e tutti i presenti si sono precipitati all’esterno. Mattino 5, condotto da Federica Panicucci, ha rintracciato una turista napoletana presente a Notre Dame proprio in quei momenti, insieme al suo compagno.

Queste le parole della donna che ha vissuto attimi di panico: “Io sono arrivata a Notre Dame alle 17, alla fermata della metro, e alle 17.30 mi sono trovata all’ingresso. Volevo salire sulle torri, però per motivi tecnici erano state chiuse alle 16.30. Teoricamente alle 18 sarei dovuta trovarmi proprio sulle torri, dove c’era l’incendio. Fortunatamente non mi ci sono trovata perché le torri erano chiuse, così, io e il mio ragazzo siamo entrati nella cattedrale perché alle 18 c’era la messa. Ci siamo seduti e dopo circa 10 minuti dall’inizio della messa è scattato un allarme, in francese, un messaggio, non so cosa diceva perché non conosco il francese. Non l’hanno detto in nessuna altra lingua e dopo circa 5 minuti da questo discorso in francese è scattato un allarme che sembrava un allarme antincendio. Ci siamo tutti ammassati. Ci abbiamo messo tipo 15 minuti per arrivare all’ingresso della navata della chiesa. Non pensavo fosse un incendio, stando a Parigi ho pensato ad un attentato“.

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È una storia che ha tutte le apparenze dell’assurdo quella raccontata ieri sera dal programma TV “Le Iene”. Silvio Schembri si è recato a Capri, dove il giovane Christian costretto per tutta la vita sulla carrozzina non riesce ad ottenerne una nuova, nonostante l’ASL abbia già disposto per intero la copertura economica di quella di cui ha bisogno.

Il giovane disabile, dopo aver prodotto tutta la certificazione necessaria e dopo che un medico avesse accertato che la tua attuale carrozzina fosse, effettivamente, vecchia, guasta e da cambiare, si è rivolto a un’azienda ospedaliera di Napoli. Il titolare, però, gli chiede di integrare la somma di 4,500 euro perché, a suo, avviso, i 20mila euro forniti dall’ASL non sarebbero sufficienti. Nel servizio si sottolinea più volte come, al contrario, in quella somma sarebbe già compreso il guadagno per il titolare.

Christian sceglie così di recarsi personalmente dal titolare, il quale oltre a ribadirgli di non volergli consegnare la carrozzina, a meno che il ragazzo non sborsi i 4,500 euro, tenta anche di rifilargliene una da 10mila euro, nascondendogli il prezzo che sarà successivamente rivelato a Schembri.

Il titolare rifiuta inoltre di restituire adducendo diverse scuse la documentazione al ragazzo. Alla fine l’intervento dell’avvocato dell’azienda, anch’egli probabilmente all’oscuro della vera situazione, risolverà il tutto.

Per guardare il servizio completo cliccare qui.

Stefano De Martino

Stefano De Martino

Stefano De Martino, il ballerino di origini campane, attualmente alla conduzione del programma “Made in Sud” sulla televisione Nazionale, che sta riscuotendo un discreto successo, non dimentica le proprie origini.

Venerdì 19 Aprile, il programma “Su di me”, in onda sul canale “Real Time” (canale 30 Dt e 160 e 161 di Sky) dedica uno speciale al ballerino. La storia di una persona che, nonostante il successo e la notorietà raggiunte, non ha perso l’umiltà né il legame con la sua terra.

Nella promo pubblicitaria del programma, sulle note della canzone “Caruso”, cantata da Lucio Dalla, De Martino sostiene che proprio la sua origine è “la marcia in più” che lo ha sostenuto durante il suo percorso.

Originario di Torre Annunziata, paese situato nella periferia a sud di Napoli, che ha sempre fieramente sostenuto, prima di avere successo nel programma “Amici” di Maria De Filippi, lavorava come fruttivendolo.

In una immagine suggestiva della pubblicità, in cui lo si vede sorridente accanto alla nonna, il ballerino dice che l’autenticità che la caratterizza è come quella della sua terra.

Nel corso del programma, De Martino, parlerà della sua vita: dalle sue origini ai vari lavori svolti per potersi permettere gli studi di danza. Dapprima parcheggiatore, poi fruttivendolo per pagarsi le lezioni della disciplina che lo ha portato alla ribalta; senza trascurare il legame viscerale con la propria terra; l’amore per la famiglia (meraviglioso il frame in cui è sorridente accanto alla nonna) e per i valori.

