No, non è una provocazione. È una proposta. All’amministrazione, ai tifosi, a quelli che non si sono arresi ancora all’idea. La maglia della Turris, quella vera, quella rosso corallo, ha ancora una possibilità di non rimanere un anno (almeno) chiusa in un armadio impolverato.
Diciamolo senza mezzi termini, senza fare troppi giri di parole. Terza Categoria, al massimo Seconda, se ci fossero ancora posti liberi. I termini per le iscrizioni sono ancora aperti: 25 settembre nel primo caso, 11 settembre nell’altro.
Il tempo è poco, ma c’è. E i costi sono modici, per non dire irrisori: da 1.240 a 2.240 euro. Per farlo ci vuole unione d’intenti e organizzazione.
In primis, ci vuole il benestare della gente che ama questi colori più di ogni altra cosa, e che detiene il logo.
Parallelamente, c’è bisogno di collaborazione da parte delle istituzioni per imbastire velocemente un progetto che sia propedeutico al futuro, che possa fare da apripista per chi l’anno venturo sia pronto a riportare il più velocemente possibile la Turris in categorie più alte.
Dopo un’annata umiliante, sarebbe un moto d’orgoglio per urlare al mondo del calcio che Torre del Greco non si piega, ma reagisce in campo e sulle gradinate.
Undici calciatori vestiti di rosso che corrono dietro un pallone al Liguori, la gente a cantare sugli spalti. Non serve nient’altro.
Così è nato il futbol, del resto.
Il tempo c’è. La possibilità è lì. Che la si afferri.
La Turris respira. Piano, ma respira.