La cultura di Napoli “messa all’asta”: Marotta costretto a vendere i suoi libri

 

Domani un pezzo della cultura “pubblica” napoletana sarà messa all’asta per disposizioni del tribunale di Napoli: si tratta dei prestigiosi libri presenti, finora, nell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. L’istituto, con sede a via Monte di Dio, è presieduto dall’avvocato Gerardo Marotta, il quale è costretto a “vendere” edizioni rare di scritti culturali per sanare una situazione di debito nei confronti del proprietario di uno scantinato usato come deposito-libri.

È una situazione che crea rammarico negli ambienti culturali e didattici partenopei, rappresentando l’Istituto un punto nevralgico per la consultazione pubblica di testi storicamente importanti; lo stesso Marotta dichiara a Il Mattino: «Sono addolorato, rifarsi sui miei libri per questioni economiche è grave, mi rende triste, ma al di là delle mie reazioni emotive conta che dalla sera alla mattina i napoletani, e tutti gli studiosi che ne avrebbero fatto richiesta, saranno privati della possibilità di consultare gratuitamente questi testi» .

I libri in questione sono sedici e tagliano, trasversalmente, vari settori: dal diritto alla filosofia, dalla medicina alla storia. Molti di questi, rappresentando edizioni uniche, si presume rappresentino oggetto di desiderio di numerosi bibliofili, collezionisti e intellettuali in generale; parliamo, ad esempio, di una Gerusalemme Liberata stampato nel 1888, di una raccolta di opuscoli e diari sulla storia di Napoli del 1780; tuttavia, una delle opere più prestigiose è Elementi di Metafisica di Antonio Genovesi, edito proprio a Napoli nel 1760.

Il Genovesi, inoltre, è autore molto caro alla stessa famiglia Marotta: il presidente dell’istituto, infatti, ricorda come egli sia stato elemento di spicco nella cultura europea oltre che italiana, occupando la prima cattedra di Economia politica in Europa. Al di là della questione economica e pratica, esiste, in certi casi, l’invisibile filo affettivo che lega, indissolubilmente alla propria cultura e ai propri autori, i quali rappresentano, in un certo senso, compagni di letture e di vita.

C’è, tuttavia, uno spiraglio di speranza per Marotta: un eventuale intervento del governatore De Luca: durante la settimana scorsa, infatti, c’è stato un incontro che ha visto partecipi Marotta, il figlio Massimiliano, Vincenzo De Luca, l’avvocato Scarano e l’onorevole Aldo Cennamo. Probabilmente il fronte istituzionale potrebbe trovare soluzioni ai problemi finanziari dell’istituto, iniziando dagli urgenti lavori di manutenzione della biblioteca.

Inoltre, lo stesso istituto sta esternando richieste d’aiuto da parte dei liberi cittadini: sul sito ufficiale, infatti, è postato un comunicato che informa circa la condizione economica e la necessità di collaborazioni, tramite il conto corrente intestato allo stesso Marotta. Cliccate qui per maggiori informazioni.

Nel frattempo, De Luca, assieme al Consigliere per la cultura Sebastiano Maffettone, ha già provveduto alla sistemazione dei trecentomila volumi “sfrattati” dal deposito, i quali saranno ubicati, per ora, all’istituto Colosimo.

Questo accade quando la cultura diventa letteralmente un peso, fisico e non più morale, economico e non più distintivo. Questo accade quando smettiamo di conoscere il nostro passato e i suoi pensatori, per dare importanza solo al contingente, alle sue immagini e ai loro specchi social.