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Scudetto al Napoli, si tifa anche in clausura con Suor Rosa: “Quando esulto perdo il controllo”

Suor Rosa Lupoli è di Ischia ed è l’abbadessa nel monastero delle Clarisse cappuccine di Napoli. “Ci ha pensato il mio capo. Due più due fa quattro. È chiaro che c’è stato un intervento dall’alto“, ha detto scherzando a ilmattino.it.

Si trova in clausura da più di vent’anni nel monastero delle Trentatrè e nel giorno della morte di Maradona ha fatto sventolare la bandiera del Napoli scrivendo su Twitter “omaggio a un fenomeno irreplicabile“.

Suor Rosa Lupoli, tifosa del Napoli in clausura

Siamo ancora in fase di organizzazione con le sorelle della chiesa di Regina Coeli, a due passi da qui. Nel 90 contribuirono a colorare di azzurro tutta la strada. Faremo lo stesso anche stavolta“, ha detto.

Non vi nascondo che ricevo regolarmente un invito per lo stadio ma non mi fido di me – prosegue – Quando esulto perdo il controllo e allora meglio perderlo in monastero. Sono sempre una monaca di clausura, non vorrei fare brutte figure. Scherzo ovviamente, ma lo stadio preferisco evitarlo“.

E su Spalletti: “Quando vince non vince solo pensando a se stesso o ai suoi giocatori. No, lui vince anche per Napoli, per i napoletani. La squadra qui è tutt’uno con il territorio e Spalletti lo ha colto subito. Milano, Torino, Roma, hanno due squadre, due tifoserie, Napoli no, è compatta: tutti per uno”.

Funziona così: io la ascolto alla radio e poi racconto. In realtà gli orari sono un po’ complicati per noi. Quando si gioca alle 18 siamo in preghiera e alle 21 è già tardi – conclude – Siamo in camera ma se il Napoli è in campo tutte sveglie fino al fischio finale. Ordine dell’abbadessa“.