Giovanni Marchionni, il ragazzo di Bacoli morto in Sardegna
Potrebbe essere stata un’intossicazione da acido solfidrico a causare la morte di Giovanni Marchioni, il giovane skipper di Bacoli deceduto lo scorso 8 agosto mentre si trovava a bordo di uno yacht ormeggiato nel porticciolo della Marina di Portisco, in provincia di Olbia, in Sardegna. È quanto emerge dalle prime indiscrezioni trapelate in seguito agli esiti dell’esame autoptico, degli accertamenti istologici e delle analisi tossicologiche.
Secondo quanto finora ricostruito, la presenza del gas tossico — estremamente pericoloso anche a basse concentrazioni — potrebbe aver provocato una rapida perdita di conoscenza, risultando fatale per il giovane. Un’ipotesi che rappresenta una svolta significativa nelle indagini sulla tragedia.
A coordinare l’inchiesta sul decesso di Marchioni è la pm Milena Aucone, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti. Lo yacht sul quale si è verificato il dramma risulta tuttora sotto sequestro, mentre proseguono le verifiche tecniche per individuare con precisione l’origine dell’intossicazione.
Nelle fasi iniziali delle indagini si era ipotizzato che la morte potesse essere stata causata da esalazioni provenienti dal wc chimico presente a bordo o, in alternativa, da un malfunzionamento delle batterie dell’imbarcazione. Piste che ora vengono rilette alla luce dei nuovi riscontri medico-legali, che sembrerebbero indirizzare con maggiore decisione verso la pista dell’acido solfidrico.
L’inchiesta è ancora in corso e saranno necessari ulteriori accertamenti per chiarire responsabilità ed eventuali negligenze. Intanto, resta il dolore per una morte avvenuta in circostanze drammatiche e ancora tutte da chiarire, che ha scosso profondamente la comunità di Bacoli e non solo.