Archeologia Vesuvio

Ville d’otium a Stabiae: Villa Arianna

Villa Arianna, insieme a Villa San Marco, fa parte del complesso archeologico dell’antica Stabiae. Questa villa d’otium occupa l’estremità ovest della collina di Varano, e venne individuata ed indagata negli anni compresi tra il 1757 e il 1762, durante la campagna di scavi condotta dall’ingegnere svizzero Karl Weber.

Essa subì lo stesso destino di Villa San Marco: dopo essere stata –  fortunatamente in minima parte – razziata degli affreschi e dei mosaici o, peggio, deliberatamente danneggiata, venne rinterrata, per poi vedere definitivamente la luce durante gli scavi degli anni ’50, fortemente voluti dal preside Libero D’Orsi.

Decorazione “a piastrelle” dell’ambiente 9

È durante questi scavi che il complesso venne denominato “Villa Arianna”, grazie al rinvenimento del magnifico affresco rinvenuto nel triclinium, in cui è raffigurato il mito di Arianna che, abbandonata da Teseo sull’isola di Nasso – da qui il detto “essere piantati in asso” – incontra il dio Dionisio, che la prende come sua sposa.

Ha una pianta molto complessa a causa dei continui rifacimenti che hanno interessato la sua struttura negli anni e si estende per ca. 11.000 mq, adattando ambienti e architetture alla morfologia della collina. È anche la villa il cui primo nucleo abitativo risulta essere di età repubblicana, annoverandosi tra i complessi residenziali più antichi tra quelli conosciuti.

Villa Arianna può essere suddivisa in quattro aree:

Area d’ingresso, con l’atrio di tipo “tuscanico”, cioè senza colonne, di età tardo – repubblicana, e relativi ambienti, tra cui due cubicula decorati in II Stile;
Area del triclinium e adiacenti ambienti panoramici terrazzati; particolare e degna di nota è la decorazione “a piastrelle” dell’ambiente 9;
Area della palestra o “grande peristilio”: uno spazio di grosse dimensioni (180 x 81 mt) con oltre cento colonne rivestite di stucco bianco, che vennero seriamente danneggiate dal terremoto dell’Irpinia del 1980;
Area del quartiere termale, con la canonica sequenza di calidarium – tiepidarium – frigidarium, e ambienti di servizio tra cui una stalla e persino una peschiera.

Negli ultimi anni, la villa è stata interessata da nuove indagini archeologiche che hanno permesso il rinvenimento di numerosi ambienti della zona dell’atrio e un giardino di grosse dimensioni (110 x 55 mt).

Il Grande Peristilio

È da Villa Arianna che provengono gli affreschi più belli e conosciuti dell’arte antica, tra cui Leda e il Cigno, Medea, Diana, la famosissima Flora o Primavera e la Venditrice di Amorini, rinvenuta nel 1759. Questa venne presa a modello dal gusto neoclassico dell’epoca e riprodotta quasi in serie come soggetto decorativo su porcellane, quadri e stampe, tanto che gli artisti di allora attirarono le critiche di Charles Boudelaire per la “mancanza di originalità”.

Flora –  Primavera di Stabia

Fonti immagini: Wikipedia
Fonte: Stabiae. Guida Archeologica alle Ville di Giovanna Bonifacio e Anna Maria Sodo, 2001.

Gli Scavi Archeologici di Villa San Marco si trovano a Castellammare di Stabia in via Passeggiata Archeologica 11.