Combattere le malattie delle ossa e il nanismo: la scoperta arriva da Pozzuoli

Cos’è l’acondroplasia? E’ la più comune forma di nanismo che colpisce soltanto gli arti inferiori e superiori del corpo che crescono visibilmente molto meno rispetto ad altre parti. E’ proprio riguardo alla crescita delle ossa che un gruppo di ricercatori dell’Istituto Telethon di Genetica e Medicina di Pozzuoli, coordinati da Carmine Settembre, hanno fatto una notevole scoperta. L’autofagia, un meccanismo biologico che permette di far funzionare correttamente molti tessuti dell’organismo, è coinvolto nell’accrescimento scheletrico post-natale. Quando questa non si attiva regolarmente, potrebbe venire stimolata con nuovi farmaci per arrivare così a prevenire o curare le patologie dello scheletro causate dal malfunzionamento dei fattori di crescita “FGF” e dei condrociti.

“Con questo studio – ha dichiarato Carmine Settembre – abbiamo dimostrato che attivando l’autofagia attraverso l’utilizzo di farmaci è possibile correggere il difetto di formazione delle ossa, e in particolare della matrice cartilaginea, causato da mutazioni nei geni FGF. Questi risultati aprono una prospettiva per future sperimentazioni per la cura di diverse patologie scheletriche”.

Non solo l’acondroplasia dunque, ma anche altri disturbi delle funzioni scheletriche potrebbero essere risolti grazie a questa nuova ricerca.