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Marcia per la pace: corteo con centinaia di giovanissimi a Torre del Greco

È stato un successo la “Marcia per la pace” a Torre del Greco: l’evento organizzato dall’Azione Cattolica ha coinvolto centinaia di giovani e giovanissimi di tutta la Diocesi di Napoli.

A Torre del Greco la Marcia per la pace

Sono giunti a Torre del Greco da tutte le città afferenti alla Diocesi di Napoli per gridare il no a tutte le guerre e proteggere uno dei valori oggi maggiormente minacciato: la pace.

Centinaia di giovani e giovanissimi che hanno risposto alla chiamata dell’Azione Cattolica Italiana insieme ad istituzioni, associazioni e comunità religiose, che si sono dati appuntamento domenica mattina, 9 febbraio, presso la villa comunale Ciaravolo di corso Vittorio Emanuele.

In prima linea, insieme ai ragazzi, il sindaco Luigi Mennella, la vicepresidente del consiglio regionale della Campania Loredana Raia e il vescovo ausiliare di Napoli, padre Franco Beneduce, che ha poi officiato una messa che si è svolta alla basilica di Santa Croce, grazie alla disponibilità del parroco don Giosuè Lombardo.

Pensieri in marcia fino a Santa Croce: “La pace ha le nostre gambe”

Preghiera e riflessione nella mattinata torrese: il corteo si è mosso dalla zona della villa comunale verso le poste centrali di via Vittorio Veneto, dove c’è stato un primo momento di raccoglimento.

Poi la marcia è ripresa verso le centralissime via Roma e via Salvatore Noto fino a piazza Santa Croce tra canti e striscioni inneggianti alla pace. Sul sagrato della basilica di Santa Croce, sulle scale, sono poi stati esposti i cartelloni e le frasi portate dai partecipanti.

La pace ha le nostre gambe – le parole di Francesco Del Pizzo, presidente dell’azione cattolica della Diocesi di Napoli, riportate da ANSA – e tutti siamo chiamati ad impegnarci per portare speranza all’interno delle nostre comunità”.

La toccante sosta davanti al “gigante buono”

“È bello verificare – ha aggiunto padre Franco Beneduce – che a marciare sono stati soprattutto i giovani delle nostre terre. Terre che recentemente sono state macchiate dal sangue di ragazzi che hanno perso la vita per mano di loro coetanei”. Non è un caso, infatti, la sosta sotto la lapide che ricorda Giovanni Guarino (il “gigante buono”, ucciso in un parco giochi per futili motivi) in via Salvatore Noto.

“La pace non è solo un desiderio – è stato il pensiero dei promotori dell’iniziativa – ma un cammino concreto da percorrere insieme, fatto di azioni quotidiane e di impegno comunitario”.

Sono nato mentre il Napoli vinceva il suo primo scudetto. Un "odi et amo" con questa terra, lungo una vita intera. Foto, videomaker, scrittura: do ossigeno a tutti i mezzi che mi consentono di raccontare la realtà, la mia realtà. Per i social sono #ilmennyquoditiano