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Intercettazioni choc a casa del boss della Sanità: “Devo uccidere anche i loro bambini”

“Hanno preso i punti sopra Pierino e ora si stanno atteggiando. Loro, sempre loro, i Vastarella, che ora pretendono di sedersi a capotavola, loro, sempre loro, che vanno sotto alla gente, magari sotto a un pizzaiolo per 20-30mila euro, loro sempre loro che devono essere presi al cuore. Ora prendo le bombe e gliele butto nelle case, devo uccidere anche le loro creature, anche i bambini devono morire”. E’ questo uno degli stralci agghiaccianti (pubblicati da Il Mattino) dei dialoghi domestici a casa di Antonio Genidoni, aspirante boss della Sanità arrestato due giorni fa a Milano.

Una cimice piazzata nella sua abitazione ha fornito molti degli elementi necessari agli inquirenti per iniziare a sviscerare mandanti ed esecutori della strage del circolo delle Fontanelle, avvenuto lo scorso 22 aprile, in cui vennero freddati Giuseppe Vastarella e Salvatore Vigna e feriti Antonio e Dario Vastarella e Alessandro Ciotola.

Intercettazioni che fanno luce sulla faida in atto tra Miano e Sanità, dove ci si contende la conquista della piazza di spaccio. Ma cosa successe, quindi, ad aprile? “Caso” volle che Genidoni ottenne un permesso dal Giudice di Sorveglianza di Milano, che gli consentì di muoversi molto più liberamente e organizzare la sua vendetta (doveva “rispondere” agli omicidi del patrigno Pietro Esposito (ucciso a novembre del 2015) e del fratello Ciro (gennaio 2015). La rabbia di Genidoni ha raggiunto tempi maturi, l’odio ribolle:Prendo un bazooka e faccio una strage, se non l’ho fatto ancora è perché hanno arrestato quello che doveva portarmelo. A due di loro e ti faccio vedere che non fa più il guappone Patrizio Vastarella… schiatto a terra la testa al figlio (Antonio) e schiatto a terra qualcun altro…già a schiattare la testa a terra al figlio ti faccio vedere come quello la finisce…uuummmm e vieni avanti”. A fomentarlo c’è la madre, Dora Spina, che sollecita il figlio a cercare un killer: “Se tu mi metti a me cinquemila euro sul tavolo te lo faccio io”. 

In ballo, però, non ci sono solo gli omicidi e la droga, ma anche una politica di espulsione dalle case, serrate all’ingresso per impedire l’accesso ai Genidoni: “Sono andati vicino alle persone per bene e le hanno cacciate, hanno cominciato a saldare le porte”, racconta ancora la madre di Antonio Genidoni.

Dopo la strage di aprile, arriva la risposta a Marano con il duplice omicidio dell’officina, dove vengono uccisi il padre e il fratello di Salvatore Esposito, quest’ultimo ritenuto l’esecutore dei delitti all’esterno del circolo delle Fontanelle. La contro-risposta di Genidoni, però, non può arrivare. Ieri notte è stato arrestato a Milano dagli agenti della dda di Napoli.