Cultura

Le “pezze” americane: dalle bancarelle del secondo dopoguerra a Cinecittà

La Seconda Guerra Mondiale all’Italia ha lasciato in dote dolori, distruzione e morti, e una vittoria di cui certo non ci si può vantare. Ma, soprattutto durante la parte finale del conflitto, coincisa con l’intervento statunitense, ha anche significato la nascita di un nuovo business, quello delle “pezze” americane, vendute in particolar modo presso il mercato di Resina, dal 1969 Ercolano.

Quest’ultimo è nato durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1944, si cominciarono a smerciare oggetti e vestiti trafugati ai convogli americani di passaggio ed è cresciuto negli anni successivi -dove ognuno s’inventava commerciante e vendeva o barattava quel poco di cui poteva fare a meno per procurarsi quello che gli era indispensabile – fino a diventare un’istituzione.

Ciò nonostante i prodotti venduti non fossero certo di prim’ordine: le “pezze americane”, infatti, erano per lo più indumenti, calzature e pellicce di seconda mano. Esse giungevano dall’America sulle bancarelle di varie cittadine italiane, nell’ambito del Piano Marshall (a sostegno della ripresa economica europea), dal nome dell’allora Presidente degli USA.

Pezzo pregiato di un commercio in quegli anni molto florido erano soprattutto i jeans a stelle e strisce: Ercolano, infatti, fu una delle prime città d’Europa in cui vennero venduti questi tipi di pantaloni, che arrivavano in città, prima grazie ai militari americani di stanza in Italia, e poi con balle di indumenti usati provenienti direttamente dagli Stati Uniti. Solitamente venivano venduti esponendoli direttamente sul suolo, dopo aver aperto le balle nelle quali erano contenuti. Nel dopoguerra, poi, tra i vicoli di Pugliano cominciarono ad essere venduti anche pantaloni, giacche e camice provenienti da tutto il mondo.

Il mercato di Resina probabilmente il più famoso dei mercati di oggetti usati, abiti di seconda mano e surplus militare dell’intero meridione, si svolge durante tutta la settimana, compresa la domenica, tra le viuzze affollate e le piazze intorno a via Pugliano, a Ercolano. Superato un momento di crisi (dopo il terremoto degli anni Ottanta, quando gli edifici di via Pugliano avevano subito ingenti danni strutturali) il mercato – come riportato dallo stesso Comune di Ercolano sul proprio sito ufficiale – è rinato dopo il 1996, grazie a un intenso programma di ristrutturazione e riqualificazione.

Resina è il paradiso dell’abbigliamento vintage e ci si può trovare praticamente tutto quello che si è sempre desiderato, dalle pellicce ai vestitini di Chanel, dai jeans anni Settanta alle scarpe di Manolo Blanick, dalle borse di vernice bon ton ai cappelli d lana dei combattenti afghani. Oltre ai venditori di quelle che un tempo si chiamavano “pezze” (stracci) e che adesso sono ricercatissimi capi di abbigliamento, è possibile trovare gioielli falsi e veri, bigiotteria d’epoca, e merci nuove a basso costo. Molto frequentato dai giovani di tutta Napoli, naturalmente, e dai costumisti di Cinecittà: provengono da Resina, tanto per citarne alcuni, gli abiti di scena di film come “I cento passi”, “La meglio gioventù”, “Prima dammi un bacio”.