Storia

Angela Iacobellis, l’angelo del Vomero: la sua storia


Angela Iacobellis, la serva di Dio, nacque a Roma nel 1948, ma trascorse gran parte della sua vita a Napoli.
Nonostante la brevità della sua vita, straziata fin dalla tenera età da un flemmone alla clavicola destra e in seguito da una leucemia, Angela viene ricordata per l’amore e la fedeltà che ha riposto nella Vergine Maria e in Gesù.

La bontà d’animo, l’altruismo e l’ottimismo sono stati i tratti distintivi del suo carattere: la fanciulla non amava veder soffrire gli altri, sosteneva ed incoraggiava chiunque si lasciasse vincere dallo sconforto, donava a tutti parole di gioia e pregava con devozione ogni giorno.

Nutriva una particolare simpatia per San Francesco e Santa Chiara, difatti meta obbligatoria delle sue vacanze estive era Assisi. Durante questi periodi lontana da casa e da Napoli, Angela frequentava il convento delle Clarisse dove aiutava le suore a far coprire le donne prima di entrare nei luoghi sacri, oltre che a far da guida ai pellegrini che si recavano nella Basilica di Santa Chiara.

Viene ricordata anche per il suo spirito al sacrificio: nell’innocenza della fanciullezza era solita compiere, in attesa di ricevere il sacramento della Comunione, dei “fioretti” fatti per amore verso Dio e verso il prossimo. In un suo quadernetto è possibile leggere:
Oggi ho fatto sedere un povero vecchietto curvo al mio posto” aggiungendo tra parentesi: “benchè fossi stanca“.

All’età di 11 anni le fu diagnostica la leucemia, ma nonostante ciò non si perse d’animo e continuò ad esprimere al Signore il suo affetto.

Durante la sua malattia sviluppò una particolare devozione verso Padre Pio al quale scriveva ogni dieci giorni circa. Questa fitta corrispondenza rese San Pio suo Padre Spirituale.
Nonostante la lotta contro l’avanzare della malattia, il 27 marzo del 1961, a soli 12 anni, la giovane fanciulla si spense.
Ancora oggi viene celebrata e commemorata non solo perché la sua vita è stata caratterizzata ingiustamente dalla sofferenza ma anche perché, attraverso il suo comportamento ha saputo regalare un insegnamento, quello di rispettare il volere di Dio anche se incomprensibile e doloroso.


Benedetto sei Tu Padre, Signore del cielo e della terra, perché ai piccoli hai rivelato i misteri del regno dei cieli” (Matt. 11, 25).

E’ questa la citazione evangelica incisa sulla sua lapide posta nella Chiesa di S. Giovanni dei Fiorentini, in Piazza degli Artisti al Vomero, quartiere nel quale ha vissuto.
Le manifestazioni d’amore e d’affetto per la bambina scomparsa prematuramente continuano nel tempo, infatti ogni 27 del mese alle ore 18:00 nella chiesa nella quale sono conservate le sue spoglie, viene celebrata una messa dedicata alla fanciulla che riunisce tanti devoti provenienti da tutta Italia per testimoniare le grazie da lei ricevute e per esprimerle, con una preghiera, l’immensa gratitudine.