E’ stata il pm Francesca De Renzis che, all’esito del dibattimento, nell’aula 115 della Corte di Assise del Tribunale partenopeo, ha formulato la propria richiesta all’organo giudicante, pretendendo la pena detentiva a carattere perpetuo e chiedendo che non gli vengano riconosciute le attenuanti generiche del caso.
Infatti, a sostegno dell’omicidio dell’ingegnere Vittorio Materazzo, ucciso in maniera cruenta la sera del 28 novembre 2016 in via Maria Cristina di Savoia a Napoli, davanti alla sua abitazione, c’è non solo traccia di DNA su reperti non distanti dal luogo del delitto ma anche motivi personali legati a ragioni economiche ed ereditarie.
Il Pubblico Ministero ha poi sottolineato il profilo psicologico dell’agente (lucido e in forte conflitto con la vittima) e di come la sua stessa latitanza, possa essere valutata come elemento probatorio ai fini della decisione.