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Pompei, dal mito alle origini

Leggenda vuole che nell’ottemperare alla sua decima fatica, Eracle dovette recarsi in Spagna, presso l’isola Erizia, ove regnava Gerione, uno spaventoso gigante il cui corpo, dalla cintola in su, si ramificava in tre corpi distinti, con sei braccia, e tre teste e ritenuto il più forte tra i mortali. Ivi giunto, l’eroe avrebbe dovuto impossessarsi degli armenti del mostro, per poi riportarli in patria alla corte di Euristeo. A seguito del trionfale successo ai danni del gigante Gerione, attraversando le Gallie e ridiscendendo la penisola italica, fondò le città di Pompei e l’omonima Ercolano.

Pompei, infatti, trarrebbe il suo etimo dal greco πομπή, che tradotto ci indicherebbe un corteo festivo, probabilmente tributato all’eroe, dalle genti del luogo. In realtà gli studiosi propendono nel pensare che questo mito venne introdotto dai Greci stessi che dovevano frequentare il porto della città vesuviana, da età molto antica, per delegittimare la loro presenza e il loro potere. Tuttavia risulta più verosimile che Pompei, traesse origine dal nomen di una potente gens Pomepeii o Pompeia, che ivi risiedesse. E’ lo storico Strabone che ci parla delle genti che si avvicendarono a Pompei dalle sue origini: “Gli Oschi occupavano sia Neapolis, sia la vicina Pompei presso cui scorre il fiume Sarno, poi la occuparono i Tirreni e i Pelasgi e, dopo questi, i Sanniti. Pure questi però vennero cacciati dal posto.”.

Gli Oschi sono da identificare con la più antica popolazione indigena, che fondò il primo nucleo di abitazioni intorno al Foro, coloro che per primi occuparono la media Valle del Sarno durante l’Età del Ferro (X-IX sec.) e che per ragioni logistiche, all’alba dell’VIII sec. a.C., optarono per il più strategico altopiano di origine vulcanica. Ad essi, sarebbe da imputare la prima cinta muraria, in blocchi di lava tenera locale, detta “pappa monte”.

Con il beneplacito delle popolazioni indigene, sin dalle origini, si avvicendarono nel sito genti etrusche e greche, in virtù della funzione di scalo commerciale che la città assunse sin da subito, nel panorama campano. L’idillio però giunse al termine con lo scontro che si generò tra greci ed etruschi nel V sec. a.C. per la supremazia in Campania, culminato con la battaglia navale antistante le acque di Cuma, svoltasi nel 474 a.C., che arrise ai Greci.

Da allora si riscontrò nella città vesuviana un certo declino come scalo commerciale, che portò dopo poco più di un ventennio, all’assorbimento all’interno dell’orbita sannitica. Queste genti italiche permasero all’interno della città con una certa stabilità, anche a seguito dello sbarco durante la seconda guerra sannitica, nel 310 a.C., di una flotta romana.

A seguito di questo evento Pompei divenne città alleata di Roma, ma conservò la sua identità italica, sino a quando nel I sec. a.C., durante la guerra civile tra Mario e Silla, la città venne dedotta in colonia militare, ove vennero destinati 2000 veterani sillani, divenendo così Colonia Cornelia Venerea Pompeianorum.

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