Cultura

Telese Terme e le sue acque sulfuree: le malattie che si possono curare

Telese Terme, cittadina sannitica di 7.605 abitanti, ha una lunga e antica storia. Le sue acque minerali sono famose dall’inizio dell’epoca romana, tant’è che ancora oggi si può godere dei resti delle antiche terme. Le acque sulfuree, nonostante non ci siano prove del loro utilizzo nell’antichità, furono scoperte dopo un terremoto, quello del 1349, che distrusse la città provocando la fuoriuscita di nuove sorgenti termali.

Le acque di Telese sono rinomate e apprezzate da secoli per le le proprietà e gli effetti curativi che hanno sull’uomo e su alcune malattie: da quelle della pelle a quelle dell’apparato digerente, da quelle dell’apparato respiratorio; fino ai reumatismi.

Gli studi scientifici sulle acque hanno mostrato, sin dal ‘700, la presenza di anidride carbonica, di idrogeno solforato e di zolfo bivalente; quest’ultimo, in particolare, ha una funzione importante perché viene facilmente assorbito dai tessuti cellulari, e svolge un ruolo decisivo nella prevenzione e nella cura di malattie varie.

Lo stabilimento, che conserva in parte le sue originarie caratteristiche, si trova in Minieri ed è ancora in concessione alla famiglia Minieri che lo gestisce, generazione dopo generazione, dal ‘800. Qui è possibile anche effettuare le cure idropiniche e l’acqua risulta gradevole nonostante l’odore sulfureo.

La struttura gode di un parco di alberi secolari e consta di due piscine di acqua termale e di diversi padiglioni strutturati e attrezzati per le cure di fotobalneoterapia dermatologica per la cura della psoriasi e di altre malattie della pelle, per la cura delle patologie dell’orecchio.

Esso comprende, inoltre, un Centro di allergologia respiratoria oltre ad un Centro per la diagnosi e cura delle vasculopatie periferiche e un Centro di diagnosi e cura delle malattie di origine artroreumatica e traumatica.

Un luogo di assoluto relax, in cui è possibile curare corpo e anima.

Foto di Enzo di Paola, pagina Fb delle Terme