Un racconto intimo, attraverso gli occhi dell’artista che spiega i quartieri popolari del suo paese, le passeggiate al porto e il rapporto con gli amici. Un De Martino intimo, inedito, come nessuno aveva mai visto.

L’enorme portata comunicativa dei social ha permesso di realizzare il sogno di un piccolo bambino non vedente. Parliamo di Francesco, e del suo più grande desiderio: incontrare Enzo Avitabile. Il musicista napoletano è stato raggiunto da migliaia di messaggi di solidarietà, finché non ha ufficializzato che ben presto sarebbe andato a trovare Francesco. E l’incontro si è finalmente avverato.

Visibilmente emozionato, Francesco non riesce a trattenere la gioia. Il suo idolo, mai così vicino, che canta dal vivo assieme a lui. I due hanno provato anche un duetto, intonando insieme “Don Salvatò”. “Grazie per la tua lettera e auguri per la tua nuova avventura nell’intraprendere lo studio della musica – ha scritto Avitabile sui social -. A presto un grande progetto con il Conservatorio di Napoli per i bambini diversamente abili“. Di seguito, il video:

Gli ospedali del Sud paragonati a quelli del Nord nel servizio realizzato dalle Iene, che mostra l’incubo dei pazienti negli ospedali del Sud e l’efficienza di quelli del Nord. Gaetano Pecoraro ha misurato le durate delle visite, come lavorano gli operatori delle ambulanze e quanto tempo ci vuole per svolgere un esame TAC dopo un incidente. In Lombardia ci vogliono 50 minuti: l’arrivo dell’ambulanza, poi in ospedale, esami del caso e dimissione dal pronto soccorso.

In Calabria, invece, il pronto soccorso dei codici bianchi e verdi sono chiusi per assenza dei medici. Quando arriva una donna che ha subito un incidente e ha bisogno di una TAC deve aspettare due ore e mezza per essere visitata, rischiando anche di dover essere trasferita a Reggio Calabria per la TAC non funziona. Al Nord, una donna che ha subito anche lei un incidente nel giro di 45 minuti i medici hanno già il referto.

Un paziente con un arresto cardiaco al Policlinico di Milano viene subito messo in salvo. In Calabria, un paziente ricoverato da ben 5 settimane deve effettuare una TAC, ma deve essere trasportato a più di 40km, in un altro ospedale. E pensare che doveva essere già dimesso una settimana prima, ma non aveva potuto effettuare la TAC. In Calabria, il monitor in ambulanza è scarico, manca il tubo per il respiratore, la TAC non funziona e tanti altri problemi; ma dalle parole di chi lo gestisce si viene a sapere che il costo per mantenere in piedi la struttura è di 800 milioni di euro con la metà dei posti del Policlinico di Milano, dove il costo è di circa la metà ma funziona tutto ciò che deve funzionare. A questo LINK, il servizio completo andato in onda ieri.

Durante la cerimonia di inaugurazione della piazza a Carlo di Borbone, a San Giorgio a Cremano, abbiamo avuto l’occasione per intervistare il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli. In settimana si è ancora una volta parlato del matrimonio di Tony Colombo e di tutte le polemiche che ne sono seguite. In particolare, vi abbiamo raccontato di ciò che è accaduto mercoledì scorso a “Live: Non è la D’Urso”, dove era ospite proprio il consigliere Borrelli. Durante la trasmissione, quest’ultimo è stato zittito in diretta tv dalla conduttrice. Un atteggiamento non consono nella misura in cui si dovrebbe garantire a chiunque la massima libertà d’espressione. Diritto che è stato negato a Borrelli; un fatto di per sé grave, ma che assume una connotazione ancora più negativa poiché è stata negata la parola ad un rappresentante delle istituzioni.

E’ stato fatto un grande errore ad interrompere il collegamento – spiega ai nostri microfoni Francesco Emilio Borrelli -, e lo dico da giornalista. Il collegamento è stato interrotto appena ho cominciato a raccontare la vera storia di questa vicenda. Ci sono situazioni che vanno approfondite in merito alla Polizia Municipale, alla prefettura, dell’esercito, alla sovrintendenza, cioè di tutti quegli organi preposti a controllare quello che doveva essere un flash-mob, ma che poi si è trasformato in un concerto. Lo ribadisco, l’autorizzazione per un flash-mob non consente di fare un concerto con tanto di palco ed amplificazione. Dall’altra parte, invece, non c’era nessuna autorizzazione per rallentare il traffico a corso Secondigliano. Nel momento in cui ho iniziato a parlare, non esiste che il conduttore consenta all’altro ospite, che aveva già parlato assieme alla sua signora, di interrompermi in continuazione“.

