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Caivano, bimba ricoverata per overdose da marijuana: il padre aveva fumato lasciandola sul tavolo

Ieri, domenica 28 luglio 2024, una bambina di due anni (e non sei mesi, come erroneamente riportato), è stata ricoverata presso l’ospedale San Giovanni di Dio di Frattamaggiore, con sintomi di overdose da ingestione di sostanze stupefacenti.

Era stato il padre, 31 anni di Caivano, a portare la piccola presso il nosocomio. L’incredibile e tempestivo lavoro dei medici ha scongiurato la tragedia: la bimba è stata sottoposta a lavanda gastrica, dopodiché le sono stati somministrati alcuni farmaci che combattono gli effetti nocivi della cannabis per gli adulti.

Caivano, bimba ricoverata per overdose da marijuana: il padre l’aveva lasciata sul tavolo

Il personale sanitario ha poi avvertito i carabinieri, dopo aver accertato che le cause del malore erano dettate proprio dall’aver ingerito marijuana.

I militari della compagnia di Caivano, diretti dal capitano Antonio Maria Cavallo, hanno immediatamente braccato i genitori della piccola, mentre alcuni di loro si sono diretti presso l’abitazione, dove è stato rinvenuto e sequestrato circa un grammo della sostanza stupefacente.

Il padre avrebbe poi confessato di aver lasciato per distrazione a portata della piccola la cannabis, acquistata precedentemente per uso esclusivamente personale. L’uomo è stato così denunciato e segnalato ai servizi sociali del Comune di Caivano.

Dalle indagini fatte dai carabinieri, è emerso che il papà della bambina avrebbe consumato sabato sera la marijuana, per poi lasciarne il resto non utilizzato su un tavolino basso, suscitando la curiosità della piccola, che ne avrebbe così ingerito un pezzo.

Dopo aver accusato qualche malessere che appariva essere passeggero, la piccola si sarebbe addormentata profondamente, senza risvegliarsi nonostante le sollecitazioni. I genitori hanno capito che c’era qualcosa che non andava, e quando si sono resi conto che la marijuana era sparita dal tavolino, si sono precipitati all’ospedale.

La pelota no se mancha.