De Laurentiis Marotta
Il Napoli, almeno per il momento, resta fermo sul mercato invernale. Nessuna accelerazione, nessuna deroga: il principio del saldo zero continua a condizionare le strategie del club azzurro e, salvo colpi di scena, accompagnerà la società fino alla chiusura della sessione di gennaio.
La situazione è emersa con chiarezza dopo il consiglio federale straordinario svoltosi nelle ultime ore in modalità telematica, convocato a seguito delle tensioni esplose nell’ultima assemblea della Lega Serie A. In quella sede si è discusso della possibile modifica delle norme federali in corso di mercato, proposta avanzata dalla Lega ma non accolta in modo unanime.
La votazione ha infatti evidenziato una spaccatura evidente: sedici consiglieri si sono espressi a favore, mentre il Milan ha votato contro e Inter, Juventus e Roma hanno scelto l’astensione. Un dettaglio tutt’altro che marginale, perché per intervenire sulle NOIF a mercato aperto sarebbe necessaria una copertura totale anche sotto il profilo legale. Proprio per questo motivo, il consiglio federale ha chiesto alla Lega di ottenere una rinuncia formale a eventuali ricorsi futuri da parte dei club contrari o astenuti, per evitare responsabilità personali dei consiglieri stessi. Un passaggio che, di fatto, ha congelato tutto.
Sul tema si è inserito anche Aurelio De Laurentiis, protagonista di un confronto molto acceso durante l’assemblea. Il presidente del Napoli ha ribadito una posizione portata avanti da tempo: il blocco appare illogico per una società che, pur non avendo ricavi paragonabili a quelli delle altre big, dispone di liquidità già accantonata e disponibile. Una linea che il patron azzurro difende da mesi e che in questa occasione lo ha portato a criticare duramente il mancato intervento preventivo sulle regole.
La vicenda, però, non è solo tecnica. Dietro le posizioni assunte dai club si intravede anche una frattura tutta sportiva, che coinvolge direttamente la corsa ai vertici della classifica. Non è passato inosservato, infatti, che a opporsi o a non esporsi siano state proprio alcune delle principali rivali del Napoli nella lotta per lo scudetto e per i posti Champions.
Le tensioni non si sono fermate all’assemblea. La delibera finale e l’intera gestione della questione non sono state gradite da figure di primo piano come Giorgio Chiellini e Beppe Marotta, entrambi consiglieri federali e rappresentanti rispettivamente di Juventus e Inter. Segnale evidente di un clima tutt’altro che disteso ai piani alti del calcio italiano.
In attesa di sviluppi, il Napoli osserva e prende atto: il mercato resta bloccato, le regole non cambiano e ogni discorso è rimandato. Almeno per ora, il saldo zero continua a essere una certezza.