Pochi giorni fa lo stesso Tribunale le aveva riconosciuto, con un provvedimento di urgenza, il diritto all’oblio, ovvero aveva disposto la rimozione dai canali informatici tutte le informazioni che la riguardavano perché la vicenda non era di rilevante interesse per il pubblico. L’avvocato di Tiziana aveva citato in giudizio anche Facebook Ireland, Yahoo Italia, Google e Youtube.
Un provvedimento che non le ha tuttavia salvato la vita, dato il triste epilogo. Tiziana, lo ricordiamo, era stata costretta a lasciare il lavoro e a cambiare cognome, invano. Intanto sul web non sono ancora spariti foto e video che ritraggono la sua persona.