Cultura

‘O Stricario, l’antico mestiere riconosciuto dal Re Ferdinando II

Un tempo nella città di Napoli non era difficile avvistare, soprattutto nei pressi di località marittime, dei piccoli chioschi specializzati nella vendita di ostriche e, con il tempo, anche di frutti di mare di ogni tipo.

Questo singolare venditore era conosciuto con il nome di Ostricario e la sua nobile arte non era destinata a tutti ma veniva tramandata per discendenza diretta, quindi di padre in figlio o, in casi eccezionali, a coloro i quali venivano giudicati come particolarmente meritevoli.

‘O Stricario, al contrario del maruzzaro, non era un semplice venditore, piuttosto un esperto intenditore di frutti di mare che, con estrema cura, raccoglieva personalmente le ostriche dagli scogli per poi servirle ai clienti già aperte e pronte per essere gustate.
Solitamente i chioschi degli ostricari erano di colore verde, giallo o nero, ma solo ai migliori veniva concesso di installare una grande insegna con il nome proprio del venditore, seguito dal titolo Ostricario Fisico o Osticario d’Europa.

Il tanto ambito titolo di Ostricario Fisico fu inventato niente poco di meno che da Ferdinando II di Borbone, Re delle due Sicilie. Si narra che il Re fosse un vero amante dei frutti di mare e che, in un giorno del 1850, recandosi al mercato di Santa Lucia, un giovane venditore gli offrì un’ostrica proveniente dal Lago Fusaro.

Ferdinando II fu talmente entusiasta del sapore del frutto che, per elogiare la bontà del prodotto, replicò al giovanotto “voi siete un ostricario fisico!”.
Probabilmente ciò che ispirò il Re nell’attribuire quest’appellativo fu il titolo di Dottor Fisico, dato solo ai medici che riuscivano a distinguersi negli studi di medicina e ricerca.