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Scuola calcio “La Ginestra” a Torre del Greco, dove si coltivano passioni e crescono talenti

Ci sono passioni che si coltivano fin da piccoli, passioni che si condividono tra amici, tra padri e figli, passioni come quelle per lo sport, in particolar modo per il calcio. Quella che vi raccontiamo è la storia di un’eccellenza in ambito della formazione sportiva, la scuola calcio “La Ginestra” situata a Torre del Greco e diretta da Massimo Borriello ex calciatore che ha giocato in squadre come la Reggina, il Bisceglie, il Crotone, la Triestina, il Trento, lo Sciacca, la Palmese. Anche lui ha coltivato la passione del calcio fin da piccolo, il suo sogno è sempre stato giocare a calcio e poi smettere per trasmettere ad altri la passione e i giusti valori che lo sport può insegnare. Questa passione Massimo la trasmette ai suoi giovani allievi non solo insegnando a giocare a calcio ma anche come affrontare le situazioni che la vita riserva. Abbiamo incontrato Massimo Borriello proprio sul campo di calcio, lì dove ogni giorno allena i suoi allievi.

Massimo Borriello

Massimo ci parli della sua scuola calcio, come e quando è nata?
L’idea è nata nel 2002, insieme ai miei fratelli Giovanni, Vittorio e Ciro, con l’aiuto di nostro padre Antonio, un periodo bello ma complicato, questo campo era in condizioni pessime e decidemmo di buttarci in questa nuova avventura. Ricordo che avevamo soltanto 15 iscritti classe 89/90 all’epoca i ragazzi avevano fame di sport l’approccio con il calcio era diverso rispetto ai giorni d’oggi. Come dicevo il primo anno gli iscritti erano pochi e comunque anche con solo 15 ragazzi, feci l’iscrizione alla FIGC e senza problemi ci presentavamo a tutte le partite molte delle quali le abbiamo perse ma questo serviva a rafforzare la voglia di fare meglio e di vincere la prossima. Il secondo anno di iscritti erano 60, la concorrenza allora come oggi e spietata, dicevano ai genitori: non andate a La Ginestra, non giocheranno mai in nessuna squadra e invece…

E invece?
Dopo tanti sacrifici le soddisfazioni sono arrivate. Abbiamo partecipato a tornei importanti come quello di Gallipoli, di Sorrento e quello di Roseto degli Abruzzi, dove nel 2006 e nel 2007 siamo arrivati secondi mentre nel 2008 primi. L’unico rammarico è che mio padre non ha potuto vivere quei momenti di successo della nostra società.

Quando parla di soddisfazioni, si riferisce anche a quelle legate al fatto che alcuni suoi allievi arrivano a giocare in squadre importanti?
Si, ma anche dal fatto che al terzo anno avevamo 120 iscritti oggi ne contiamo 170. Alcuni miei allevi giocano in squadre come il Sorrento, la Juve Stabia, l’Empoli, il Napoli e tante altre. Adesso ci sono trattative in corso con altre squadre come la Juventus.

Nel 2015 l’arrivo in società di un nuovo socio?
Si, Giuseppe Cirillo un imprenditore che ha scelto non solo di essere sponsor ma di sposare il nostro progetto diventando parte integrante dello stesso, oggi non è facile trovare soci per un progetto come una scuola calcio, Giuseppe è una delle persone a cui devo dire grazie.

Perché a chi altro deve dire grazie?
Una persona su tutte, mio padre Antonio, che ha creduto in me e soprattutto nel progetto assieme a mio fratello Giovanni hanno portato avanti questo posto e fatto diventare quello che è oggi, una fabbrica di talenti e non solo. Un grazie va anche ai miei fratelli Ciro e Vittorio, quest’ultimo che con la sua impresa edile ha ristrutturato l’intera struttura.

Quanto è importante l’aiuto di sponsor?
E’ fondamentale, noi diamo molta visibilità a chi ci aiuta con i marchi ben esposti nella struttura e non solo. Dal rapporto con gli sponsor è nata l’idea dell’album di calciatori, una raccolta di foto degli allievi, è un’iniziativa che è piaciuta molto.

Cosa significa investire nella formazione di giovani promesse dello sport?
Significa prendersi una grande responsabilità perché grazie allo sport formiamo non solo gli atleti ma gli uomini del domani.
Vede noi cerchiamo di seguire i ragazzi non solo in campo ma anche nei compiti scolastici, li portiamo a fare gite culturali, insegniamo loro come si vive nella società e come confrontarsi con gli altri con alla base una cosa fondamentale il rispetto delle regole e delle persone.

Molto spesso si legge che i padri sugli spalti assumono atteggiamenti che non sono proprio consoni allo spirito sportivo e che litigano tra di loro cosa che non accade tra i bambini in campo, cosa ci dice in merito? e come gestisce la cosa?
Questo fenomeno è scaturito dal fatto che molto spesso ci si vuole sostituire all’allenatore o al presidente ed è una cosa sbagliata. Ma questo non succede solo nel calcio o nello sport anche a scuola molto spesso i genitori voglio sostituirsi all’insegnante di turno. Molte scuole calcio creano illusioni garantiscono successi cosa che non va fatto, perché non bisogna illudere i genitori ma soprattutto i ragazzi, lo sport deve essere una passione che poi può diventare un lavoro, ma senza la pretesa di dover per forza sfondare nel mondo del calcio. Un episodio che riguarda l’atteggiamento dei genitori di cui parlava prima tempo fa è successo la soluzione presa è stata quella di fermare la partita.

La sua struttura è aperta a tante iniziative, nel periodo estivo infatti è possibile anche frequentare un campo estivo?
Si, abbiamo circa 5.000 mq, con campo da calcio, uffici spogliatoi, poi c’è una zona dedicata all’intrattenimento con giochi di società, per leggere o per le lezioni. D’estate viene montata una piscina e i ragazzi seguiti dentro e fuori a turno formano dei gruppi e fanno il bagno, mangiano qui giocano e si divertono. La struttura poi può essere anche riservata per feste o partite di calcio anche tra adulti non solo bambini. Ci sono tanti adulti che noleggiano il campo per divertirsi tra di loro a calcio.

Salutiamo Massimo con la promessa di andare a vedere una partita dei suoi allievi, proprio per vederlo in campo emozionarsi mentre incita i suoi ragazzi a vincere.

 

Scuola Calcio La Ginestra
Via Nuova Trecase 84
80059 Torre del Greco
Sito: scuolacalciolaginestra.com
Facebook: Scuola Calcio La Ginestra