La veridicità storica, come abbiamo raccontato quest’oggi a proposito dei Borbone, vale anche per la signora Tina Rispoli ed il suo consorte Tony Colombo – prosegue Borrelli -. Quest’ultima, proviene da una storia con un camorrista, con il quale è stata sposata per 17 anni. E’ una storia di camorra seria. Non posso credere che la signora non si fosse accorta di nulla, nonostante il marito fosse stato arrestato in più di un’occasione e gli fossero state amputate le mani. E’ da chiarire da dove provengono i soldi di questa famiglia. E’ una vedova di camorra, e non è lei che deve rappresentare Napoli. Avremmo voluto che si parlasse di una Napoli che lotta contro la camorra, che fa matrimoni sobri, che non blocca il traffico e che rispetta le regole. Appena abbiamo provato a parlarne siamo stati zittiti, ma il messaggio è passato ugualmente, perché in molti si sono resi conto di quanto questo matrimonio abbia danneggiato l’immagine della città e di quei napoletani che combattono contro la criminalità organizzata“.

Un altro pezzo di storia è stato riportato alla luce. Ieri, presso la sede del Comune di San Giorgio a Cremano, si è tenuta l’intitolazione della piazza dove ha sede l’amministrazione cittadina. Cancellato Vittorio Emanuele II dalla toponomastica: da oggi c’è piazza Carlo di Borbone. Un cambiamento di portata storica, che certifica la voglia della città vesuviana di rendere il giusto omaggio a quel passato andato perduto – e “storpiato” – dopo l’Unità nazionale. La mattinata è iniziata nel cortile del municipio, dove è stato apposto un busto in marmo di Carlo di Borbone ad opera del maestro Guglielmo Muoio, donato alla città dall’Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie. Poi, si è proseguito nella Sala Consiliare “Aldo Moro”, dove si è tenuta una breve conferenza stampa di presentazione.

Giorgio Zinno, sindaco di San Giorgio, si è esposto in prima linea affinché avvenisse questo cambiamento nella toponomastica cittadina: “Abbiamo scelto di intitolare la piazza a Carlo di Borbone perché è stato una figura fondamentale per la crescita culturale ed artistica del territorio – ci racconta ai nostri microfoni –, basti pensare alla costruzione della Reggia di Portici. Si tratta di un personaggio storico a cui vanno riconosciuti i giusti meriti“.


Ciononostante, Zinno ci tiene a precisare che la riscoperta di un passato per troppo tempo sottaciuto non deve necessariamente pregiudicare l’Unità nazionale: “Quella del Sud Italia è una storia importante, ma che non cambia la nostra identità, il nostro sentirci italiani“. Il sindaco fa riferimento ad alcuni fischi che ci sono stati al momento dell’esecuzione dell’inno di Mameli, fischiato da alcuni presenti durante la cerimonia di inaugurazione della targa. “Ho subito stigmatizzato quei fischi, poiché l’inno di Mameli resta un segno della nostra riconoscibilità nelle istituzioni e nello stato italiano – spiega Zinno -. L’inno può piacere o meno, ad esempio io non ne condivido alcune parole, ma ne va rispettata l’importanza nazionale. Sentirsi italiani e, allo stesso tempo, rivalutare ciò che hanno fatto i Borbone, si può“.

Alla cerimonia di inaugurazione della piazza a Carlo di Borbone era presente anche Gennaro De Crescenzo, presidente del Movimento Neoborbonico: “Quando si cambia il nome ad una strada, significa che si sta facendo la storia – esordisce il professore ai nostri microfoni – e va dato grande merito al sindaco Zinno di questo. Cancellare Vittorio Emanuele II di Savoia dalla toponomastica ed intitolare la piazza a Carlo di Borbone significa far alzare la testa a tanti ragazzi di San Giorgio, e far capire loro che qui c’è riscatto ed orgoglio“.


De Crescenzo si è quindi soffermato sullo stato di salute del Paese, evidenziando ancora una volta il gap che c’è tra Nord e Sud; nello specifico, il professore ha parlato di quelle migliaia di studenti che ogni anno emigrano per poter studiare: “Il Sud è ancora una volta calpestato, dimenticato dall’agenda di governo. Cambiare è complicato, poiché veniamo da 150 anni di colonizzazione. La fiducia sull’attuale governo la misuriamo in base ai provvedimenti fatti a vantaggio del Sud. Se entro un anno o due vedremo sempre meno ragazzi emigrare al Nord, noi del Movimento saremo contenti di ciò“.


