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Dalla pace fiscale al reddito di cittadinanza: tutte le novità della manovra 2019

Approvata ieri pomeriggio, al termine del Consiglio dei ministri, la legge di Bilancio per il 2019. Nel corso della giornata c’erano stati alcuni screzi tra Lega e Movimento 5 Stelle. Il “pomo della discordia” era rappresentato dalla pace fiscale, promessa dal Carroccio durante la campagna elettorale. I due partiti sono riusciti a trovare un accordo anche per ciò che riguarda il taglio delle pensioni superiori a 4.500 euro nella parte di assegno non coperta dai contributi.

Intesa anche per quanto riguarda il superamento della legge Fornero, una misura che entrambe le forze di governo rivendicano. L’obiettivo del governo è quello di garantire la pensione a chi, tra età e contributi, arriva a “quota 100”. La manovra costa 7 miliardi e dovrebbe partire da febbraio 2019. L’altro grande cavallo di battaglia è il reddito di cittadinanza, voluto con forza dal Movimento 5 stelle.

Come funzionerà? Innanzitutto, si parla di un assegno da 780 euro che, stando a quanto annunciato finora, verrà caricato sul bancomat. E’ previsto un “monitoraggio” sugli acquisti, affinché venga utilizzato solo per beni di prima necessita. Quando entrerà in funzione? L’attivazione scatterà nei primi tre mesi del 2019. Il reddito verrà meno solo dopo il rifiuto di tre offerte di lavoro. Il reddito di cittadinanza costerà 9 miliardi, di cui 2,6 saranno attinti dalle risorse già stanzia per il reddito di inclusione.

La vera vittoria è però di Matteo Salvini, che è riuscito ad inserire nella manovra la tanto discussa pace fiscale. Si tratta, sostanzialmente, di un piccolo condono. Lo sconto sul pagamento delle tasse dovute, oltre alla cancellazione di sanzioni e interessi, ci sarà. Si pagherà infatti solo il 20% sul maggior imponibile dichiarato, ma la regolarizzazione sarà preclusa a chi non ha neanche presentato la dichiarazione e limitata a certi importi.

Si potrà chiudere il debito con una denuncia integrativa per somme che non potranno eccedere il 30% il reddito denunciato, e con un tetto di 100 mila euro. Di Maio cede da una parte, ma vince dall’altra. Il leader del M5s, infatti, ha ottenuto un inasprimento delle pene per i reati fiscali. Infine, le altre principali novità riguardano: la Flat tax per i lavoratori autonomi, sgravi Ires, tassazione sul gioco d’azzardo, abolite Ace ed Iri, 7 miliardi di tagli anche sull’immigrazione, decreto taglia leggi, norme sull’RC Auto.