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La parola “ingiocabile” entra nel vocabolario: l’iconica frase di Mkhitaryan sulla Treccani

L’Osservatorio della Lingua Italiana ha individuato le parole più rappresentative del 2025 entrate stabilmente nell’uso comune, termini capaci di raccontare non solo l’evoluzione della lingua ma anche quella della società e dello sport. Tra queste, la Treccani, nel suo Libro dell’Anno, ha inserito anche la parola “ingiocabile”, fornendone una definizione chiara ed efficace: “Detto di atleta o di squadra così forte che non ci si può giocare contro; imbattibile”.

Gli ingiocabili entrano a far parte del vocabolario Treccani

La scelta dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana non è casuale. Il termine vuole infatti rendere omaggio a Jannik Sinner, tennista numero 2 del mondo e simbolo di una nuova era dello sport italiano. Le sue imprese hanno acceso l’entusiasmo del Paese e sono ancora vive nella memoria degli appassionati le vittorie e le prestazioni di altissimo livello agli Australian Open, a Wimbledon e alle ATP Finals di Torino, tornei in cui Sinner ha spesso dato la sensazione di essere, appunto, “ingiocabile” per chiunque si trovasse dall’altra parte della rete.

Ma il termine, negli ultimi mesi, ha assunto anche un significato più sfumato e ironico, soprattutto nel mondo del calcio. È impossibile, infatti, non pensare a Henrikh Mkhitaryan, diventato celebre suo malgrado per una dichiarazione rilasciata la scorsa stagione dopo il netto 3-0 dell’Inter sul Monaco. Alla domanda su un possibile incrocio con Milan o Juventus negli ottavi di Champions League, l’armeno rispose con sicurezza: “Secondo me non ci deve interessare tanto, siamo l’Inter e se giochiamo al nostro gioco siamo ingiocabili”.

Una frase che, col senno di poi, si è trasformata in un boomerang mediatico. Sui social, i tifosi delle squadre rivali l’hanno ripresa e utilizzata in chiave sarcastica dopo le delusioni nerazzurre: dalla semifinale di Coppa Italia persa contro il Milan, al campionato chiuso alle spalle del Napoli, fino alla serata più amara in Europa, con il pesantissimo 5-0 incassato a Monaco contro il PSG dagli uomini di Inzaghi.

Così “ingiocabile”, da elogio assoluto, è diventata una parola simbolo della forza, ma anche dell’eccesso di sicurezza. Un termine capace di raccontare trionfi e cadute, consacrazioni e rivincite, confermandosi uno specchio fedele dello sport e del suo linguaggio.

Classe 01, nato e cresciuto con la voglia di scrivere e raccontare lo sport. Dal 2020 in giro tra sale e tribune stampa con un carico di passione e di "garra charrua".