Finale di partita infuocato a Riyadh, dove la sfida si è chiusa non solo sul campo ma anche con strascichi polemici tra le due panchine. Protagonisti Antonio Conte e Massimiliano Allegri, al centro di un botta e risposta che ha acceso il post-gara e lasciato il segno sul clima generale della partita.
Secondo la ricostruzione degli inviati de La Gazzetta dello Sport, il primo episodio che ha fatto salire la tensione è stato un “ma basta” urlato da Conte all’indirizzo dei milanisti dopo alcune proteste. Da quel momento la situazione è degenerata, con un confronto sempre più acceso, in particolare tra Allegri e Gabriele Oriali, storico collaboratore del tecnico azzurro.
Al termine della gara, il tecnico rossonero ha scelto di imboccare immediatamente il tunnel degli spogliatoi, evitando il saluto con Conte. L’allenatore del Napoli, invece, è rimasto in campo per stringere la mano agli avversari: ha salutato Marco Landucci, vice di Allegri, e diversi giocatori del Milan. I due allenatori principali, però, non si sono mai incrociati.
Il clima teso affonda le radici in un episodio avvenuto alla mezz’ora di gioco. Al 29’, Adrien Rabiot ha scalciato da terra Politano, rimasto a lungo dolorante sul terreno di gioco. Dalla panchina del Napoli e dai compagni in campo sono partite vibranti proteste, con la richiesta di un cartellino rosso per il centrocampista francese. L’arbitro Zufferli, tuttavia, non ha estratto neppure il giallo, così come in precedenza aveva lasciato correre su un intervento in ritardo di Hojlund su Maignan.
Decisioni che hanno fatto esplodere la rabbia di Conte e Oriali, contribuendo ad accendere una partita che, già a metà del primo tempo, aveva assunto i contorni di una vera e propria battaglia nervosa. E che nel finale ha lasciato spazio a polemiche destinate a far discutere ancora a lungo.