Cultura

Qui sorgeva la “Casa di Pulcinella”: a Napoli una targa in memoria del Teatro San Carlino

Ricordando il Teatro San Carlino, un pezzo della storia culturale napoletana che sorgeva in piazza Municipio fino al 1884: scoperta una targa che ne ricorda il punto esatto.

Una targa per il Teatro San Carlino

Un segno nella pietra per restituire memoria a uno dei luoghi più iconici della cultura popolare napoletana. Questa mattina, mercoledì 14 gennaio, in Piazza Municipio, è stata svelata la targa commemorativa che indica il punto esatto in cui sorgeva il Teatro San Carlino, storica istituzione teatrale attiva tra il 1770 e il 1884.

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La targa è stata collocata direttamente nella pavimentazione del marciapiede, in corrispondenza del civico 41, nei pressi della segreteria dell’Università Parthenope.

Un gesto simbolico ma dal forte valore culturale, che restituisce visibilità a un luogo fisicamente scomparso ma ancora centrale nell’immaginario collettivo della città. Il Teatro San Carlino, noto come la “Casa di Pulcinella”, è stato per oltre un secolo il cuore pulsante della commedia dell’arte, della satira popolare e del teatro in dialetto, contribuendo in modo decisivo alla definizione dell’identità teatrale napoletana.

La storia della “Casa di Pulcinella”

L’iniziativa nasce dalla proposta di Carmine Coppola, Barbara De Luca e Marco Spinosa, componenti del gruppo storico di attori legati alla memoria del San Carlino, ed è stata accolta all’unanimità dalla Commissione Consultiva per la Toponomastica Cittadina. Attraverso un attento lavoro di ricerca su planimetrie storiche, è stato possibile individuare con precisione il sito originario del teatro.

Fondato nel 1740 da Gennaro Brancaccio e successivamente ricostruito nel 1770 dai coniugi Tomeo, il San Carlino fu celebrato anche da Salvatore Di Giacomo come simbolo del teatro popolare partenopeo. Venne demolito nel 1884, durante i grandi interventi di risanamento urbanistico che cambiarono il volto del centro cittadino.

Lo scoprimento della targa rappresenta l’atto conclusivo di un articolato iter istituzionale, che ha coinvolto la Municipalità 2 e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio. Trattandosi di un’area sottoposta a vincolo monumentale, l’installazione ha richiesto specifici nulla osta tecnici e l’autorizzazione della Prefettura di Napoli.

Un filo tra il passato e il presente

“La pietra che oggi mettiamo è un modo per tenere viva la memoria – ha affermato la vicesindaca Laura Lieto – e ricordare ai passanti, e a quanti si fermeranno ad osservarla, che in quel luogo un tempo sorgeva uno dei teatri più importanti di Napoli. Siamo grati di questo piccolo gesto che riveste un grande significato, perché quando qualcosa richiama l’attenzione alla memoria dobbiamo esserne soddisfatti come comunità, come città e come persone”.

Alla cerimonia erano presenti, oltre alla vicesindaca, Nino Daniele, l’artista Lello Esposito, rappresentanti delle Forze Armate (Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale) e i professori Lazzarich e D’Agostino. Un momento di memoria condivisa, che riannoda il filo tra la Napoli di ieri e quella di oggi.

Sono nato mentre il Napoli vinceva il suo primo scudetto. Un "odi et amo" con questa terra, lungo una vita intera. Foto, videomaker, scrittura: do ossigeno a tutti i mezzi che mi consentono di raccontare la realtà, la mia realtà. Per i social sono #ilmennyquoditiano