Ospite d’onore della cerimonia, la Principessa Beatrice di Borbone delle Due Sicilie: “Sono felice e commossa, è un giorno storico. Grazie a questo cambiamento si permette ai cittadini di San Giorgio di conoscere alla gente la vera storia dei miei antenati. Ho deciso di prendere casa a Napoli. Mi piace tanto, fa parte del mio cuore, a Napoli mi sento bene. Inoltre, sono in un’età che mi permette di trascorrere più tempo in questa bellissima città. Se sono stata sorpresa? Sì certo, e ringrazio il sindaco per ciò che ha fatto“.

Una chiacchierata tra due signore, tra due regine della tv, tra due dive. E’ quella andata in onda ieri sera su Rai Tre ad “A raccontare comincia tu”, trasmissione condotta da Raffaella Carrà.

La protagonista del secondo appuntamento è stata Sophia Loren, indiscussa icona del cinema mondiale, che nel tempo ha saputo coniugare bellezza e talento in prove d’artista scandite da Oscar e prestigiosi premi internazionali. Si racconta alla Carrà nella bella Ginevra, circondata da scatti di famiglia, oggetti cari e innumerevoli riconoscimenti.

Un incontro tra due donne straordinarie in cui i ricordi si mischiano a battute, aneddoti e racconti di un passato glorioso.

La Loren ha raccontato della sua infanzia difficile, tra guerra e fame, dove si contavano anche i chicchi di caffè. Poi gli inizi della sua carriera e della sua storia d’amore con Carlo Ponti. E poi i riconoscimenti, l’Oscar e l’amicizia con Vittorio De Sica e Marcello Mastroianni.

Ricordo che al mio primo appuntamento con mio marito, – ha raccontato la Loren – ordinai a colazione una fetta di carne e la tagliai con cucchiaio e coltello. Non sapevo nemmeno come si mangiava al ristorante, così è iniziata la nostra storia d’amore. Abbiamo dovuto iniziare da come si taglia la carne“.

I miei figli stanno imparando il napoletano, – ha continuato – io lo parlo, anzi parlo il puteolano, che è un poco diverso“.

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NAPOLI – La città si mobilita per l’Ospedale degli Incurabili. Attraverso la sua pagina Facebook, lo scrittore napoletano Angelo Forgione ha lanciato l’hashtag #CuriamoGliIncurabili per sensibilizzare sul crollo dello storico ospedale napoletano.

L’hashtag è accompagnato da un video al quale hanno partecipato il Direttore del Museo Arti Sanitarie – Ospedale degli Incurabili Gennaro Rispoli, l’attore Patrizio Rispo, lo scrittore Pino Aprile e il presidente del Movimento Neoborbonico Gennaro De Crescenzo.

Dichiara Forgione: «Il complesso degli Incurabili crolla per cedimento strutturale causato da abusivismo sottostante (un garage), e ha bisogno di cure. Oltre alle testimonianze artistiche nella chiesa di Santa Maria del Popolo, vanno messi al sicuro i preziosi manufatti conservati nell’antica spezieria, la settecentesca farmacia. Nella scaffalatura in noce, 427 vasi in maiolica con le stesse cromie del pavimento, tutto realizzato dai fratelli Giuseppe e Donato Massa, i più grandi “maestri riggiolari” napoletani, gli artefici del bellissimo Chiostro delle Clarisse di Santa Chiara, chiamati a ripetersi per la spezieria, che doveva essere bella, bellissima, per rappresentare il prestigio di un antico ospedale di eccellenza nell’Europa del Settecento. Nessuna ricostruzione o assemblaggio museale. Si tratta di un luogo rimasto identico a come è nato, sopravvissuto integro, così come fu pensato. Bisogna dunque salvare una delle più importanti testimonianze del tardo-barocco di Napoli (insieme alla Cappella San Severo), e preservarne la continuità storica nella Napoli del futuro. I napoletani restino vigili!».

Il video è impreziosito dal messaggio di speranza del direttore dell’Ospedale degli Incurabili Gennaro Rispoli: «Sentiamo che l’Ospedale è ferito, però non bisogna perdere la speranza perché al di là della sofferenza delle persone allontanate o dei colleghi che sono stati trasferiti presso altri ospedali insieme agli ammalati, bisogna che qualcuno resti qui nell’Ospedale degli Incurabili a mantenere la fiaccola, perché ci sia la speranza e si lanci un grido di dolore».

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