Senza ombra di dubbio, Milinkovic-Savic ha dato un contributo chiave agli azzurri di Conte nella partita di ieri parando un rigore potenzialmente decisivo a Camarda all’inizio del secondo tempo.
Infatti, prima del vantaggio azzurro firmato Anguissa, i salentini avevano avuto l’opportunità di andare avanti con un calcio di rigore, opportunità poi sfumata a causa di una grande parata del portiere serbo che ha poi dato il via ad un ribaltamento del morale delle squadre con il conseguente gol del vantaggio di Anguissa.
Il rigore parato a Lecce non è un fuoco di paglia, anzi conferma ancora una volta l’incredibile attitudine a parare i rigori del portiere serbo che è una costante della sua carriera sin dal suo approdo in Serie A.
Infatti, da quando è in Serie A, Milinkovic-Savic ha parato ben 6 rigori, ma il dato sorprendente è che ne ha parati 5 a partire dall’Agosto 2024, cioè praticamente nell’ultimo anno, cifra che ci permette di paragonarlo ai grandi para-rigori della storia della Serie A.
Dato che da quando è in A ha affrontato 29 rigori, il tasso di neutralizzazione di questi è molto alto: 1 rigore su 5. Tuttavia, questo tasso aumenta notevolmente se si prendono in considerazione gli ultimi 9 rigori, 5 di questi parati: a questo punto si ha un tasso di neutralizzazione più alto della metà, dato incredibilmente alto.
In Serie A, il portiere in attività, anche se svincolato, con più rigori parati è Andrea Consigli con 20, seguito da Skorupski( 11), Szczesny( 10), seguono poi Meret e Donnarumma a 8 e Cragno e Dragowski a 7. In sostanza, fra i portieri in attività Milinkovic è l’ottavo con più rigori parati in A.
Tuttavia se spostiamo l’attenzione sul tasso di neutralizzazione dei rigori, sale al sesto posto virtuale con possibilità di ascendere ancora di più se questo trend positivo dovesse confermarsi nei prossimi mesi.
In sostanza sia i numeri che il morale sono dalla parte del serbo, che ora è pronto a prendersi il Napoli sulle spalle e a non far rimpiangere l’infortunio di Meret, cosa che finora gli sta riuscendo alla perfezione e che forse, dopo il rientro dell’italiano, creerà non pochi problemi di gerarchia ad Antonio Conte.