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Natale a Torre del Greco, “Nascette lu Messia” chiuderà gli itinerari religiosi

Il Natale a Torre del Greco prosegue tra mura sacre e musica e si prepara a vivere una serata di intensa partecipazione spirituale e culturale con “Nascette lu Messia – L’alba del Verbo incarnato”, in programma il 30 dicembre alle ore 19.30 presso la Parrocchia Madonna del Carmine.

Le parole del maestro Vincenzo Nocerino tra identità comunitaria, fede e memoria condivisa

Un evento che unisce musica, parola e memoria collettiva, prodotto dall’”Associazione Melallucca” e che vede la partecipazione straordinaria di Giovanni Mauriello, fondatore storico della Nuova Compagnia di Canto Popolare.

A raccontare il senso profondo dell’iniziativa è il maestro Vincenzo Nocerino, direttore dell’Ensemble “La Sciabica”: “Per la comunità di Torre del Greco questo evento è un momento di raccoglimento, identità e memoria condivisa. La nascita del Messia diventa occasione per ritrovarsi come popolo“- spiega Nocerino- “È un richiamo alle nostre radici spirituali e culturali, un invito a riscoprire il significato autentico del Natale come tempo di luce, speranza e rinascita“.

Il titolo dell’evento racchiude il cuore del progetto artistico e spirituale: “Nascette lu Messia” richiama la forza della lingua popolare, la semplicità del racconto e la concretezza di un evento che entra nella storia degli uomini. “L’alba del Verbo incarnato” apre invece a una dimensione teologica e universale: Dio che nasce nella povertà per incontrare l’uomo.

Il messaggio di Don Mario per un Natale di preghiera e contemplazione

Don Mario, parroco della Parrocchia Madonna del Carmine, luogo in cui si terrà l’evento del prossimo 30 dicembre, esprime emozione e profonda gioia per l’iniziativa. Nel suo intervento richiama l’importanza del tempo che precede la festa come spazio di preghiera e memoria viva: “Il Natale — sottolinea — è il ricordo e la celebrazione della prima venuta di Gesù Cristo, che entra nella storia e nel cuore dell’uomo. L’umanità ha bisogno di speranza e pace“. Per i cristiani, aggiunge, è fondamentale riscoprire il vero significato della festa, un Natale autentico da vivere nella contemplazione.

Don Mario esprime infine soddisfazione per i numerosi eventi nelle diverse comunità, occasioni preziose per riscoprire il senso più profondo del Natale.

Il programma natalizio degli eventi messi in campo dal comune di Torre del Greco si è, infatti, impreziosito con la kermesse “Itinerari religiosi”, progetto firmato dal maestro Liborio D’Urzo: le chiese del territorio, dal centro alla periferia, hanno così sublimato la loro vocazione di presidi non soltanto sociali ma anche culturali del territorio torrese.

Quando l’arte popolare diventa voce di spiritualità e identità

Elemento centrale della serata sarà la presenza di Giovanni Mauriello, figura simbolo della tradizione musicale napoletana: “La partecipazione del fondatore della Compagnia ha un valore artistico e culturale straordinario” — sottolinea Nocerino — il suo percorso umano e artistico testimonia come l’arte popolare possa diventare veicolo di spiritualità, memoria e identità collettiva“.
Accanto a lui, le voci di Matteo Mauriello e Marianita Carfora, sostenute dall’Ensemble “La Sciabica”, daranno vita a un intreccio sonoro di grande intensità.

Il repertorio attraversa le melodie della “Cantata dei Pastori” del Maestro Roberto De Simone, insieme ai canti più autentici della tradizione natalizia napoletana: “La musica non è un semplice accompagnamento” — afferma Nocerino — “diventa voce capace di toccare il cuore, restituendo intatta la forza originaria del racconto della Natività“.

Una voce di speranza che unisce arte, fede e comunità

L’evento si inserisce nel percorso culturale portato avanti dall’”Associazione Melallucca“, impegnata nella valorizzazione delle competenze artistiche del territorio e nella costruzione di reti culturali tra Torre del Greco e Napoli.
Il nostro desiderio, -conclude il Maestro-, è lasciare un messaggio di speranza e riscoprire il valore della comunità e fede vissuta insieme“.
La serata del 30 dicembre si annuncia come un momento di incontro autentico, in cui la musica della tradizione parla al presente, il canto diventa memoria e il Natale si fa esperienza viva e condivisa.