Polizia di Stato
Un piano studiato dall’interno, favorito da chi conosceva abitudini, orari e accessi della casa. È questo lo scenario emerso dalle indagini sul sequestro di persona e sulla rapina avvenuti il 5 novembre 2024 all’interno di una villa di Posillipo, di proprietà di un noto imprenditore napoletano, attivo anche nel settore dell’ospitalità alberghiera.
A rendere possibile l’irruzione della banda sarebbe stata la collaboratrice domestica, che secondo gli inquirenti avrebbe svolto il ruolo di “talpa”, garantendo l’ingresso dei criminali e agevolando l’azione dall’interno dell’abitazione. La circostanza è riferita dal quotidiano Il Mattino.
Quel giorno, in pieno giorno, la villa viene presa d’assalto. Le vittime del sequestro sono un addetto alla vigilanza e la stessa donna di servizio, che in un primo momento appare come parte lesa ma che, al termine delle indagini, risulterà invece complice del gruppo criminale. Entrambi vengono immobilizzati con fascette ai polsi e tenuti sotto controllo per diverse ore, mentre i rapinatori mettono a soqquadro l’abitazione alla ricerca di beni di valore.
Il blitz si conclude con il furto di orologi di pregio e altri oggetti di valore. Pochi i dubbi sulla presenza di informazioni dettagliate fornite dall’interno. A distanza di oltre un anno, la refurtiva non è stata ancora recuperata.
A quindici mesi dai fatti, l’inchiesta ha portato all’emissione di cinque misure cautelari: due persone sono finite in carcere, due agli arresti domiciliari e una è stata sottoposta all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Quest’ultima misura riguarda proprio la collaboratrice domestica, ritenuta parte integrante del piano criminale e non una semplice vittima.