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Speziale libero: i libri sì, la maglietta no

“Speziale libero”: questa scritta sulla maglietta di Gennaro De Tommaso ha causato l’indignazione di tutta Italia, perché inneggiante, a detta di molti, all’assassino dell’ispettore Filippo Raciti, ucciso durante gli scontri tra la polizia e i tifosi del Catania, in occasione del derby con il Palermo. Anche per quella maglietta, De Tommaso è stato punito dal Daspo, che non gli consentirà di assistere per 5 anni ad alcuna manifestazione sportiva in Italia. A nulla è valsa la spiegazione di Genny: “la maglietta è in onore di un ragazzo che sta chiedendo attraverso i suoi legali la revisione del processo. È una richiesta di giustizia, non un’offesa contro una persona deceduta o contro i suoi familiari”. Quella maglietta non si deve indossare, tanto che il ministro Alfano prima di Napoli-Cagliari ha minacciato di punire col Daspo chiunque l’avesse indosso.

Analogo scalpore non l’ha suscitato un libro di Simone Nastasi, “Il caso Speziale”, dove l’autore afferma le tesi a favore di una riapertura del processo che ha visto la condanna a 8 anni di reclusione per il tifoso del Catania. A supporto dell’innocenza di Speziale ci sarebbero degli atti ufficiali utilizzati dalla Cassazione che non erano stati resi noti, e i quali consentirebbero al lettore di farsi una propria, libera idea in proposito. Nastasi parte dal presupposto che la morte di Raciti è in ogni caso qualcosa di vergognoso che non doveva accadere, ma ciò non toglie il dovere di cercare la verità, piuttosto che un mero capro espiatorio. Egli aggiunge poi che la cronaca è piena zeppa di casi definitivamente giudicati dalla Corte di Cassazione che, una volta riaperti, hanno poi visto l’assoluzione di imputati che – da innocenti – hanno trascorso anni nelle patrie galere, aiutati solo dai propri avvocati che hanno creduto nelle loro parole. Perché, dunque, non ascoltare chi sostiene l’innocenza di Speziale?

Un’altra cosa su cui riflettere, inoltre, è la posizione di Angelino Alfano: oggi si scandalizza per la maglietta a favore di Speziale, qualche mese fa invece, quando faceva ancora parte del partito di Berlusconi, non ha esitato a manifestare “per Silvio libero”, quel Silvio così perseguitato dalla giustizia italiana che centinaia di milioni di evasione fiscale dovrà scontare 12 ore di servizi sociali. Giunti a questo punto finisce l’articolo senza entrare in giudizi di merito, senza affermare cosa è giusto e cosa è sbagliato: questi sono i fatti, che il lettore arrivi da solo a una propria opinione.

 

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