Torre del Greco si dota di un nuovo Piano di Protezione Civile, uno strumento aggiornato e finalmente accessibile a breve a tutti i cittadini.
La presentazione ufficiale si è tenuta nella sala conferenze dell’ex orfanotrofio della Santissima Trinità, oggi Museo Mac3, alla presenza del sindaco Luigi Mennella, dell’assessore Antonio Ramondo, della vicepresidente del Consiglio regionale Loredana Raia, della dirigente Maria Gabriella Camera e dei tecnici Francesco Cuccurullo e Osvaldo Nelson.
Il nuovo piano rappresenta la guida operativa per affrontare emergenze di varia natura — dal rischio vulcanico a quello sismico, passando per incendi e criticità idrogeologiche — con l’obiettivo di “gestire i soccorsi e assistere la popolazione in modo ordinato ed efficace”.
Sono state individuate otto aree di attesa per la popolazione e i mezzi di soccorso: tra queste, la villa comunale Ciaravolo, l’area verde di via Sant’Elena, il mercato di viale Sardegna e il piazzale dell’ex area mercato di via Nazionale. Alcune di queste fungeranno anche da aree di ricovero e ammassamento, con servizi di prima assistenza per chi non potrà rientrare subito nella propria abitazione.
Ma la novità più significativa riguarda la realizzazione di un’app per smartphone, che fornirà in tempo reale istruzioni e mappe di evacuazione: una guida digitale “a portata di mano” in caso di eventi estremi. “Oggi chiunque ha un cellulare – ha spiegato l’assessore Ramondo – e con l’app si potranno ricevere notizie immediate, sapere dove alloggiare e come muoversi in sicurezza. Diffonderemo queste informazioni anche attraverso le scuole”.
L’assessore, di concerto con il sindaco, ha inoltre annunciato la creazione di nuove aree di supporto nei pressi degli svincoli autostradali di Torre del Greco Nord e Sud, e nella zona della Pinetina a Santa Maria la Bruna, dove sarà allestita anche la nuova sede della Protezione Civile.
“Il piano di protezione civile ci voleva – ha dichiarato Ramondo – quello precedente era vecchio di oltre dieci anni. Lo abbiamo aggiornato alle nuove esigenze e ai cambiamenti climatici: oggi parliamo anche di rischio idrogeologico, di bombe d’acqua e perfino di bombe di calore. È un piano funzionale, accessibile e facilmente comprensibile: sarà disponibile sul sito del Comune dalla prossima settimana. Invitiamo i cittadini a prenderne visione e a sottoporre le loro osservazioni e criticità: tutto può essere migliorato”.
Il sindaco Luigi Mennella ha ricordato le radici antiche della prevenzione a Torre del Greco: “Durante l’eruzione del 79 d.C. partì da qui la prima operazione di protezione civile della storia. Conviviamo con un vulcano attivo e ancora portiamo i segni del terremoto del 1980: questo piano ci aiuterà a fronteggiare al meglio eventuali emergenze”.
Infine, la dirigente Maria Gabriella Camera ha sottolineato il ruolo della formazione: “La protezione civile deve lavorare sulla prevenzione. Organizzeremo altri incontri con i cittadini, che devono sapere cosa fare in caso di emergenza”.
Nello specifico, il Piano di Protezione Civile dovrà diventare il vademecum di tutti i cittadini, operatori, amministratori e volontari in caso di emergenze.
Particolarmente sentita la casistica che descrive cosa fare in caso di eruzione vulcanica: “Gli strumenti a nostra disposizione ci permettono di prevedere con largo anticipo tale evenienza”, spiega l’assessore Ramondo.
I tecnici hanno descritto nel dettaglio le varie fasi in cui si suddividerebbe una non auspicata escalation del pericolo, spiegando come in una fase di preallerta la popolazione che dispone di appoggi fuori dalla zona rossa potrebbe cominciare con mezzi propri lo spostamento verso aree sicure, fino ad arrivare ad uno sfollamento stimato nel 50% dei residenti che sarebbe poi trasferito verso la regione attualmente gemellata, la Lombardia, in un arco di 72 ore.
“Ma l’impegno è quello di aumentare la capacità delle famiglie di disporre di seconde abitazioni, anche piccole, nell’arco di 50 – 80 km da Torre del Greco, ci metteremo tutte le nostre energie“, spiega Ramondo.
Una proposta che fa il paio con l’attività sposata dall’intera amministrazione comunale e supportata dalla Regione Campania come ricordato dalla vicepresidente Raia: “Lavoriamo affinché in caso di emergenza le persone non debbano essere costrette ad andare al Nord, impoverendo e disgregando i nostri territori, ma possano rimanere in Campania grazie agli accordi che si stanno stringendo con i comuni delle aree interne”.