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Portici, il PD blocca Cuomo: no alla candidatura di tutti e due i figli

Arriva un primo segnale di discontinuità politica a Portici e riguarda una delle figure più influenti degli ultimi anni. La segreteria nazionale del Partito Democratico ha infatti bloccato l’ipotesi di una doppia candidatura al consiglio comunale dei figli di Vincenzo Cuomo, assessore regionale ed ex sindaco della città per quattro mandati (due conclusi con le dimissioni per dedicarsi ad altri incarichi politici).

La scelta, maturata a livello nazionale, nasce dall’esigenza di evitare una polemica destinata a travalicare i confini locali. Se la candidatura di un familiare di un politico rientra in una prassi diffusa, la presenza simultanea di due figli nella stessa competizione elettorale è stata giudicata un terreno scivoloso, soprattutto in una fase delicata per il Pd campano.

Fine di un’egemonia politica data per scontata

La notizia ha colto di sorpresa Portici, dove per anni il peso politico di Cuomo non era mai stato realmente messo in discussione. Tuttavia, l’approdo in Regione ha cambiato gli equilibri: l’assessore oggi non è più il perno esclusivo del potere cittadino e deve fare i conti con dinamiche che vanno oltre il perimetro locale.

Nel partito, inoltre, si fa strada la consapevolezza che ogni mossa di Cuomo coinvolge indirettamente anche la giunta regionale guidata da Roberto Fico. Da qui la necessità di un freno deciso, che segna simbolicamente la fine di una stagione politica basata su un controllo quasi assoluto del territorio.

Il bivio dei figli e il segnale atteso dalla città

Resta ora da capire quale sarà la scelta di Pietro e Annamaria Cuomo. Tra gli osservatori politici locali prende quota l’ipotesi di una rinuncia di entrambi, gesto che verrebbe letto come un segnale distensivo in un clima già teso. Ma la decisione finale spetta esclusivamente a loro, in un contesto che mescola ambizioni personali e pressioni politiche.

La vicenda riporta al centro una regola non scritta della politica: quando il proprio percorso dipende dalle scelte di un partito, l’autonomia individuale si riduce. Un passaggio che, a Portici, viene interpretato come la chiusura definitiva di un ciclo.

Portici emblema della divisione del centro sinistra

Lo scenario si complica ulteriormente se si guarda al quadro più ampio delle prossime amministrative. In un’area ristretta andranno al voto quattro comuni strategici — Portici, Ercolano, San Giorgio a Cremano e Pompei — tutti finora governati dal centrosinistra. Ma l’unità del campo largo appare tutt’altro che solida.

È proprio Portici a rappresentare il punto di maggiore attrito. L’uscita di scena di Cuomo da sindaco ha lasciato una coalizione formalmente ampia ma politicamente spaccata, con il PD cittadino che ha scelto la via dell’isolamento.

Le difficoltà di dialogo non sono rimaste sul piano informale. Alcune forze politiche hanno scritto agli organi provinciali del Pd denunciando una sistematica indisponibilità al confronto e chiedendo l’apertura di un tavolo unitario. La richiesta, però, è rimasta inascoltata. Il Pd locale ha scelto di proseguire in autonomia nella costruzione di una candidatura in continuità con l’amministrazione uscente, irrigidendo ulteriormente i rapporti con gli alleati potenziali.

Il timore, condiviso anche ai vertici regionali, è che la frattura di Portici possa estendersi agli altri comuni al voto, compromettendo l’intero impianto del campo largo.