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Video. Di Palma, il neomelodico che ha minacciato Clementino e cantava della malavita

Quello dei neomelodici è un ambiente difficile, questo è risaputo. Schiere di giovanissimi che cercano di emergere, di spiccare e farsi conoscere in un panorama vastissimo, costretti ad accettare qualunque compromesso pur di uscire dall’anonimato e dalla notorietà effimera del loro quartiere. Indipendentemente dai gusti musicali e dal frequente legame fra molti nomi di spicco dei neomelodici con la criminalità organizzata, bisogna considerare questi artisti come dei ragazzi che cercano di farsi valere e che, fin troppo spesso, ricorrono a qualunque mezzo pur di farsi conoscere.

Così, si arriva a casi estremi come l’estorsione avvenuta in questi giorni al famoso cantante nolano Clementino. L’artista di “O’ vient’” è stato ricattato e minacciato da un giovane neomelodico di Palma Campania, Vincenzo Carbone, meglio conosciuto col nome d’arte Enzo di Palma. Il cantante voleva obbligare Clementino ad una collaborazione con lui, cantando insieme il nuovo singolo di Di Palma “Chesta sera voglio parlà ‘e ‘te”, vagamente ispirata dallo stile e dai testi del famoso rapper. Per il giovane il nome di Clementino era la chiave per farsi conoscere oltre i confini di Palma Campania ed estendere le schiere dei suoi fan in tutta la Campania.

Enzo di Palma

“Nella vita quello che conta è la coscienza… E chi la tiene pulita non ti evita…ti AFFRONTA….” Scrive il ventenne neomelodico sulla sua pagina Facebook ufficiale, ma la sua coscienza pulita non gli ha impedito di incendiare una macchina e minacciare l’intera famiglia di Clementino pur di ottenere l’ambita notorietà. Più di 10.000 persone seguono l’artista sulle pagine social, ragazze gli inviano lunghe dichiarazioni d’amore e sono decine i commenti sotto i suoi numerosissimi selfie. Enzo si mostra sempre come un duro, con un’espressione da ragazzo di strada o alla guida della sua macchina, nonostante il suo volto sia quello di un ventenne come tanti, pulito, con dei grandi occhiali alla moda. Spicca il suo sponsor, una ditta di famiglia che commercia mezzi pesanti.

Quella faccia da bravo ragazzo contrasta con alcune sue canzoni dove viene esaltata la malavita. Ad esempio, in “Sti guagliun correne“, Enzo parla dei giovani criminali di cui sempre più spesso leggiamo le imprese nelle notizie di cronaca. Per lui sono “giovani d’onore”, ragazzi che conoscono il rispetto, che hanno imparato dalla vita di strada a non tradire, ad amare all’ennesima potenza. Questi sono, per lui, i criminali che in queste ultime settimane sporcano di sangue le strade di Napoli, questo è il modo in cui l’artista vede la criminalità, come un mondo pulito e pieno di nobili sentimenti.

Pubblica fiero i suoi interventi a matrimoni e compleanni, riti immancabili per ogni neomelodico che si rispetti e pubblica frasi fatte che esaltano il suo carattere ed il suo atteggiamento da uomo vissuto. Non competere con nessuno, – scrive ancora – non devi dimostrare niente a nessuno. Non devi arrivare dove sono arrivati gli altri,devi solo superare i tuoi limiti.Sii la migliore versione di te stesso!” Eppure, è proprio per la smania di arrivare, per il bisogno di dimostrare le sue capacità che il ragazzo ha mostrato la parte peggiore di se stesso ed oggi è incarcerato per estorsione insieme ad alcuni complici.